Sul tavolo temi controversi come unioni tra omosessuali, comunione ai divorziati risposati e aborto. Al suo secondo giorno di lavori di oggi al Sinodo si avvertono le prime divisioni. Nel suo intervento, papa Francesco ribadisce che “non dobbiamo lasciarci condizionare e ridurre il nostro orizzonte di lavoro sinodale come se l’unico problema fosse quella della comunione ai divorziati risposati, occorre tenere conto dell’ampiezza delle questioni. dei lavori del Sinodo sulla famiglia”. I lavori in Vaticano andranno avanti fino al 25 ottobre.
Bergoglio “ha tenuto a dire che la dottrina cattolica sul matrimonio non è stata toccata”, spiega il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, “non è stata messa in questione dal Sinodo precedente”.
Tra gli argomenti dibattuti in questi primi incontri del Sinodo, la violenza contro le donne, anche nell’ambito del matrimonio. Diversi interventi sono stati incentrati proprio sul ruolo della donna nel matrimonio e nella famiglia.
Ieri Francesco aveva iniziato il suo discorso al Sinodo dicendo che l’assise non è un Parlamento che cerca il compromesso, ma tra aperture e chiusure si avvertono le prime divisioni tra i padri sinodali. Intervistato da Radio Vaticana, mons. Bruno Forte, segretario speciale del Sinodo, ha però ricordato che tra i vescovi non ci due o più partiti come hanno sostenuto alcuni mezzi di informazione. “Si tratta di pastori, uomini di fede che si pongono in ascolto di Dio e alle attese e le sfide della gente”. “Questo – ha detto – ci unisce ben più profondamente di tutti gli accenti e le differenze”. “Papa Francesco ha parlato di coraggio e di umiltà – ha aggiunto il monsignore – e ha parlato di preghiera fiduciosa. Credo che siano queste le chiavi perché lo stile del Sinodo possa essere fecondo”.
Nel corso delle riunioni del Sinodo che si sono tenute fino ad ora “hanno parlato 72 Padri, rappresentativi di tutti i continenti”, ha riferito nel briefing padre Lombardi. Tra i partecipanti che hanno preso la parola, 10 sono dell’America Latina, 7 dall’America settentrionale, 26 dall’Europa, compresa l’Italia, 12 dall’Africa, 8 da Asia e Oceania, 6 da Medio Oriente. La maggior parte degli interventi è stata fatta in italiano, ma anche in inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese. Nella riunione di ieri sera c’è stata un’ora dedicata agli interventi liberi. Nel corso di questa sessione alcuni interventi hanno riguardato la metodologia dei lavori del Sinodo.
Il Papa, ha spiegato Lombardi, raccomanda che “l’assemblea generale del Sinodo ordinario dei vescovi sulla famiglia sia vissuta in continuità con il Sinodo straordinario dello scorso anno”, che ha prodotto come documentazione i due interventi ufficiali del Papa con i discorsi di apertura e di chiusura del Sinodo e la Relatio Synodi, con la successiva integrazione dei contributi che hanno consentito di redarre l’Instrumentum Laboris, documento approvato dal Consiglio del Sinodo alla presenza del Papa. “Ora – è l’indicazione del Pontefice – si prosegue con gli apporti dei circoli minori, per procedere verso la Relatio Finalis del Sinodo sulla famiglia”.
Questa mattina prima di recarsi in Vaticano papa Francesco ha celebrato Messa a Santa Marta chiedendo ai ‘ministri’ del Signore di avere misericordia e di superare le rigidità. “Dove c’è il Signore c’è la misericordia. E Sant’Ambrogio aggiungeva: ‘E dove c’è la rigidità ci sono i suoi ministrì. La testardaggine che sfida la missione, che sfida la misericordia”.
Il Papa è partito dalla lettura del giorno quando Giona, che ha obbedito ed è andato a Ninive per convertire quel popolo, dice al Signore: “Io ho fatto tutto il lavoro di predicare, io ho fatto il mio mestiere ben fatto, e Tu li perdoni?” “E’ il cuore con quella durezza – ha detto Papa Francesco – che non lascia entrare la misericordia di Dio. E’ più importante la mia predica, sono più importanti i miei pensieri, è più importante tutto quell’elenco di comandamenti che devo osservare, tutto, tutto, tutto che la misericordia di Dio”.
“E questo dramma – ricorda Francesco – anche Gesù lo ha vissuto con i Dottori della Legge, che non capivano perché Lui non lasciò lapidare quella donna adultera, come Lui andava a cena con i pubblicani e i peccatori: non capivano. Non capivano la misericordia. ‘Tu sei misericordioso e pietoso’”.
“Dove c’è il Signore – riprende Francesco – c’è la misericordia. E Sant’Ambrogio aggiungeva: ‘E dove c’è la rigidità ci sono i suoi ministrì. La testardaggine che sfida la missione, che sfida la misericordia”. “Vicini all’inizio dell’Anno della Misericordia, preghiamo il Signore che ci faccia capire come è il suo cuore, cosa significa ‘misericordia’, cosa vuol dire quando Lui dice: ‘Misericordia voglio, e non sacrificio!’. E per questo, nella preghiera Colletta della Messa abbiamo pregato tanto con quella frase tanto bella: ‘Effondi su di noi la Tua misericordia’, perché soltanto si capisce la misericordia di Dio quando è stata versata su di noi, sui nostri peccati, sulle nostre miserie…”.

