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Scuola, nuove proteste a novembre: quando scioperano i docenti

Sit-in l’11, assemblee il 16 e sciopero il 20 novembre. Docenti e Ata protestano contro i tagli previsti dalla Manovra

Scuola, nuove proteste a novembre: quando scioperano i docenti

Il calendario delle proteste della scuola entra nel vivo a novembre: sit-in nazionale l’11, assemblee negli istituti il 16 e sciopero il 20 novembre. Attenzione però alle differenze: l’11 novembre non è uno sciopero nazionale dei docenti, mentre la giornata del 20 rientra nello sciopero generale proclamato dalla Cgil, al quale aderisce anche la Flc Cgil. Al centro della mobilitazione ci sono soprattutto i tagli agli organici previsti dalla legge di Bilancio 2027.

Scuola, cosa succede l’11 e il 16 novembre

Mercoledì 11 novembre Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Anief hanno convocato un sit-in a Roma, in piazza Vidoni, dalle 14 alle 17. L’obiettivo è chiedere al Parlamento di eliminare dalla Manovra le disposizioni che riducono i posti del personale docente e Ata. Non si tratta quindi di una chiusura generalizzata delle scuole.

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La seconda tappa è lunedì 16 novembre, quando gli stessi sindacati hanno annunciato assemblee in orario di servizio negli istituti di tutta Italia. In base all’adesione del personale, le attività scolastiche potranno subire modifiche locali, che dovranno essere comunicate dalle singole scuole.

Scuola, quando scioperano davvero i docenti

La data dello sciopero è venerdì 20 novembre. La Flc Cgil partecipa allo sciopero generale proclamato dalla Cgil e la mobilitazione coinvolgerà scuola, università e ricerca. Anche organizzazioni studentesche hanno indicato la stessa giornata come momento nazionale di protesta. Per docenti e personale Ata aderenti allo sciopero, quindi, il 20 novembre potrà esserci la sospensione dell’attività lavorativa.

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Cisl, Uil, Snals e Anief, al momento, hanno invece lanciato sit-in e assemblee ma non hanno proclamato per quella stessa vertenza un ulteriore sciopero unitario nazionale.

Perché la scuola protesta

La relazione tecnica della Manovra prevede dal prossimo anno scolastico una riduzione di 4.925 posti di docenti e 2.049 posti Ata, quasi 7mila complessivamente. Secondo i sindacati, sommando i tagli già programmati negli ultimi anni si arriverebbe a oltre 14mila posti in meno nell’arco di tre anni.

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Il governo lega la riduzione anche al calo demografico e del numero degli studenti, mentre le organizzazioni dei lavoratori chiedono di utilizzare la diminuzione degli alunni per ridurre il numero di studenti per classe e potenziare il sostegno.

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