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LE PREVISIONI - Nell’analisi a lungo termine proposta nell’ultimo Editoriale avevamo concluso commentando lo scenario medio ritenuto più probabile e rappresentativo a grandi linee quella che sarebbe potuta essere l’evoluzione sul finire della seconda decade di novembre. A tal proposito, riportando testualmente le considerazioni fatte una settimana fa, avevamo detto che tale configurazione avrebbe comportato... “un diverso adattamento dell’Anticiclone delle Azzorre, le cui espansioni prevalenti potrebbero essere verso est nei momenti di accelerazione del getto e verso nord, ma senza sfondamenti particolari verso l’artico, nei momenti di parziale decelerazione del getto stesso: eventuali irruzioni di aria più fredda fin verso il Mediterraneo sarebbero legate a questa seconda circostanza”. Anche nei prossimi giorni non ci muoveremo di molto da questo comportamento della dinamica atmosferica che proseguirà molto probabilmente su queste linee generali almeno fino alla metà della terza decade del mese, intensificandosi ulteriormente e conferendo quindi all’evoluzione meteorologica connotati certamente più autunnali, anche tardo-autunnali sulle regioni settentrionali.

Avremo infatti, con probabilità tutto sommato buone o discrete, l’avvicendamento alternato tra l’ingresso di due saccature provenienti dal nord Atlantico e due espansioni dell’Anticiclone delle Azzorre verso l’Europa Centrale che faranno evolvere in cut-off le due ondulazioni barocline: tale situazione sarà quindi un po’ il proseguo del tipo di tempo che abbiamo avuto anche in questi ultimi giorni e che è stato responsabile di condizioni anche marcatamente perturbate al Centro-Sud ed in modo particolare lungo il versante adriatico. Vediamo allora di puntualizzare meglio su ciascuna fase che potrebbe delinearsi. Tra domani e sabato l’Italia sarà interessata dal passaggio della perturbazione n.6 di novembre, accompagnata da una stretta saccatura atlantica che isolerà un minimo di pressione a tutte le quote sui mari occidentali italiani. La rimonta anticiclonica legata sempre all’espansione dell’Alta pressione atlantica, che posizionerà ancora una volta il proprio asse principale lungo i paralleli medi europei, guiderà con moto retrogrado il cut-off ciclonico verso la Spagna tra domenica e lunedì prossimi, permettendo così un temporaneo miglioramento del tempo sull’Italia, anche se le nubi resteranno ancora le protagoniste. Il campo anticiclonico, quindi, separerà ancora il flusso perturbato principale facente capo ad un Vortice Polare compatto e presente alle alte latitudini da una circolazione secondaria, garanzia di un tipo di tempo instabile ed a tratti perturbato, posizionata invece alle nostre latitudini. Si delineerà di conseguenza una situazione potenzialmente favorevole a nuove incursioni nord-atlantiche, rimanendo il campo barico sul Mediterraneo di stampo depressionario e quindi non incline a mostrare alcuna resistenza a nuovi affondi perturbati. Ed infatti la parentesi senza piogge si chiuderà molto probabilmente tra martedì 19 e mercoledì 20 novembre, a causa di una marcata ondulazione della corrente a getto che, spingendosi fino al cuore del Mediterraneo, rimetterà in gioco la depressione spagnola e la perturbazione n.6 annessa, spingendola nuovamente verso la nostra penisola. Tale sistema perturbato, rinvigorito anche dall’afflusso di aria polare marittima, sarà seguito da un secondo impulso (la perturbazione n.7) che lo seguirà a ruota.

L’intenso affondo nord-atlantico andrà così a compromettere ulteriormente l’evoluzione meteorologica alle nostre latitudini in quanto, comportando parallelamente anche l’afflusso di aria più fredda proveniente dalle alte latitudini, andrà a dar forza ad un pattern sinottico caratterizzato da basse altezze di geopotenziale a tutte le quote in sede mediterranea a cui, inevitabilmente, non si potrà rimediare velocemente: tale evoluzione potrebbe quindi portare a condizioni di tempo anche molto perturbato su alcune delle nostre regioni, che ovviamente possono essere specificate nel dettaglio per la distanza temporale a cui stiamo guardando. Si ritiene comunque abbastanza probabile che l’evoluzione nel corso della prossima settimana rimanga ancora improntata alla permanenza di un’ampia circolazione ciclonica che continuerà ad esporre la nostra penisola a correnti umide ed instabili e quindi a nubi, a precipitazioni e ad una rotazione di masse d’aria complessivamente più fredde rispetto a quelle attuali: volendo dare un’indicazione di massima, gli effetti di questa fase a tratti perturbata che si avvertiranno sul campo della temperatura saranno quelli di portare le temperature massime sul Nord Italia anche sotto i 10 °C (in linea con i valori tardo-autunnali) ed al Sud Italia, inevitabilmente esposto a richiami di aria più mite ma non più così calda, intorno ai 15-17 °C (valori autunnali, inferiori a quelli attuali che raggiungono ancora facilmente i 20-21 °C). Insomma... a due settimane dall’avvio dell’inverno meteorologico, sembra che la stagione autunnale abbia serie intenzioni di prendere in mano le redini del tempo anche alle nostre latitudini, seppure ciò accadrà in forte ritardo rispetto alla tabella di marcia tipica della stagione.

