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Napoli, maxi sequestro di telefoni nel carcere di Poggioreale: trovato anche un bilancino, il sindacato chiede nuove tecnologie

La Penitenziaria recupera otto smartphone, un micro cellulare e un bilancino. L’Uspp chiede più strumenti e personale

Napoli, maxi sequestro di telefoni nel carcere di Poggioreale: trovato anche un bilancino, il sindacato chiede nuove tecnologie

Nuovo maxi sequestro nel carcere napoletano di Poggioreale. La Polizia Penitenziaria ha recuperato nove cellulari e un bilancino utilizzato per confezionare dosi di droga. L’Uspp elogia il lavoro degli agenti, ma denuncia la carenza di personale e chiede maggiori investimenti nella sicurezza.

Il sindacato denuncia la carenza di organico e chiede nuove tecnologie per fermare i telefoni

Ancora cellulari sequestrati nel carcere di Poggioreale, a Napoli, dove la Polizia Penitenziaria ha sottratto alla disponibilità dei detenuti otto smartphone di ultima generazione e un micro cellulare. Insieme ai telefoni, gli agenti hanno recuperato anche un bilancino di precisione utilizzato per confezionare dosi di sostanze stupefacenti.

Un’operazione che riporta l’attenzione sul problema dell’introduzione dei dispositivi elettronici negli istituti penitenziari. Per il sindacato Uspp, infatti, occorrono strumenti più efficaci per impedire le comunicazioni illecite tra detenuti ed esterno.

“Questa operazione – dichiarano Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio dell’ Uspp – conferma l’impegno quotidiano degli agenti del carcere di Poggioreale nel garantire la sicurezza all’interno dell’istituto. Però solo l’abnegazione non basta: servono investimenti adeguati e strumenti tecnologicamente avanzati per contrastare l’introduzione dei cellulari in carcere perché ogni telefono sequestrato è un canale di comunicazione illecito con l’esterno sottratto alla criminalità organizzata”.

Moretti e Auricchio richiamano anche le difficoltà del personale penitenziario, costretto a operare con un organico carente in una struttura che ospita 2.300 detenuti.

“Agli agenti di Poggioreale – concludono i due sindacalisti – che lavorano alacremente lontano dai riflettori a dispetto del deficit di organico e di una popolazione carceraria di 2300 unità, va il nostro plauso per il loro impegno nel mantenere quotidianamente l’ordine e la sicurezza”.

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