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Lega, Tosi fuori corre contro Zaia. La verità sulla lite con Salvini

Lega, Tosi fuori corre contro Zaia. La verità sulla lite con Salvini
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“Prendo atto della decadenza di Tosi”. Al termine di una giornata convulsa e tragicomica, Matteo Salvini mette la parola fine alla diatriba con il sindaco di Verona, che è ufficialmente fuori dalla Lega. Lui la prende malissimo e afferma: “Salvini mente sapendo di mentire. Mai avrei pensato di vedere in Lega il peggio della peggior politica. Un Caino che si traveste da Abele. Resta e resterà la stima, l’amicizia, l’affetto per tutti i veri leghisti”. Ecco come si è arrivati alla scissione nel Carroccio… INSIGHT

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

“Prendo atto della decadenza di Tosi”. Al termine di una giornata convulsa e tragicomica, Matteo Salvini mette la parola fine alla diatriba con il sindaco di Verona, che è ufficialmente fuori dalla Lega. Lui la prende malissimo e afferma: “Salvini mente sapendo di mentire. Mai avrei pensato di vedere in Lega il peggio della peggior politica. Un Caino che si traveste da Abele. Resta e resterà la stima, l’amicizia, l’affetto per tutti i veri leghisti”.

L’ultimatum era scaduto alle 24 di lunedì. Poi posticipato alle 14 di martedì. Ma anche dopo quest’orario i pontieri hanno cercato disperatamente un’intesa. Niente da fare. Tosi non ha mandato nessuna lettera a Salvini e soprattutto non aveva alcuna intenzione di fare un passo indietro sulla scelta delle liste per le Regionali e sull’adesione alla sua fondazione. Salvini ha lasciato spazio a Giorgetti e Bossi, poi ha preso atto dell’inevitabile strappo.

Ora Zaia correrà con la Lega e con la sua lista, appoggiato da Forza Italia. Che tira un sospiro di sollievo perché Tosi verrà appoggiato dall’Ncd di Alfano. E così viene meno la querelle dell’alleanza ricercata e impossibile tra il Carroccio e il partito del ministro dell’Interno. Se Zaia vince per Salvini è un successo, ma se a trionfare sarà la Pd Moretti il leader leghista vedrà vicino il tramonto della sua parabola politica.

Il vero scontro tra Salvini e Tosi, però, non è il Veneto. Ma Palazzo Chigi. Il sindaco di Verona aveva preparato da due anni la scalata verso la candidatura a premier, forte di un accordo con Maroni. Poi è arrivato Salvini e la Lega è passata dal 3 al 16% e le cose sono cambiate. Il segretario federale vuole fare lui il candidato premier e Tosi non ci sta. Comunque tra i due non c’è mai stato feeling. Il primo cittadino scaligero ha sempre ciriticato l’alleanza con Marine Le Pen e la posizione contro l’euro. L’epilogo con la cacciata di Tosi è solo l’inevitabile parola di fine un matrimonio che non poteva durare. Affaritaliani.it ha parlato di scissione a metà febbraio e così è stato.