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Cronache


 

Onicomicosi. Fino a questo momento in Italia  non esisteva un'indagine che avesse preso in considerazione la prevalenza del fenomeno su tutto il territorio nazionale e i fattori predisponenti. L’indagine ha dimostrato che l’età anagrafica è direttamente proporzionale alla prevalenza della patologia, colpendo il 16,1% della popolazione dai 45 ai 60 anni e il 20,7% degli over 60, che l’onicomicosi coinvolge maggiormente i soggetti i cui familiari hanno sofferto di onicomicosi in passato (28,3% vs 12%), e che i soggetti che hanno sofferto di onicomicosi in passato sono maggiormente a rischio di onicomicosi rispetto a chi non ne ha mai sofferto (46% vs 10,8%).
 
Galderma, azienda leader nel settore della dermatologia, ha presentato i risultati dell’indagine epidemiologica ONO (Osservatorio Nazionale sulle Onicomicosi), il cui scopo era indagare la prevalenza delle onicomicosi nel nostro Paese e i fattori di rischio ad essa associati. Il progetto ha coinvolto 25 medici, tra dermatologi e medici di medicina generale, e un totale di 8.331 soggetti. Dalla ricerca emerge che, alla diagnosi visiva, l’onicomicosi potrebbe potenzialmente colpire in Italia un numero di persone stimabile in 7.500.000.

Obiettivo dell’indagine è stato, dunque, quello di valutare la manifestazione dell’onicomicosi all’interno di un campione esteso che fosse il più rappresentativo possibile della popolazione generale italiana, individuando i possibili fattori di rischio. Lo studio ha preso in considerazione gli aspetti che possono influenzare l'infezione micotica dell'unghia, come ad esempio sesso, età, abitudini comportamentali e familiarità. La ricerca di Galderma è stata completata grazie alla compilazione di un’apposita scheda, strutturata in diverse sezioni. La prima sezione prevedeva la raccolta di dati sul profilo del soggetto: l'età, il sesso, le eventuali patologie diagnosticate, le abitudini sportive e comportamentali (utilizzo di scarpe scomode, sottoporsi a trattamenti estetici alle unghie, contatto con agenti aggressivi senza indossare guanti).

I dati ottenuti hanno permesso di valutare che nell'81% dei casi in cui alla diagnosi visiva segue l'esame micologico, quest'ultimo conferma la presenza del fungo.

Lo sport è giustamente considerato come un elemento fondamentale di una vita sana, ma, se non praticato con le opportune accortezze, può favorire l’insorgenza di micosi: infatti se si prende in considerazione la fascia di età in cui i soggetti sono maggiormente propensi a praticare attività sportiva (fino ai 45 anni), lo sport risulta essere un elemento che facilita lo sviluppo della patologia (8,6% di chi pratica sport vs 5,8% di chi non lo pratica). L'indagine aveva come scopo anche quello di valutare quali fossero i più importanti fattori di rischio per lo sviluppo di onicomicosi. Il diabete è risultato essere un elemento favorente lo sviluppo di onicomicosi e quindi il paziente diabetico è risultato più soggetto a questa patologia rispetto al soggetto non diabetico (30,5% vs 12,5%). I risultati ottenuti hanno permesso all'Osservatorio Nazionale sulle Onicomicosi di stilare un elenco dei principali fattori di rischio per lo sviluppo della patologia:

1.Onicomicosi avuta in passato
2.Diabete
3.Micosi avuta in passato
4.Alluce valgo
5.Utilizzo di scarpe scomode
6.Onicomicosi in uno o più membri della famiglia
7.Patologie vascolari
8.Contatto con agenti aggressivi
9.Acne
10.Dermatite atopica
11.Malattie cardiovascolari
12.Ipertensione

 

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