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Poggioreale, droga e cellulari arrivano direttamente nelle celle grazie a un drone: scatta il blitz della Polizia

Il carico di sostanze stupefacenti è stato recuperato, ma il velivolo di ultima generazione è riuscito a ripartire e fuggire

Poggioreale, droga e cellulari arrivano direttamente nelle celle grazie a un drone: scatta il blitz della Polizia
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L’Uspp: “Servono più personale e sistemi antidrone”

Un drone diretto al carcere di Poggioreale, a Napoli, è stato intercettato dalla Polizia Penitenziaria, che è riuscita a recuperare il carico trasportato dal velivolo. Il dispositivo, tuttavia, dopo essere stato neutralizzato, si è riattivato ed è riuscito a fuggire. L’episodio è avvenuto sabato 10 ottobre e ha portato al sequestro di circa 300 grammi di hashish e cinque telefoni cellulari. A riferire l’accaduto è l’Unione sindacati di polizia penitenziaria (Uspp).

L’episodio riaccende l’attenzione sulle nuove modalità utilizzate dalla criminalità per introdurre droga e telefoni cellulari all’interno delle carceri, sfruttando tecnologie sempre più sofisticate per eludere i controlli. “È senza sosta la guerra contro l’hi-tech messa in campo dalla criminalità organizzata, costantemente impegnata nel trovare soluzioni sempre più avveniristiche per superare i sistemi di sicurezza”, dichiarano il presidente dell’Uspp, Giuseppe Moretti, e il segretario regionale, Ciro Auricchio.

I due rappresentanti sindacali sottolineano le difficoltà operative del carcere napoletano, dove, ricordano, “manca personale” e sono presenti circa 2.300 detenuti. Allo stesso tempo, evidenziano il lavoro svolto dagli agenti: “La professionalità e l’attenzione dimostrata dalla Polizia Penitenziaria del carcere di Poggioreale rimangono un presidio fondamentale a tutela della sicurezza”. Da qui la richiesta di rafforzare le misure di prevenzione e contrasto. Per Moretti e Auricchio è “sempre più urgente il potenziamento dei sistemi di controllo perimetrali e l’impiego di adeguati strumenti antidrone”, insieme a un incremento del personale. “Solo così si può consentire alla Polizia Penitenziaria di poter fronteggiare adeguatamente le nuove modalità di introduzione di droga e cellulari nelle carceri”, concludono i sindacalisti.