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Open Fiber, sei progetti per le reti del futuro tra IA, monitoraggio sismico e smart grid

Gola (Open Fiber): “RESTART ci ha consentito di portare la ricerca dentro la rete e di verificare sul campo come un’infrastruttura realizzata per trasportare dati possa diventare una piattaforma per nuovi servizi”

Open Fiber, sei progetti per le reti del futuro tra IA, monitoraggio sismico e smart grid

Open Fiber, sei progetti RESTART trasformano la fibra in una piattaforma per micro-data center, intelligenza artificiale e monitoraggio sismico

Open Fiber ha presentato i risultati dei sei progetti sviluppati nell’ambito di RESTART, il programma pubblico di ricerca e innovazione dedicato alle telecomunicazioni del futuro. Sicurezza quantistica, intelligenza artificiale, micro-data center, monitoraggio sismico e smart grid sono alcune delle tecnologie sperimentate dall’azienda. Finanziato dall’Unione europea attraverso NextGenerationEU nell’ambito del PNRR, RESTART ha avuto una dotazione complessiva di 116 milioni di euro e ha coinvolto 135 partner tra università, enti pubblici di ricerca, fondazioni e imprese.

La fase di rendicontazione del programma si è conclusa lo scorso 30 giugno. Le attività complessive sono state articolate in 32 progetti, di cui 14 strutturali e 18 focalizzati su tecnologie e applicazioni specifiche. Open Fiber ha partecipato a tre progetti strutturali e tre progetti focused, con un budget di 1,75 milioni di euro destinato a ricerca, sperimentazioni, personale e diffusione dei risultati. I sei progetti hanno prodotto 22 dimostrazioni e proof of concept, realizzati per verificare sul campo il funzionamento delle soluzioni sviluppate, oltre a 25 pubblicazioni tra paper scientifici e articoli.

RESTART ci ha consentito di portare la ricerca dentro la rete e di verificare sul campo come un’infrastruttura realizzata per trasportare dati possa diventare una piattaforma per nuovi servizi“, ha dichiarato Giuseppe Gola, amministratore delegato di Open Fiber. “Cybersecurity quantistica, edge computing, intelligenza artificiale, monitoraggio del territorio e smart grid sono ambiti nei quali la fibra può generare ulteriore valore industriale ed economico. La sfida che si apre con la chiusura della fase di rendicontazione è accompagnare le soluzioni più promettenti verso applicazioni scalabili, capaci di migliorare l’efficienza delle infrastrutture, ridurre i costi operativi e creare nuove opportunità di mercato“.

Con il progetto RIGOLETTO, Open Fiber ha lavorato allo sviluppo delle reti ottiche destinate a supportare le future infrastrutture 6G. In collaborazione con il Politecnico di Milano è stata realizzata una rete sperimentale formata da quattro nodi collegati ad anello, utilizzata per testare la Quantum Key Distribution e verificarne l’integrazione con le reti ottiche tradizionali. La tecnologia consente di distribuire chiavi crittografiche mediante sistemi quantistici e potrebbe essere utilizzata per garantire comunicazioni ad alta sicurezza a pubbliche amministrazioni, banche, imprese e infrastrutture strategiche.

Il progetto PESCO ha portato alla realizzazione di due prototipi di Data Edger, micro-data center installabili direttamente nei nodi della rete in fibra già esistente. Queste strutture consentono di elaborare e conservare i dati più vicino al luogo in cui vengono prodotti. L’obiettivo è ridurre la latenza e i consumi, rendendo disponibili servizi cloud ed edge anche nelle aree lontane dai principali poli tecnologici. I prototipi sono stati messi a disposizione dei partner del programma per lo sviluppo di applicazioni e nuovi casi d’uso.

Nell’ambito del progetto Net4Future, Open Fiber ha studiato l’evoluzione tecnologica, economica e regolatoria delle telecomunicazioni, con particolare attenzione al modello wholesale only, allo spegnimento delle reti in rame e ai servizi digitali del futuro. La demo “Beyond the Gigabyte: Data Analysis for Traffic Management” ha utilizzato un modello di analisi predittiva per simulare l’andamento del traffico sulla rete e individuare in anticipo picchi anomali o non ciclici. La soluzione potrebbe consentire una gestione più proattiva dell’infrastruttura, migliorando la pianificazione degli investimenti e riducendo il rischio di congestioni e interruzioni del servizio. Lo studio è stato anche oggetto di una pubblicazione scientifica realizzata in collaborazione con l’Università di Torino.

Con GrapHICS, progetto nato da un’idea di Open Fiber e coordinato dall’Università Federico II di Napoli, è stato sviluppato il prototipo di uno switch ottico basato su grafene e silicio amorfo. Il dispositivo può essere riconfigurato da remoto e punta a rendere più flessibile la gestione delle reti PON, riducendo gli interventi manuali, i consumi energetici e i costi operativi. Il progetto ha inoltre finanziato una borsa di dottorato e contribuito alla pubblicazione di otto paper scientifici.

Tra i progetti con maggiori potenzialità applicative figura SENSING NET, proposto e coordinato da Open Fiber. Le sperimentazioni hanno mostrato che i cavi già installati per le telecomunicazioni possono essere utilizzati anche per rilevare vibrazioni e fenomeni meccanici. La rete in fibra può quindi trasformarsi in un sistema distribuito di monitoraggio del territorio. I test condotti nell’area milanese hanno interessato edifici e infrastrutture. Ai Campi Flegrei, invece, la sperimentazione si è concentrata sul rilevamento dell’attività sismica e sul possibile supporto ai sistemi di allerta rapida. La stessa tecnologia potrebbe essere applicata al controllo di strade, ferrovie, autostrade, condutture e altre opere civili.

Il progetto TeleSmEg ha integrato fibra ottica, 5G, edge computing, cloud e intelligenza artificiale per migliorare il funzionamento delle Comunità energetiche rinnovabili. La sperimentazione, condotta nell’area di Bergamo, ha coinvolto uffici, abitazioni e infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici, organizzati in una comunità energetica aziendale e una residenziale. Nel periodo di osservazione sono stati prodotti 3.199 kWh di energia, di cui 1.329 kWh condivisi tra i partecipanti. Il 71% dell’energia immessa in rete è stato utilizzato all’interno della comunità energetica. I risultati hanno mostrato come la connettività e l’elaborazione intelligente dei dati possano favorire l’autoconsumo, ottimizzare la distribuzione dell’energia rinnovabile e contribuire alla stabilità delle future smart grid.

Con la conclusione della fase di rendicontazione, l’obiettivo è ora trasformare dimostrazioni e prototipi in servizi applicabili su scala più ampia, rafforzando il ruolo della fibra non solo come infrastruttura di connettività, ma anche come piattaforma per la sicurezza, la capacità di calcolo, la protezione del territorio e la transizione energetica.