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Peste polmonare, come si trasmette e quali sono i sintomi

Il caso sospetto in Siberia resta sotto osservazione. Contagio, sintomi e cure della forma polmonare della peste

Peste polmonare, come si trasmette e quali sono i sintomi
batterio

La peste polmonare è provocata dal batterio Yersinia pestis e può trasmettersi attraverso goccioline respiratorie durante contatti stretti e prolungati. La malattia è grave, ma può essere curata con antibiotici se riconosciuta rapidamente.

Peste polmonare: come si trasmette

La forma polmonare è una delle manifestazioni più severe della peste. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il batterio Yersinia pestis circola normalmente tra piccoli mammiferi e pulci. L’uomo può infettarsi attraverso punture di pulci, contatto con tessuti contaminati oppure inalazione di particelle respiratorie infette.

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Nel caso specifico della peste polmonare, la trasmissione da persona a persona può avvenire attraverso goccioline emesse con tosse e secrezioni respiratorie. L’Ecdc precisa che il contagio richiede generalmente un contatto stretto e prolungato con una persona già sintomatica.

Peste polmonare, quali sono i sintomi

I sintomi possono comparire rapidamente. Tra quelli indicati dalle autorità sanitarie ci sono febbre improvvisa, brividi, forte debolezza, mal di testa, difficoltà respiratoria e tosse. Nella forma polmonare può comparire anche espettorato con sangue.

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Senza trattamento l’infezione può peggiorare velocemente, ma la peste è sensibile agli antibiotici disponibili. La diagnosi e l’inizio precoce della terapia riducono quindi fortemente il rischio di complicazioni. Le persone con infezione sospetta devono essere isolate e valutate da personale sanitario specializzato. I contatti stretti vengono identificati e monitorati.

Peste polmonare, cosa sappiamo del caso in Siberia

L’attenzione è aumentata dopo la morte di una lavoratrice di laboratorio di 28 anni nell’area di Irkutsk, in Russia. La donna era stata ricoverata il 29 settembre per una polmonite grave ed è morta tra il primo e il 2 ottobre. La possibilità che si trattasse di peste polmonare è stata segnalata, ma il quadro non risulta ancora definitivamente chiarito.

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L’Ecdc ha comunicato il 6 ottobre che non risultano casi secondari né prove di una trasmissione sostenuta tra persone. Per l’Italia, gli esperti interpellati da ANSA definiscono attualmente il rischio trascurabile. Servono ancora risultati molecolari e informazioni sull’agente infettivo per stabilire con certezza la causa della morte della ricercatrice.

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