Milano torna in piazza dopo le violenze e le devastazioni che hanno segnato il weekend del 17 e 18 ottobre. Due manifestazioni, a mezz’ora di distanza l’una dall’altra e a poche centinaia di metri, daranno voce a sensibilità e posizioni differenti su quanto accaduto nel cuore della città. Da una parte la Cgil, che ha convocato per oggi, mercoledì 21 ottobre, alle 18.30 in piazza della Scala, una manifestazione contro la violenza e per il dialogo. Dall’altra Futuro Nazionale, il movimento che fa riferimento al generale Roberto Vannacci, che alle 18 sarà in piazza San Giorgio, in via Torino, per esprimere solidarietà alle forze dell’ordine e ai commercianti colpiti dai disordini.
I vannacciani in piazza: “Chi devasta deve risponderne”
L’iniziativa promossa da Futuro Nazionale-Vannacci vuole manifestare vicinanza a chi garantisce quotidianamente la sicurezza dei cittadini e agli operatori economici che hanno subito le conseguenze degli scontri. Un presidio che arriva dopo due giornate di guerriglia urbana, tra vetrine infrante, negozi saccheggiati, danneggiamenti e scontri con le forze dell’ordine. “Non possiamo accettare che Milano venga messa a ferro e fuoco e che a pagare il prezzo delle violenze siano le forze dell’ordine, i commercianti e i cittadini perbene. Manifestare è un diritto, devastare e aggredire non lo è. Chi sbaglia deve risponderne fino in fondo”, dichiara Luca Ferrazzi, responsabile regionale per la Lombardia di Futuro Nazionale-Vannacci.
La Uil non partecipa alla manifestazione della Cgil: “Non siamo stati coinvolti”
Intanto, sul fronte sindacale, la manifestazione organizzata dalla Cgil registra la mancata adesione della Uil Lombardia, che ha annunciato la propria decisione spiegando di non essere stata coinvolta nella preparazione dell’iniziativa. “La manifestazione rientra nelle prerogative della Cgil, così come la nostra decisione di non partecipare”, chiarisce il sindacato, sottolineando il rispetto per chi sceglierà di essere presente in piazza. Il nodo, tuttavia, riguarda soprattutto il metodo: “Purtroppo non vi è stata alcuna possibilità di dare il proprio contributo di idee né sul tipo di iniziativa da mettere in campo né sui contenuti”. Una presa di distanza che evidenzia le differenti valutazioni all’interno del mondo sindacale sul modo di reagire alle tensioni esplose in città.
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