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Cronache
Più peso al rendimento, stop correnti. Giustizia, ecco cosa cambia per i pm

Carriera legata al rendimento, valutazione della mole di lavoro effettuata, freno alle correnti. Ecco i primi passi della riforma della magistratura. Csm e ministero della Giustizia stanno elaborando gli standard di rendimento per i magistrati. ''Spero che questo lavoro consentirà di monitorare con maggiore precisione la produttività dei magistrati, fornenedo indicazioni oggettive per un'equa distribuzione dei carichi di lavoro, che e' uno dei presupposti per il nbuon funzionamento degli uffici''.

Lo spiega al Corriere della sera il vicepresidente del Csm, Michele Vietti. ''Ogni procedimento e' diverso dall'altro, ma sapere quanto e come lavora un magistrato non puo' essre ne' un segreto iniziatico ne' un elemento irrilevante nella sua carriera - aggiunge -. Dico che deve essere finalmente possibile individuare quelle sacche di scarsa produttivita' che oltre a danneggiare il sistema giudiziario penalizzano quei magistrati che viceversa fanno il loro dovere''.

Non è neanche detto che un magistrato bravo nelle indagini o nei processi sia poi un buon dirigente. "Il magistrato fa una professione peculiare in cui deve coniugare l’efficienza e il buon andamento, tipici della categoria del pubblico impiego, con la tutela dei diritti, che deve perseguire con i suoi provvedimenti. La magistratura è ben consapevole della missione che le è affidata, un po’ meno della necessità di organizzarsi per garantire risposte tempestive ed efficaci. Il nuovo ordinamento giudiziario ha eliminato la prevalenza dell’anzianità nelle promozioni (…). Oggi la normativa prescrive di valutare il merito, inteso come profilo professionale del magistrato per capacità, laboriosità, diligenza e impegno, le attitudini, intese come capacità di organizzare e gestire le risorse, nonché tutta una serie di altri parametri che dovrebbero fornire una griglia per selezionare davvero i migliori (…)".

Cambiamenti in vista anche per il sistema delle correnti interne alla magistratura: "La logica delle casacche e dello schieramento va sostituita a favore di una obiettiva certificazione di qualità, la quale deve guidare non solo il Csm ma anche l’approccio dell’Anm. La corrente non può diventare, lo dico con una battuta, un ufficio di collocamento".

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