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Cronache

Si erano aggravate negli ultimi giorni le condizioni del capo della Polizia, Antonio Manganelli, ricoverato all'ospedale San Giovanni di Roma. Dopo l'intervento d'urgenza, tre settimane fa, per l'asportazione di un edema cerebrale era insorta un'infezione respiratoria che è poi peggiorata. Ora il decesso.

Manganelli avrebbe compiuto 63 anni a dicembre.

manganelli

GRASSO, UNA CARRIERA SPESA A PROTEGGERE GLI ONESTI  "Per me è scomparso oggi non solo un eccezionale servitore dello Stato, ma anche un amico e una persona con la quale ho avuto modo di collaborare piu' volte nel corso della mia carriera all'interno della Magistratura, sempre apprezzandone le doti non comuni di investigatore e di uomo delle Istituzioni". Pietro Grasso esprime cosi', "a nome mio personale e di tutti i colleghi senatori, profondo cordoglio per la scomparsa di Antonio Manganelli, al quale mi hanno legato affetto e amicizia per tanta parte della mia vita". "Attraverso la sua carriera, giunta fino al massimo grado, e il suo incessante e proficuo impegno ha saputo mostrare, con serena semplicita', il significato del senso del dovere, della responsabilita' e della lealta' nei confronti degli uomini da lui diretti", prosegue il presidente del Senato che parla dello scomparso Capo della Polizia ricordando che questo incarico "ha degnamente concluso una straordinaria carriera spesa al servizio dello Stato, a protezione dei cittadini onesti e nel contrasto a tutte le forme di criminalita'". "Fu Manganelli - ricorda il presidente Grasso - ad accompagnare Tommaso Buscetta in aula, nel corso del maxiprocesso a Cosa Nostra dove ero giudice a latere. Lo incontrai di nuovo, all'inizio degli anni Novanta, da componente della Commissione Centrale per i programmi di protezione nei confronti di testimoni e collaboratori di giustizia, nella sua veste di Direttore del Servizio Centrale di Protezione". "Quando poi fui chiamato a ricoprire il ruolo di Procuratore della Repubblica a Palermo lo ritrovai - aggiunge - come Questore del capoluogo siciliano, poi importante punto di riferimento investigativo quando fu nominato alla Criminalpol. Infine, da Procuratore nazionale antimafia ho avuto modo di collaborare quasi quotidianamente con Manganelli che, nel frattempo, era stato designato dapprima al vertice del Dipartimento della pubblica sicurezza, quindi all'incarico di Capo della Polizia". "Alla moglie Adriana, alla figlia e a tutti i familiari - conclude il Presidente del Senato - va tutto il mio affetto e la mia vicinanza".

LE CONDOGLIANZE DI MONTI Il Presidente del Consiglio Mario Monti, appresa la scomparsa del Capo della Polizia Antonio Manganelli, ha inviato alla famiglia un commosso messaggio di condoglianze per esprimere la vicinanza sua e del Governo. Nonostante la lunga malattia, il Prefetto Manganelli e' sempre stato un esempio di servitore dello Stato, una guida autorevole e aperta al dialogo, anche nelle situazioni piu' difficili. E' con dolore e riconoscenza che il Presidente ha ricordato la sua figura.

BERLUSCONI, HA GARANTITO DIFESA COSTANTE A PAESE "A nome mio personale e del Popolo della Libertà, esprimo cordoglio per l'immatura scomparsa del Capo della Polizia, Antonio Manganelli". Lo dichiara in una nota Silvio Berlusconi. "Con lui - aggiunge l'ex premier - l'Italia perde un servitore dello Stato di grande valore. Con il suo innato equilibrio e con la sua azione sempre efficace, Manganelli ha assicurato al corpo della Polizia di Stato una guida intelligente e ha garantito al governo del Paese una difesa costante della sicurezza dei cittadini"

NAPOLITANO, PARTECIPA AL CORDOGLIO A quanto si apprende, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appena appresa la triste notizia della scomparsa del Capo della Polizia Antonio Manganelli, si è messo in contatto con il Ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, chiedendole di rappresentare prontamente alla famiglia del Prefetto i suoi sentimenti di solidarieta' e all'intera amministrazione della Pubblica Sicurezza il suo partecipe cordoglio

INGROIA, UOMO DI STATO DALLA SCHIENA DRITTA  "Cordoglio per la morte di Antonio Manganelli, grande poliziotto e uomo di Stato dalla schiena dritta". Cosi' Antonio Ingroia su Twitter alla notizia della scomparsa del capo della Polizia

CANCELLIERI, ERA UN NUMERO UNO - Prima un "valente investigatore", poi un "appassionato, generoso ed efficiente capo della polizia": doti che hanno fatto di lui "un leader", insomma "un numero uno", che oggi tutti piangono "con immenso dolore". E' il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, a ricordare cosi' Antonio Manganelli. "Conoscevo Antonio Manganelli da tempo - ricorda il ministro - e negli anni, da lontano, avevo avuto modo di apprezzare le sue qualita' di uomo e di ottimo capo della polizia. Ma i 16 mesi che abbiamo passato gomito a gomito, sullo stesso piano del Palazzo del Viminale, molto spesso con gli stessi problemi da risolvere mi consentono di dire che Antonio era molto di piu' e molto meglio. Purtroppo questi 16 mesi fanno si' che il mio dolore sia ancora piu' forte e il vuoto ancora piu' grande. E capisco quale possa essere il senso di sgomento che la sua perdita lascia in chi gli e' stato vicino per una vita come la moglie Adriana e la figlia Emanuela o in chi abbia avuto la fortuna di lavorare con lui anni e anni come i suoi collaboratori ai vertici della polizia che voglio idealmente abbracciare". "Antonio - continua Cancellieri - e' stato prima un valente investigatore, poi un lungimirante, appassionato, generoso ed efficiente capo della polizia. Queste sue doti hanno fatto di lui un leader ed e' per questo che oggi dai suoi piu' stretti collaboratori fino all'ultimo agente tutti lo piangono con immenso dolore. Era un numero uno".

Arcigay. Cordoglio per la scomparsa di Antonio Manganelli - Arcigay esprime cordoglio per la scomparsa di Antonio Manganelli, capo della polizia. Manganelli, per primo nel suo ruolo, ha espresso attenzione e sensibilità nella difesa di tutte le minoranze e nell’impegno istituzionale nel contrasto all’omo-transfobia costituendo, nel 2010, l’OSCAD, l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, presso la Direzione centrale della polizia criminale. Nel corso di un incontro con l’associazionismo LGBT, Antonio Manganelli aveva tenuto a sottolineare la necessità e l'urgenza in Italia di una legislazione che offrisse finalmente strumenti utili alle forze dell'ordine per il contrasto alle discriminazioni. L’auspicio è che le istituzioni si muovano nel solco tracciato da Antonio Manganelli, con la stessa voglia di concretizzare soluzioni per far fronte alla discriminazione e allo stigma che colpiscono omosessuali, lesbiche e trans. (Flavio Romani, presidente Arcigay)

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