L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è un centro di eccellenza internazionale. Una prospettiva di vita - e di vita sana - anche per i bambini cardiopatici è l'obiettivo del progetto di ricerca, della durata di tre anni, “Un cuore nuovo”, sviluppato dall'Ospedale, sostenuto da Conad, Nazionale italiana cantanti, per i casi più difficili, nell'età evolutiva. All'interno del Dipartimento medico chirurgico di Cardiologia Pediatrica, un team di specialisti sta studiando una pompa alimentata da un cavo collegato a batterie esterne, inserita nel ventricolo sinistro, da cui spinge il sangue in tutto il corpo. L'impianto consente molteplici finalità, sia in attesa di trapianto di organo da donatore, sia in forma definitiva. L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù si è dato un particolare modello di struttura: “Nel Dipartimento medico di chirurgico di Cardiologia Pediatrica abbiamo integrato le professionalità di Cardiologi, Cardiochirurghi, Anestesisti e Personale infermieristico – spiega Giuseppe Profiti, presidente dell'Ospedale - . Oltre 12 mila piccoli pazienti sono stati seguiti con successo negli oltre trent'anni di attività. Tra loro, 234 hanno ricevuto trapianto di cuore e cuore/polmone. Negli ultimi tre anni il 50 per cento a livello nazionale degli impianti di cuori artificiali pediatrici è stato effettuato al Bambino Gesù di Roma. Nel 2010, qui è stato realizzato il primo impianto mondiale di cuore artificiale permanente su un paziente pediatrico”.

cuore artificiale interna

L'equipe era diretta dal Professore Antonio Amodeo, ed il paziente, allora quindicenne con cardiopatia terminale, non era idoneo a ricevere un cuore da donatore, per problemi clinici. Oggi è diventato maggiorenne, sta bene, e ha voluto partecipare alla conferenza stampa insieme ai genitori. Nel marzo dello scorso anno, il Professore Amodeo, responsabile dell’Unità di Funzione ECMO ed Assistenza Meccanica Cardiorespiratoria del Bambino Gesù, ha eseguito l'impianto del più piccolo cuore artificiale al mondo, solo 11 grammi di peso, su un bimbo di 16 mesi, che grazie alla nuova tecnica ha potuto tornare a casa, senza bisogno di restare attaccato alle macchine: si chiama terapia rigenerativa miocardica cellulare, cellule staminali prelevate dal paziente al momento dell’impianto del cuore artificiale 'coltivate' e poi reintrodotte nel muscolo cardiaco generano nuovo tessuto miocardico con conseguente recupero della funzionalità del cuore. “L'insufficienza cardiaca pediatrica è in aumento e la disponibilità di organi da donatori insufficiente - precisa il Professore Antonio Amodeo - . Dobbiamo sviluppare nuove strategie terapeutiche. La cardiopatia è una malattia invalidante e con una mortalità a cinque anni di quasi il 50 % dei pazienti, con un'incidenza più alta del tumore al colon o al seno”.

I fondi necessari, 550 mila euro, arriveranno dal controvalore raddoppiato da Conad della spesa effettuata dai possessori di Carta Insieme e dagli incassi delle Partite del Cuore della Nazionale italiana cantanti. Il presidente del Consorzio Nazionale Dettaglianti (Conad) Claudio Alibrandi ha sottolineato che uno dei principali motivi che ha portato il grande gruppo cooperativo ad attivarsi nella solidarietà sociale è la volontà di aiutare la ricerca scientifica in Italia: “Vorremmo un analogo impegno anche da parte delle Istituzioni – sottolinea Alibrandi – affinchè finanzino ricerche che sono un fiore all'occhiello del Paese e limitando al tempo stesso la fuga di ricercatori all'estero, verso realtà più sensibili, con realtà ben strutturate e finanziate, sostenute da Università e Centri di ricerca”.

www.ospedalebambinogesu.it
www.metticiilcuore.net

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Cronache

di Paola Serristori

Cuore artificiale per adulto, bambino, neonatoCuore artificiale per adulto, bambino, neonato

Ogni anno 4000 bambini nascono con una malformazione cardiaca che li porterà alla morte. Parte la nuova campagna di sensibilizzazione “Mettici il Cuore”, lanciata da Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (firmata dall'agenzia di comunicazione 1861United) per realizzare entro il 2014 una moderna Terapia Intensiva Cardiochirurgica (TIC, 855 mila euro di fondi per cui è stata avviata la raccolta da privati ed aziende), unico reparto intensivo di Cardiologia Pediatrica del Centro Italia. Sarà ristrutturato il Padiglione Spellman, secondo un progetto che prevede infrastrutture per la migliore qualità di assistenza ai piccoli ricoverati (ogni giorno da 2 a 5 pazienti hanno bisogno di transitare nella TIC), la presenza dei familiari, oltre alle tecnologie all'avanguardia: ogni lettino avrà in dotazione un tablet al posto della cartella clinica cartacea, per esempio; l'unità disporrà di elettromiografo, ventilatore polmonare, modulo multiparametrico (per monitorare parametri fisiologici).

