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Scontri a Milano e faida tra rapper. Fedez contro Marracash: “Non puoi difendere chi protesta e poi vivere nel lusso”, “Basta con quella retorica”

Intervengono anche Ghali e Sayf

Scontri a Milano e faida tra rapper. Fedez contro Marracash: “Non puoi difendere chi protesta e poi vivere nel lusso”, “Basta con quella retorica”
Marracash. Photocall premiere “King Marracash” al Cinema Anteo – Milano, Italia – Mercoledì, 20 Maggio 2025 (foto Stefano Porta / LaPresse) Premiere del Photocall “Re Marracash” al Cinema Anteo – Milan, Italy – Wednesday, 20 May 2025 (photo Stefano Porta / LaPresse)

Gli scontri di Milano accendono la faida tra rapper. Duro botta e risposta tra Fedez e Marracash, ma anche Ghali e Sayf intervengono per dire la loro. Tutto è partito da un post di Marracash scritto subito dopo i gravi fatti del weekend con le devastazioni delle vetrine e gli scontri tra manifestanti e polizia. “Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose“. Ma ieri è arrivata la risposta di Fedez, il rapper ha detto la sua criticando apertamente il collega. “Dentro le vetrine distrutte ci sono anche gli artisti che vi sostengono”, scrive. E poi aggiunge: “I rapper si contraddicono quando esaltano la ribellione ma mostrano sui social una vita fatta di lusso, abiti firmati e orologi costosi: “Siamo noi che promuoviamo quell’idea di vita, la stessa contro cui le persone insorgono”.

La replica: “Siamo tutti d’accordo a condannarla. Ma quando succede bisogna farsi delle domande”. Marracash respinge anche le critiche legate alla sua condizione economica: “Non tollero più la retorica del tu hai i soldi, non puoi parlare“. Anche Ghali è intervenuto nel dibattito e ha invitato i giovani a continuare a lottare per ciò in cui credono. E poi si è aggiunto anche Sayf che ha accusato chi condanna la violenza delle manifestazioni di voler delegittimare il diritto alla protesta. Ha poi sostenuto che la violenza delle piazze non sia paragonabile a quella di una classe dirigente che toglie dignità e alimenta le disuguaglianze. “Siamo uniti in quanto persone, non
c’è destra o sinistra”.

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