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Cronache
mi cercarono l'anima


A 4 anni dalla morte - il 22 ottobre - la ricostruzione puntigliosa e fedele della storia di Stefano Cucchi: per continuare a cercare la verità e perché non possa mai piùaccadere. La vicenda minuto per minuto ma anche una ferma riflessione sulleresponsabilità dello Stato, sull’“uso esclusivo della forza” e sulla situazione dell’istituzione carceraria

Prefazione di Luigi Manconi e Valentina Calderone e un contributo di Ilaria Cucchi

10 ottobre 2013: “Stefano Cucchi e lo Stato s’incontrano giovedì 15 ottobre 2009”, comincia così il libro-inchiesta “Mi cercarono l’anima. Storia di Stefano Cucchi”, in uscita il 22 ottobre 2013, quarto anniversario della morte del 31enne geometra romano. Una settimana prima era stato arrestato per possesso di stupefacenti. Stefano trascorrerà sette giorni “nelle mani dello Stato”, dai Carabinieri alla Polizia penitenziaria, dai magistrati ai medici del carcere, dell’ospedale e del Pertini. Morirà Roma il 22 ottobre 2009 in un letto del presidio ospedaliero protetto Pertini. “Presunta morte naturale” c’è scritto sul suo certificato di morte. Ma non c’è nulla di naturale nella sua morte: la famiglia -che l’aveva lasciato una settimana prima in buona salute -lo rivedrà dietro a una teca di vetro. Sul suo corpo, inequivocabili segni di percosse. Ma dopo tre anni e mezzo, la sentenza del processo, commina condanne lievi ai medici, assoluzione per tutti gli altri, compresi i tre agenti di Polizia penitenziaria accusati di averlo pestato. Una ricostruzione dalla parte dei “vinti”, aggiornata e fedele -minuto per minuto, attore per attore -che recupera testimonianze accantonate -come quella di Rolando Degli Angioli e Samura Yaya -, riporta tutte le contraddizioni delle dichiarazioni e delle perizie e depura i fatti da silenzi e omissioni.

Stefano non ha avuto una vita facile. Lo racconta Giovanni Cucchi, che racconta la persona Stefano, suo figlio, con grande delicatezza, e aggiunge: “Poi -ironia della sorte -dopo aver corso tanti pericoli anche gravi, uscito da quella palestra, è incappato nello Stato, che forse avrebbe dovuto proteggerlo, e qui è finita la sua storia”.

Ilaria Cucchi, la sorella, sottolinea il senso profondo di questo libro: “Quanti dubbi, quante domande che restano appese. In un sistema, quello della giustizia, tutto teso a nascondere, o a sminuire in maniera imbarazzante quando proprio è impossibile negare, le responsabilità delle istituzioni e dei loro appartenenti. Stefano era un essere umano, ma negli ingranaggi della giustizia e prima ancora nell’immaginario della società benpensante questo viene dimenticato. Per quel meccanismo tanto crudele quanto emblematico di colpevolizzazione della vittima. E come lui tanti altri.”

Mi cercarono l'anima. Storia di Stefano Cucchi
di Duccio Facchini
192 pagine, 14,00 euro
Edizione Altreconomia

Affaritaliani ha scelto come estratto "i testi"

Tags:
stefano cucchimi cercarono l’anima
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