La peste polmonare è provocata dal batterio Yersinia pestis e può trasmettersi attraverso goccioline respiratorie durante contatti stretti e prolungati. La malattia è grave, ma può essere curata con antibiotici se riconosciuta rapidamente.
Peste polmonare: come si trasmette
La forma polmonare è una delle manifestazioni più severe della peste. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il batterio Yersinia pestis circola normalmente tra piccoli mammiferi e pulci. L’uomo può infettarsi attraverso punture di pulci, contatto con tessuti contaminati oppure inalazione di particelle respiratorie infette.
Leggi anche: Peste in Siberia, Trump teme il peggio: “Presto parlerò con Putin e saprete”. Gli Usa chiedono alla Russia di dire la verità
Nel caso specifico della peste polmonare, la trasmissione da persona a persona può avvenire attraverso goccioline emesse con tosse e secrezioni respiratorie. L’Ecdc precisa che il contagio richiede generalmente un contatto stretto e prolungato con una persona già sintomatica.
Peste polmonare, quali sono i sintomi
I sintomi possono comparire rapidamente. Tra quelli indicati dalle autorità sanitarie ci sono febbre improvvisa, brividi, forte debolezza, mal di testa, difficoltà respiratoria e tosse. Nella forma polmonare può comparire anche espettorato con sangue.
Leggi anche: Peste polmonare in Siberia, quanto dobbiamo preoccuparci? Pregliasco: “Ecco a che cosa fare attenzione”
Senza trattamento l’infezione può peggiorare velocemente, ma la peste è sensibile agli antibiotici disponibili. La diagnosi e l’inizio precoce della terapia riducono quindi fortemente il rischio di complicazioni. Le persone con infezione sospetta devono essere isolate e valutate da personale sanitario specializzato. I contatti stretti vengono identificati e monitorati.
Peste polmonare, cosa sappiamo del caso in Siberia
L’attenzione è aumentata dopo la morte di una lavoratrice di laboratorio di 28 anni nell’area di Irkutsk, in Russia. La donna era stata ricoverata il 29 settembre per una polmonite grave ed è morta tra il primo e il 2 ottobre. La possibilità che si trattasse di peste polmonare è stata segnalata, ma il quadro non risulta ancora definitivamente chiarito.
Leggi anche: Siberia, peste polmonare: come si trasmette e quali sono i sintomi
L’Ecdc ha comunicato il 6 ottobre che non risultano casi secondari né prove di una trasmissione sostenuta tra persone. Per l’Italia, gli esperti interpellati da ANSA definiscono attualmente il rischio trascurabile. Servono ancora risultati molecolari e informazioni sull’agente infettivo per stabilire con certezza la causa della morte della ricercatrice.


