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Cronache

di Antonino D'Anna

Il Vaticano ha trovato il nuovo Atleta di Dio. Se nei primi anni '80 Giovanni Paolo II aveva destato sorpresa (e una punta di scandalo) per il suo essere sportivissimo, dagli amati sci alla famosa piscina di Castel Gandolfo (con tanto di paparazzata in rigoroso costume nero bordato bianco), il XXI secolo ha in monsignor Georg Gaenswein, 57enne segretario particolare del Papa emerito Benedetto XVI un degno erede di Karol il Grande. Eccolo qua, immortalato da “Chi” mentre sale i gradini del Mater Ecclesiae – il convento dove si è ritirato Benedetto - veloce e scattante per andare a pranzo insieme a Joseph Ratzinger. Notare lo stile: falcata ampia, balzo felino e – come tutti i veri preti sportivi che si rispettino, mano destra a tirarsi su la talare perché non lo impacci nei movimenti. Altro che clergyman...

don georg 1Foto Chi

 

Scherzi a parte, l'attuale Prefetto della Casa Pontificia e uomo di fiducia anche del nuovo Papa, Francesco, è sempre stato uno sportivo attento alla sua forma. I lettori ricorderanno, qualche anno fa su queste pagine, sempre Georg e sempre paparazzato da “Chi” mentre giocava una combattutissima partita di tennis su terra battuta. E diciamola tutta: con Ratzinger c'è stato un certo risveglio dello sport in Vaticano, dalla Clericus Cup – il campionato vaticano per seminaristi – inventata dal segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone (noto juventino, peraltro), allo sportivissimo Georg. Del resto, i seminari e gli oratori da sempre sono il regno del calcio. E non è un caso se tale Roberto Baggio, poi divenuto buddista divin Codino, iniziò a dare le prime pedate in oratorio. E così Alessandro Del Piero. Per non parlare di un tizio oggi con la barba, Andrea Pirlo. E Damiano Tommasi, presidente dell'Associazione Italiana Calciatori ed ex giocatore della Roma. Fino a Gianni Rivera detto (guardacaso, ma per altri motivi) l'Abatino.

Se Pio XII ogni mattina faceva mezz'ora di stretching e Karol Wojtyla scappava di nascosto insieme al fido segretario Stanislao Dziwisz per una rapida sciata in Abruzzo (con relativa scenata del presidente Sandro Pertini, che voleva sempre mettergli a disposizione almeno l'elicottero per queste imprese), don Georg onora la tradizione del Vaticano sportivo. Anche se, a dirla tutta, Oltretevere sono indulgenti con i peccati di gola e col fumo. Se Leone XIII tirava tabacco da fiuto e il Beato Pio IX a volte si fumava un Toscano, è rimasto negli annali quel cardinale che si proclamò orgogliosamente salutista con San Pio X: “Santità, mi perdoni ma non ho il vizio del fumo”. “Se fosse un vizio, eminenza, lei di sicuro ce l'avrebbe”, rispose pronto Papa Sarto.

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vaticanogeorggaensweinbergoglioratzingerleone xiii
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