 
 






L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è un centro di eccellenza internazionale. Una prospettiva di vita - e di vita sana - anche per i bambini cardiopatici è l'obiettivo del progetto di ricerca, della durata di tre anni, “Un cuore nuovo”, sviluppato dall'Ospedale, sostenuto da Conad, Nazionale italiana cantanti, per i casi più difficili, nell'età evolutiva. All'interno del Dipartimento medico chirurgico di Cardiologia Pediatrica, un team di specialisti sta studiando una pompa alimentata da un cavo collegato a batterie esterne, inserita nel ventricolo sinistro, da cui spinge il sangue in tutto il corpo. L'impianto consente molteplici finalità, sia in attesa di trapianto di organo da donatore, sia in forma definitiva. L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù si è dato un particolare modello di struttura: “Nel Dipartimento medico di chirurgico di Cardiologia Pediatrica abbiamo integrato le professionalità di Cardiologi, Cardiochirurghi, Anestesisti e Personale infermieristico – spiega Giuseppe Profiti, presidente dell'Ospedale - . Oltre 12 mila piccoli pazienti sono stati seguiti con successo negli oltre trent'anni di attività. Tra loro, 234 hanno ricevuto trapianto di cuore e cuore/polmone. Negli ultimi tre anni il 50 per cento a livello nazionale degli impianti di cuori artificiali pediatrici è stato effettuato al Bambino Gesù di Roma. Nel 2010, qui è stato realizzato il primo impianto mondiale di cuore artificiale permanente su un paziente pediatrico”.

cuore artificiale interna

L'equipe era diretta dal Professore Antonio Amodeo, ed il paziente, allora quindicenne con cardiopatia terminale, non era idoneo a ricevere un cuore da donatore, per problemi clinici. Oggi è diventato maggiorenne, sta bene, e ha voluto partecipare alla conferenza stampa insieme ai genitori. Nel marzo dello scorso anno, il Professore Amodeo, responsabile dell’Unità di Funzione ECMO ed Assistenza Meccanica Cardiorespiratoria del Bambino Gesù, ha eseguito l'impianto del più piccolo cuore artificiale al mondo, solo 11 grammi di peso, su un bimbo di 16 mesi, che grazie alla nuova tecnica ha potuto tornare a casa, senza bisogno di restare attaccato alle macchine: si chiama terapia rigenerativa miocardica cellulare, cellule staminali prelevate dal paziente al momento dell’impianto del cuore artificiale 'coltivate' e poi reintrodotte nel muscolo cardiaco generano nuovo tessuto miocardico con conseguente recupero della funzionalità del cuore. “L'insufficienza cardiaca pediatrica è in aumento e la disponibilità di organi da donatori insufficiente - precisa il Professore Antonio Amodeo - . Dobbiamo sviluppare nuove strategie terapeutiche. La cardiopatia è una malattia invalidante e con una mortalità a cinque anni di quasi il 50 % dei pazienti, con un'incidenza più alta del tumore al colon o al seno”.

I fondi necessari, 550 mila euro, arriveranno dal controvalore raddoppiato da Conad della spesa effettuata dai possessori di Carta Insieme e dagli incassi delle Partite del Cuore della Nazionale italiana cantanti. Il presidente del Consorzio Nazionale Dettaglianti (Conad) Claudio Alibrandi ha sottolineato che uno dei principali motivi che ha portato il grande gruppo cooperativo ad attivarsi nella solidarietà sociale è la volontà di aiutare la ricerca scientifica in Italia: “Vorremmo un analogo impegno anche da parte delle Istituzioni – sottolinea Alibrandi – affinchè finanzino ricerche che sono un fiore all'occhiello del Paese e limitando al tempo stesso la fuga di ricercatori all'estero, verso realtà più sensibili, con realtà ben strutturate e finanziate, sostenute da Università e Centri di ricerca”.

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