“Kagemusha”: è questo lo pseudonimo con cui qualcuno, due settimane fa, ha offerto via email a varie testate giornalistiche notizie riservate sulle condizioni di salute del campione di Formula Uno per circa 48 mila euro. La famiglia ha subito minacciato denunce ed è stata aperta un’inchiesta.
Ma ora arriva una svolta: il ladro di informazioni riservate, come spiega il Corriere della Sera, non sarebbe più da cercare tra le mura del gigantesco ospedale Nord di Grenoble, che il campione ha lasciato, dopo sei mesi di coma, per cominciare la riabilitazione in Svizzera. Per il procuratore di Grenoble, Jean-Yves Coquillat, la fuga di notizie è avvenuta grazie a una lettera di 12 pagine, preparata dai medici francesi per i colleghi svizzeri, che viaggiava con Schumacher nel trasferimento al centro universitario di Losanna. I sospetti si orientano sui lettighieri del servizio svizzero di Visp, nel Canton Vallese, incaricato del delicato trasferimento. La lettera potrebbe essere stata riprodotta sull’ambulanza.
Ma alcuni aspetti sarebbero da chiarire: i barellieri avevano dovuto consegnare i telefonini prima ancora di sapere chi fosse il paziente da trasportare. E l’ex campione era a sua volta protetto anche lui da uno pseudonimo: Jeremy Martin.





























