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Cronache
Migranti: 11 cadaveri a Lampedusa, Geo Barents verso Genova
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Migranti: 11 cadaveri a Lampedusa, Geo Barents verso Genova

Come indicato dalle autorita' italiane, il team di Medici senza frontiere a bordo della Geo Barents ha appena concluso il trasbordo degli 11 cadaveri su una motovedetta della guardia costiera vicino Lampedusa che poi ha fatto rotta sull'isola delle Pelagie. Lo riferisce la ong. La dodicesima vittima recuperata e' invece sulla Ocean Viking di Sos Mediterranee, con altre 64 persone salvate e che e' stata assegnata a Marina di Carrara. La Geo Barents ha quindi ripreso il viaggio verso il porto assegnato di Genova per potere sbarcare le 165 persone a bordo. 

Sbarchi, soccorsi e cadaveri. Il bollettino drammatico delle migrazioni tra la Libia, la Tunisia e la Sicilia ripropone un copione di disperazione e morte. Dodici gli ultimi cadaveri recuperati dalle navi ong che pattugliano il Mediterraneo per salvare uomini, donne e bambini che su carrette del mare intraprendono il loro viaggio della speranza, in fuga da poverta', guerra e orrore, e che dopo i soccorsi vengono indirizzate in porti lontani, lasciando piu' sguarnito quell'enorme bacino che unisce due continenti. Un Mediterraneo "diventato il cimitero piu' grande d'Europa", ha detto piu' volte Papa Francesco. Undici i corpi avvistati venerdi' dal velivolo della Sea Watch e poi recuperati dalla Geo Barents di Medici senza frontiere, autorizzata a mutare rotta dopo che le autorita' italiane avevano assegnato quale porto sicuro Genova per i 165 Migranti soccorsi in due precedenti salvataggi.

Consegnate quelle salme alla motovedetta della guardia costiera, ha continuato il suo viaggio verso la Liguria. Il 12esimo corpo e' stato individuato questo sabato sempre dal velivolo della Sea Watch, nella stessa area, e recuperato dalla Ocean Viking di Sos Mediterranee che ha tratto in salvo 64 persone e che e' stata inviata a Marina di Carrara. "Le ricerche continuano", afferma la Sea Watch, spiegando che quei morti sono stati avvistati tra 35 e 77 chilometri al largo della costa libica. "Non sappiamo se e quante altre persone siano annegate - prosegue - si puo' presumere che siano stati vittime di un naufragio precedentemente non rilevato. E non sappiamo se tutte le salme recuperate da Geo Barents siano quelle che abbiamo segnalato ieri.

Ci troviamo con ogni probabilita' di fronte a un grave naufragio". Interviene la procura di Agrigento, manifestando una preoccupazione per l'accoglienza e la conservazione di quelle salme che a suo giudizio Lampedusa non puo' assicurare e di cui comunque e' previsto il trasferimento a Porto Empedocle; e per la 'gestione politica' del caso: "L'applicazione della legge penale, gli accertamenti previsti dal codice di procedura come obbligatori, la determinazione stessa della giurisdizione e della stessa competenza penale non puo', secondo Costituzione, essere rimessa a decisioni discrezionali dell'autorita' politico-amministrativa, ma soltanto alla legge stessa", spiega il procuratore di Agrigento, Giovanni Di Leo, sottolineando "le plurime criticita' di ordine normativo, umanitario e costituzionale sul soccorso in mare in relazione all'ennesima tragedia dell'immigrazione".

Di Leo argomenta: "Alla nave Ong e' stato dato, secondo quanto comunicato dalla polizia giudiziaria, come porto di sbarco quello di Genova. Alla procura di Agrigento, per i fatti commessi in acque internazionali, finirebbe in questo modo per essere attribuita la giurisdizione sul caso, in relazione alla destinazione delle salme recuperate in mare aperto, che in quanto vittime del reato di favoreggiamento di immigrazione clandestina, realizzerebbero i presupposti per affermare giurisdizione e competenza sul caso". Il procuratore evidenzia tuttavia che "ogni accertamento sul caso dovrebbe attendere l'arrivo nel porto di Genova di tutte le persone informate (equipaggio, persone salvate...), ed essere svolto ovviamente con delega a quella autorita' giudiziaria o alle forze di polizia. Allo stesso modo, la procura di Genova, qualora volesse ritenere la propria competenza sul caso, dovrebbe svolgere gli accertamenti urgenti sulle salme sbarcate a Lampedusa, avviandoli dopo diversi giorni dal loro trasferimento a terra, e verosimile tumulazione".

Di Leo aggiunge: "L'isola di Lampedusa non e' attrezzata per la conservazione di un cosi' alto numero di cadaveri. Anche in questo caso, pertanto, non si comprende la scelta operata di farli sbarcare a Lampedusa anziche', ad esempio a Porto Empedocle, dove l'attracco della nave eviterebbe un trasbordo in mare". Sono continui gli sbarchi a Lampedusa dove sono giunti 343 Migranti in 24 ore. In 180 sono approdati durante la notte a bordo di tre imbarcazioni soccorse da guardia costiera e guardia di finanza. Due sarebbero salpate da Sfax, in Tunisia, e una da Tagiura, in Libia. Il giorno prima erano stati sei gli approdi per un totale di 163 persone. All'hotspot, al momento, ci sono 326 ospiti. Intanto, la Ocean Viking di Sos Mediterranee ha tratto in salvo 64 Migranti, tra cui 12 minori non accompagnati, durante due operazioni nella zona di ricerca e salvataggio libica.

Una barca e' stata avvistata dalla vedetta del ponte, mentre l'altra e' stata rilevata da Seabird. Un corpo galleggiante in mare e' stato avvistato e recuperato dalla squadra della ong. "Questa tragedia fa seguito alla morte di altre 11 persone i cui corpi sono stati recuperati da Geo Barents nella stessa zona. L'Ue - afferma - deve smettere di finanziare Paesi come la Libia che non si assumono la responsabilita' nella loro regione di ricerca e salvataggio e violano i diritti umani". Assegnato il porto di Marina di Carrara, "distante - protesta Sos Mediterranee - piu' di mille chilometri, svuotando il Mediterraneo centrale di vitali capacita' operative di salvataggio sulla rotta migratoria piu' mortale del mondo, consentendo a questa crisi umanitaria di continuare". 

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