 

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Cronache

L'autunno fa sul serio. Anzi, stiamo entrando già in inverno. La nuova settimana inizia con un peggioramento forte al Nord e con nubifragi in Sardegna. Poi altra acqua per l'arrivo di un ciclone. Non solo da giovedì è in arrivo aria fredda, molto fredda, che porterà la neve fino a 400 metri sulle regioni settentrionali. Non è escluso che anche Torino possa essere imbiancata con la prima neve della stagione

 

maltempo pioggia 500

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LE PREVISIONI - Nell’analisi a lungo termine proposta nell’ultimo Editoriale avevamo concluso commentando lo scenario medio ritenuto più probabile e rappresentativo a grandi linee quella che sarebbe potuta essere l’evoluzione sul finire della seconda decade di novembre. A tal proposito, riportando testualmente le considerazioni fatte una settimana fa, avevamo detto che tale configurazione avrebbe comportato... “un diverso adattamento dell’Anticiclone delle Azzorre, le cui espansioni prevalenti potrebbero essere verso est nei momenti di accelerazione del getto e verso nord, ma senza sfondamenti particolari verso l’artico, nei momenti di parziale decelerazione del getto stesso: eventuali irruzioni di aria più fredda fin verso il Mediterraneo sarebbero legate a questa seconda circostanza”. Anche nei prossimi giorni non ci muoveremo di molto da questo comportamento della dinamica atmosferica che proseguirà molto probabilmente su queste linee generali almeno fino alla metà della terza decade del mese, intensificandosi ulteriormente e conferendo quindi all’evoluzione meteorologica connotati certamente più autunnali, anche tardo-autunnali sulle regioni settentrionali.

Avremo infatti, con probabilità tutto sommato buone o discrete, l’avvicendamento alternato tra l’ingresso di due saccature provenienti dal nord Atlantico e due espansioni dell’Anticiclone delle Azzorre verso l’Europa Centrale che faranno evolvere in cut-off le due ondulazioni barocline: tale situazione sarà quindi un po’ il proseguo del tipo di tempo che abbiamo avuto anche in questi ultimi giorni e che è stato responsabile di condizioni anche marcatamente perturbate al Centro-Sud ed in modo particolare lungo il versante adriatico. Vediamo allora di puntualizzare meglio su ciascuna fase che potrebbe delinearsi. Tra domani e sabato l’Italia sarà interessata dal passaggio della perturbazione n.6 di novembre, accompagnata da una stretta saccatura atlantica che isolerà un minimo di pressione a tutte le quote sui mari occidentali italiani. La rimonta anticiclonica legata sempre all’espansione dell’Alta pressione atlantica, che posizionerà ancora una volta il proprio asse principale lungo i paralleli medi europei, guiderà con moto retrogrado il cut-off ciclonico verso la Spagna tra domenica e lunedì prossimi, permettendo così un temporaneo miglioramento del tempo sull’Italia, anche se le nubi resteranno ancora le protagoniste. Il campo anticiclonico, quindi, separerà ancora il flusso perturbato principale facente capo ad un Vortice Polare compatto e presente alle alte latitudini da una circolazione secondaria, garanzia di un tipo di tempo instabile ed a tratti perturbato, posizionata invece alle nostre latitudini. Si delineerà di conseguenza una situazione potenzialmente favorevole a nuove incursioni nord-atlantiche, rimanendo il campo barico sul Mediterraneo di stampo depressionario e quindi non incline a mostrare alcuna resistenza a nuovi affondi perturbati. Ed infatti la parentesi senza piogge si chiuderà molto probabilmente tra martedì 19 e mercoledì 20 novembre, a causa di una marcata ondulazione della corrente a getto che, spingendosi fino al cuore del Mediterraneo, rimetterà in gioco la depressione spagnola e la perturbazione n.6 annessa, spingendola nuovamente verso la nostra penisola. Tale sistema perturbato, rinvigorito anche dall’afflusso di aria polare marittima, sarà seguito da un secondo impulso (la perturbazione n.7) che lo seguirà a ruota.

L’intenso affondo nord-atlantico andrà così a compromettere ulteriormente l’evoluzione meteorologica alle nostre latitudini in quanto, comportando parallelamente anche l’afflusso di aria più fredda proveniente dalle alte latitudini, andrà a dar forza ad un pattern sinottico caratterizzato da basse altezze di geopotenziale a tutte le quote in sede mediterranea a cui, inevitabilmente, non si potrà rimediare velocemente: tale evoluzione potrebbe quindi portare a condizioni di tempo anche molto perturbato su alcune delle nostre regioni, che ovviamente possono essere specificate nel dettaglio per la distanza temporale a cui stiamo guardando. Si ritiene comunque abbastanza probabile che l’evoluzione nel corso della prossima settimana rimanga ancora improntata alla permanenza di un’ampia circolazione ciclonica che continuerà ad esporre la nostra penisola a correnti umide ed instabili e quindi a nubi, a precipitazioni e ad una rotazione di masse d’aria complessivamente più fredde rispetto a quelle attuali: volendo dare un’indicazione di massima, gli effetti di questa fase a tratti perturbata che si avvertiranno sul campo della temperatura saranno quelli di portare le temperature massime sul Nord Italia anche sotto i 10 °C (in linea con i valori tardo-autunnali) ed al Sud Italia, inevitabilmente esposto a richiami di aria più mite ma non più così calda, intorno ai 15-17 °C (valori autunnali, inferiori a quelli attuali che raggiungono ancora facilmente i 20-21 °C). Insomma... a due settimane dall’avvio dell’inverno meteorologico, sembra che la stagione autunnale abbia serie intenzioni di prendere in mano le redini del tempo anche alle nostre latitudini, seppure ciò accadrà in forte ritardo rispetto alla tabella di marcia tipica della stagione.

 

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