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Sabotaggio ai treni a Bologna, il Mit: "Chiederemo risarcimenti milionari ai responsabili". Si indaga per terrorismo
Il Mit precisa che "una volta individuati i responsabili, il ministero presenterà richiesta di risarcimento dei danni milionari perpetrati"

Sabotaggio ai treni a Bologna, il Mit: "Chiederemo risarcimenti milionari ai responsabili"
In merito ai sabotaggi sincronizzati alle linee ferroviarie avvenuti nella giornata di ieri che hanno causato ritardi e disagi a migliaia di passeggeri per i quali è stata aperta un'inchiesta per terrorismo, il Mit precisa che "una volta individuati i responsabili, il ministero presenterà richiesta di risarcimento dei danni milionari perpetrati. È pronta un'azione decisa per mettere fine a simili azioni di inammissibile gravità che creano solamente disagi a milioni di italiani".
Sabotaggio ai treni a Bologna, si indaga per terrorismo
La Digos ha consegnato alla Procura di Bologna una prima comunicazione sul danneggiamento dei cavi Av nel nodo ferroviario. I magistrati stanno ancora valutando gli atti ma, secondo quanto si apprende, il fascicolo sarà aperto contro ignoti per le ipotesi di associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. La comunicazione di reato è assegnata al gruppo specializzato "terrorismo" della Procura, coordinato dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi e il procedimento vedrà come primo coassegnatario il procuratore capo Paolo Guido.
Sabotaggio ai treni, al vaglio dispositivi incendiari e immagini telecamere
Si concentrano sui resti dei dispositivi incendiari, in particolare sull'ordigno che non ha funzionato come previsto, le indagini della Digos sul sabotaggio ai treni di ieri mattina a Castel Maggiore nel Bolognese che hanno provocato il danneggiamento dei cavi AV del nodo di Bologna Centrale, scalo chiave per il traffico ferroviario del Paese. Al vaglio degli inquirenti, che indagano coordinati dalla Procura di Bologna, anche le immagini delle telecamere di sorveglianza dell'area stazione.
Visione resa complicata dall'orario - intorno alle 6 - in cui sarebbero stati posizionati i dispositivi, completamente al buio. I due ordigni incendiari sono stati trovati ieri dalla Polizia scientifica in un pozzetto dove ci sono dei cavi indispensabili alla circolazione dei treni. Uno di questi ha provocato l'incendio che ha tranciato i cavi e che ha bloccato la circolazione in direzione Venezia. L'altro, analogo, avrebbe dovuto danneggiare la circolazione in direzione Ancona, ma non ha funzionato come i suoi ideatori avevano ipotizzato.
Si valuta anche il collegamento con l'altro danneggiamento ai treni di ieri, a Pesaro sulla linea Ancona-Rimini. Il fascicolo d'indagine al momento è contro ignoti, i reati al momento accertati sono l'incendio doloso e l'interruzione di pubblico servizio.
