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Cronache
Stato-mafia, Ciancimino Jr.: "Mattarella? Ecco che cosa potrà dire al processo"

Massimo Ciancimino, figlio di don Vito sindaco di Palermo, parla in un'intervista ad Affaritaliani.it dei rapporti della sua famiglia con quella di Mattarella e della possibilità che il nuovo capo dello Stato venga chiamato a testimoniare nel processo sulla trattativa Stato-mafia.

Il presidente Mattarella potrebbe essere chiamato a testimoniare al processo sulla trattativa Stato-mafia a proposito della sostituzione nel 1992 tra Scotti e Mancino al ministero degli Interni. Come avvenne quell'avvicendamento?

Mio padre, che scrisse le 3-4 proposte che si potevano prendere in considerazione sulle 12 follie scritte da Riina o chi per lui, mi disse che a ricoprire la carica non sarebbe stato Scotti. Mi disse che Scotti o Martelli non sarebbero state le persone preposte a ricevere questo tipo di richieste e che si era sincerato presso uomini delle istituzioni che sarebbe avvenuta la sostituzione tra Scotti e Mancino. Questo non significa, contrariamente a quello che si dice spesso, che Mancino fosse il terminale della trattativa. La trattativa arrivava molto su, credo che anche i magistrati di Palermo e Caltanissetta lo abbiano capito. Sulla trattativa c'era l'avallo dell'ex presidente della Repubblica Scalfaro e dell'allora capo della Polizia. I soggetti poco propensi venivano rimossi in una maniera o nell'altra.

Perché potrebbe essere importante la testimonianza di Mattarella?

Ritengo Mattarella una persona seria. Lo conosco solo di vista, ma è ben nota l'amicizia tra suo padre e mio padre e la conoscenza con il fratello Piersanti. Anzi, fu il padre di Mattarella a permettere a mio padre di fare impresa con quel sistema di trasporto di vagoni ferroviari a domicilio attraverso carrelli. Credo che Sergio Mattarella sia una persona molto per bene e molto capace, ma non voglio fare il gioco di chi lo ha santificato solo per il suo passato o per i dolori vissuti in famiglia. Le persone vanno giudicate sui fatti. Personalmente mi ero riservato di continuare la testimonianza nel processo trattativa visto l'atteggiamento di Napolitano nei confronti dei pm e nei miei in quanto teste. Ricordiamoci che non ho potuto ascoltare i nastri dei colloqui del presidente che, anche se come hanno detto i pm non contenevano elementi di reato, potevano contenere elementi utili alla mia difesa. E questo io non lo saprò mai. Per quanto riguarda Mattarella sono sicuro di una cosa: non si avvarrà delle sue prerogative e collaborerà alla ricerca della verità. Credo anche che farà come Grasso e andrà a testimoniare nell'aula bunker di Palermo, senza far spendere tanti soldi per una trasferta della Corte.

Ma Mattarella che cosa potrebbe dire sul punto in questione?

Non credo che in quel momento Mattarella avesse un ruolo di primo piano. Mattarella non mi è stato mai nominato da mio padre in nessun tipo di contesto. Credo possa aiutare la difesa di Mancino per quanto riguarda le decisioni collegiali di quell'area Dc però non conosco la strategia difensiva di Mancino e non sta a me giudicarla. Ribadisco comunque che io, anche se sono stato dipinto come il grande accusatore, non accuso nessuno. Ho solo raccontato i fatti, andando anche contro me stesso e mi ritrovo imputato anche se ho la piena contezza di non aver mai agito per favorire Cosa Nostra. Quando sono stato avvicinato dai carabinieri il mio unico obiettivo era fare qualcosa per favorire la possibilità di mettere fine alle stragi.

@LorenzoLamperti

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