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Scontri a Milano, chi sono i baby casseur e come si organizzano sui social per i saccheggi

Oltre 200 fermati dopo i saccheggi in centro, l’80% minorenni. TikTok e gruppi social hanno richiamato altri ragazzi verso il Duomo

Scontri a Milano, chi sono i baby casseur e come si organizzano sui social per i saccheggi

Oltre 200 persone sono state fermate dopo le nuove violenze nel centro di Milano e circa l’80% sono minorenni, secondo il bilancio riportato dall’ANSA. Tra loro ci sarebbero ragazzi giovanissimi, in alcuni casi appena dodicenni. Le indagini stanno ricostruendo anche il ruolo dei social. Dirette, video e messaggi hanno contribuito a richiamare altri ragazzi verso Duomo e Cordusio mentre erano già in corso scontri e saccheggi.

Milano, chi sono i ragazzi fermati dopo i saccheggi

Le violenze hanno interessato per due giorni consecutivi il centro della città. Sabato gli scontri erano nati durante il corteo contro il carovita. Domenica nuovi gruppi sono tornati nell’area di piazza Duomo, Cordusio e Galleria Vittorio Emanuele II, questa volta senza una manifestazione strutturata alle spalle. Secondo ANSA, il bilancio è salito a oltre 200 fermati, circa l’80% dei quali minorenni.

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Repubblica riferisce della presenza di ragazzi anche di 12 anni e descrive gruppi arrivati in centro dopo aver seguito quello che stava accadendo attraverso TikTok e altre piattaforme. Il Corriere della Sera riferisce che molti sarebbero arrivati dalle periferie milanesi o dalle province vicine e che per alcuni si sarebbe trattato della prima partecipazione a episodi di questo tipo. Non emerge per tutti un’appartenenza politica o a organizzazioni strutturate.

TikTok e dirette social, come si allargano i gruppi

Le piattaforme hanno avuto soprattutto una funzione di amplificazione in tempo reale. Video degli scontri, dirette e messaggi circolati nei gruppi hanno mostrato rapidamente che nel centro di Milano erano in corso disordini, spingendo altri ragazzi a raggiungere l’area. Repubblica riassume una delle frasi circolate tra i giovanissimi con: “C’è la situa, io vado e spacco”.

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Il Corriere descrive un meccanismo nel quale la violenza stessa diventa materiale da pubblicare. Telefonini puntati sulle vetrine, selfie e video dei danneggiamenti contribuiscono a trasformare gli episodi in contenuti da rilanciare e imitare. Questo non significa che tutti i ragazzi presenti siano stati convocati attraverso lo stesso gruppo o che esista un’unica regia digitale. Gli investigatori devono distinguere tra passaparola, partecipazione spontanea e possibili forme di organizzazione precedente.

Negozi saccheggiati e vetrine sfondate

Domenica sono stati colpiti diversi esercizi commerciali nell’area di Cordusio. ANSA riferisce che le vetrine di Under Armour e Levi’s in via Orefici sono state sfondate, in un caso utilizzando anche parti di un monopattino. Alcuni giovani sono entrati nei negozi e hanno portato via merce. La Galleria Vittorio Emanuele II è stata successivamente presidiata dalle forze dell’ordine, mentre diversi locali hanno ritirato tavoli e strutture esterne.

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Gli investigatori stanno ora utilizzando anche filmati e immagini pubblicati dagli stessi partecipanti per ricostruire i singoli episodi e attribuire le responsabilità. Il governo ha convocato per il 19 ottobre un vertice sull’ordine pubblico dopo le violenze registrate anche in altre città. Sul piano giudiziario, però, le posizioni dovranno essere valutate singolarmente, distinguendo chi ha commesso danneggiamenti, furti o aggressioni da chi era semplicemente presente nell’area.

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