L’espressione “caldo africano” indica generalmente l’arrivo sull’Italia di masse d’aria molto calde provenienti dal Nord Africa. Non è una categoria scientifica usata per classificare il rischio sanitario. Qui le previsioni meteo di oggi.
Cosa si intende per caldo africano
La formula viene usata quando correnti meridionali trasportano verso l’Italia aria molto calda formatasi sulle zone desertiche o subtropicali del Nord Africa.
Queste configurazioni possono essere associate a un promontorio anticiclonico esteso verso il Mediterraneo. L’aria discende, si comprime e si riscalda, mentre la presenza di cieli sereni favorisce un forte irraggiamento solare.
La provenienza africana non significa che le temperature siano uguali a quelle misurate nel Sahara. Durante il percorso la massa d’aria interagisce con il mare, con i rilievi e con l’umidità presente nei bassi strati.
“Caldo normale” non possiede una definizione unica. Può riferirsi alle temperature tipiche del periodo oppure a giornate calde che rimangono vicine alle medie climatiche della località.
Caldo, perché 35 gradi non si percepiscono sempre allo stesso modo
La temperatura dell’aria è soltanto uno degli elementi che influenzano lo stress termico. L’umidità elevata ostacola l’evaporazione del sudore, il principale sistema con cui il corpo disperde calore. Anche la durata dell’ondata di calore può essere variabile.
Un valore di 35 gradi con aria secca può essere percepito diversamente rispetto alla stessa temperatura accompagnata da umidità molto alta. Anche il vento, l’esposizione al sole e l’attività fisica cambiano la risposta dell’organismo.
Le temperature notturne hanno un ruolo rilevante. Quando la minima resta elevata, abitazioni e corpi non riescono a raffreddarsi. Più giorni consecutivi senza sollievo aumentano il rischio, soprattutto per anziani e persone con malattie croniche.
Il ministero della Salute sottolinea che gli effetti negativi crescono con il prolungarsi dell’ondata. I bollettini valutano condizioni meteorologiche associate a possibili conseguenze sanitarie, non la semplice origine geografica dell’aria.
Caldo, come valutare il rischio reale
Il riferimento più utile è il bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute. Le previsioni coprono 27 città e indicano il livello di rischio atteso nelle 24, 48 e 72 ore successive. Il problema maggiore è la formazione di “bolle di calore”.
Il livello zero corrisponde a condizioni senza rischi per la salute della popolazione. I livelli successivi segnalano una crescita del pericolo, fino alle condizioni di emergenza protratte per più giorni.
Una giornata definita “africana” può essere meno problematica di una fase umida e prolungata con temperature notturne molto alte. Contano anche l’abitazione, la disponibilità di acqua, i farmaci assunti e la possibilità di raggiungere ambienti freschi.
La descrizione meteorologica spiega da dove proviene il calore. Il bollettino sanitario indica invece quali conseguenze può produrre sulle persone.

