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No Tav, cosa rischiano i 3.300 identificati dopo gli assalti in Val di Susa

Oltre 3.300 persone controllate dopo il festival No Tav. Essere identificati non significa essere indagati o denunciati

No Tav, cosa rischiano i 3.300 identificati dopo gli assalti in Val di Susa

Oltre 3.300 persone sono state identificate durante i controlli organizzati prima e dopo il Festival Alta Felicità in Val di Susa.

L’identificazione non comporta automaticamente una denuncia. Gli investigatori devono distinguere chi ha partecipato alle manifestazioni da chi avrebbe commesso violenze, danneggiamenti o altri reati durante gli assalti ai cantieri.

No Tav identificati: perché sono state controllate 3.300 persone

Il numero comprende i controlli svolti nei giorni del festival, agli accessi alla valle, nelle aree del campeggio e dopo gli scontri. Non indica quindi 3.300 partecipanti agli assalti.

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Dopo le violenze, la polizia aveva riferito di oltre 400 persone identificate direttamente nelle aree interessate. Tra loro figurano anche cittadini provenienti da Francia, Germania e Belgio.

Gli agenti hanno sequestrato materiale esplodente e pirotecnico, passamontagna, maschere antigas e indumenti neri. La provenienza degli oggetti e il loro eventuale impiego devono essere accertati.

No Tav identificati: quali reati possono essere contestati

Le contestazioni dipendono dalle azioni attribuite a ogni persona. Le ipotesi possono comprendere resistenza o violenza a pubblico ufficiale, lesioni, danneggiamento, lancio di oggetti pericolosi, porto di armi improprie e possesso di materiale esplodente.

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La partecipazione a una manifestazione, anche non autorizzata, non basta da sola a dimostrare il coinvolgimento in un assalto. Per procedere servono elementi individuali come immagini, testimonianze, sequestri o riconoscimenti.

Le pene cambiano in base al reato, alle aggravanti, alle conseguenze prodotte e all’eventuale concorso con altre persone. In presenza di feriti o danni gravi, la posizione può diventare più severa.

No Tav identificati: come vengono riconosciuti i responsabili

Gli investigatori possono utilizzare filmati delle forze dell’ordine, telecamere, riprese giornalistiche e contenuti pubblicati online. Abiti, scarpe, tatuaggi, caschi e altri particolari possono collegare una persona a più immagini.

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Il volto coperto non impedisce l’identificazione quando sono disponibili elementi convergenti. La corrispondenza deve comunque essere valutata dall’autorità giudiziaria.

Le persone identificate possono non ricevere alcun atto qualora non emergano condotte penalmente rilevanti. Chi sarà denunciato conserva il diritto alla difesa e deve essere considerato innocente fino a una sentenza definitiva.

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