La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per la senatrice di FdI ed ex ministra del Turismo Daniela Santanchè e per altre 14 persone, più una società, per ipotesi di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato in relazione ai casi dei fallimenti delle società Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl.
La richiesta di processo, formulata dai pm Luigi Luzi e Guido Schininà e con l’aggiunto Roberto Pellicano, dopo le indagini delegate al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf e chiuse a metà luglio, sarà valutata da un gup nell’udienza preliminare. Daniela Santanchè si era dimessa da ministra del Turismo il 25 marzo 2026, in seguito alla richiesta pubblica della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nella sua lettera di dimissioni, Santanchè aveva ribadito l’innocenza del suo certificato penale e aveva motivato la scelta per senso di responsabilità politica e vicinanza al governo.
“Cara Giorgia – aveva scritto Santanchè nella lettera inviata alla premier – ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del Turismo“.
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