Che Roma non sia stata edificata in un giorno, i romani lo sanno da sempre. Una consapevolezza rafforzata nei primi anni 2000 dalla hit mondiale firmata Morcheeba, gruppo musicale che rilanciò urbi et orbi l’antico motto nella versione hip hop Rome wasn’t built in a day. Ma sul fatto che, dallo scorso febbraio, i residenti di Roma e della Città Metropolitana abbiamo la possibilità di entrare gratis nei musei civici e nei siti archeologici comunali – secondo le condizioni previste dal nuovo sistema tariffario – la consapevolezza è decisamente meno diffusa. Se, da un lato, sia ben radicata da anni l’opportunità di entrare gratuitamente nei musei ogni prima domenica del mese, l’effettiva conoscenza e fruizione dei musei ad ingresso libero per i romani residenti è molto ridotta.

Entusiasmo ed eccezioni sui social in condivisione
Con il claim A Roma la bellezza è di tutti, l’iniziativa musei ad ingresso gratuito pubblicata sulla pagina ufficiale di Musei in Comune non si è fermata alla mera divulgazione attraverso i media tradizionali, passando in numerosi profili social con indicazioni più o meno esaustive su come poter usufruire dell’opportunità. Conditio sine qua non, essere in possesso di un documento d’identità valido da mostrare direttamente alla cassa del museo. Tra i reel più popolari su Instagram per lanciare l’iniziativa – con oltre 66mila visualizzazioni ed il messaggio di apertura dell’attore comico romano Lillo – spicca quello pubblicato in collaborazione da più profili: le pagine ufficiali dei Musei Capitolini, Musei in Comune, Sovrintendenza Capitolina, Roma e del Sindaco Roberto Gualtieri. Tra i commenti entusiastici per l’opportunità, anche alcune perplessità: è necessario continuare a pagare la Mic Card? Dopo un’attesa in linea di oltre 25 minuti al numero 060608 – servizio messo a disposizione dal comune per informazioni su eventi e prenotazioni nei musei – arriva la conferma che l’accesso è gratuito, anche senza card con la quale, però, si può usufruire di agevolazioni legate a visite guidate e riduzioni su mostre temporanee. Il prezzo è di 5 euro l’anno. Tra le domande ricorrenti in rete e sotto i post informativi, compare spesso la richiesta di distinzione tra musei civici – quelli gestiti dal Comune, quindi gratuiti – da quelli statali, a pagamento.

Mostre permanenti nei musei civici, gratis non solo la prima domenica del mese
Dai Musei Capitolini, ai Mercati di Traiano, dall’Ara Pacis, alla Centrale Montemartini, da Palazzo Braschi a Villa Torlonia; si entra gratis se residenti con documento alla mano. Gratis, altresì, l’accesso alle collezioni permanenti, mentre sono a pagamento alcune mostre temporanee o spazi espositivi. Si paga anche per le esposizioni temporanee all’Ara Pacis o per vistare le mostre allestite al primo piano di Palazzo Braschi. Non potendo contare sulla certificazione di residenza anagrafica, per gli studenti delle università romane e per chi è domiciliato temporaneo in città la card rappresenta una garanzia per accedere illimitatamente alle sedi interessate. Gratis, ma con prenotazione obbligatoria, sempre al numero 060608 – con la speranza di non dover attendere troppo a lungo in linea – alcuni complessi archeologici minori o monumentali: i Sepolcri di via Statilia, il Sepolcro degli Scipioni, il Mitreo del Circo Massimo o l’Ipogeo di Via Livenza). Appare chiaro dai commenti sotto le pagine ufficiali che molti residenti – in particolare quelli che vivono in provincia – siano al corrente della sola opportunità di entrare gratis la prima domenica del mese.

Divario tra generazioni e scontri a colpi di follower, la cultura del gratis passa sui social
Per i cosiddetti boomer non si fa mai abbastanza per essere à la page. Il divario tra generazioni si evince dalla partecipazione sui social. Ad ogni età, il suo. Se il reel in collaborazione su Instagram dello scorso febbraio è riuscito a muovere decine di migliaia di reazioni, la pagina Facebook di Musei in Comune ne conta una percentuale decisamente inferiore, segno che ad ogni generazione corrisponde un diverso modo di comunicare. Tra le piattaforme più vivaci in tema di promozione della cultura e dell’arte sul territorio, Instagram appare vincente su tutte. Il merito va, principalmente, ai numerosi influencer che promuovono le attività culturali cittadine, la storia di Roma e le varie opportunità e novità, da musei e mostre, a locali e ristoranti. Tra i più seguiti, Gian Marco D’Eusebi, esploratore della storia della città e curatore di progetti come lo speciale Uncovered Rome su History Channel in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma. Da anni a caccia delle opportunità gratuite a Roma e dintorni, Fabrizio Politi con il suo tormentone Aggratis sempre presente nei suoi reel e video nella sua pagina Instagram ufficiale – con oltre 450mila seguaci – svela tutto quello che è possibile godere senza aprire il portafogli, al di là delle proposte istituzionali. Molto coinvolgenti e ben dettagliati i reel di Piero Amelio, che nella sua pagina IG Il viaggiarte dispensa consigli per scoprire i segreti dell’Urbe. Ma l’iniziativa di gratuità tutto l’anno per i residenti – dopo il lancio della notizia nelle prime settimane di febbraio – non sembra essere stata recepita del tutto. Se sulla pagina FB ufficiale di Musei in Comune viene spesso ribadito che la domenica l’ingresso è gratis – e vengono ben documentate le aperture notturne attraverso ripetute pubblicazioni – troppo poco spazio riceve l’opportunità di ingresso libero tutto l’anno per i residenti. Ogni tanto, ritornare sul tema, non guasterebbe, utilizzando tutti i social media e coinvolgendo influencer e divulgatori.
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