"Non possiamo trascurare il fatto che l'Italia registri risultati inferiori alla media Ocse, tuttavia l'indagine rivela che siamo uno dei Paesi

che ha registrato i maggiori progressi in matematica e scienze e questo deve essere da stimolo per continuare a lavorare per migliorare le performance dei nostri studenti". Cosi' il ministro dell'Istruzione, dell'universita' e della ricerca, Maria Chiara Carrozza, ha commentato i dati Ocse Pisa 2012 che vedono l'Italia tra i Paesi che a livello scolastico ha registrato i piu' importanti progressi in matematica e scienze.

"Nell'indagine - ha aggiunto il ministro in un video messaggio - mi hanno colpito la disparita' dei risultati delle ragazze in matematica rispetto a quelli dei loro compagni maschi, che fanno registrare un divario piu' ampio della media Ocse. Questa - ha sottolineato Carrozza - e' per me la spia di una questione culturale, di un gap di genere che attraversa ancora in maniera profonda il nostro Paese e che va contrastato". Ma per il ministro questo nodo non e' l'unico da risolvere: c'e' anche il nodo delle differenze esistenti fra il sud e il nord del Paese: "l'altro dato significativo - ha proseguito il ministro - e' rappresentato dalla diversita' di performance in molte aree del Mezzogiorno, dove si registrano risultati in generale al di sotto della media italiana, anche se alcune regioni mostrano un trend positivo. A queste aree del nostro Paese occorre guardare con piu' attenzione, come abbiamo gia' iniziato a fare nel decreto Istruzione, con maggiori investimenti per la lotta alla dispersione scolastica nelle aree piu' a rischio". Carrozza ha infine assicurato che il governo continuera' a investire in istruzione, come ha gia' fatto con il decreto Istruzione. "Questo provvedimento - ha detto Carrozza - e' stato un segnale forte e continueremo su questa strada con la massima attenzione al futuro delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi".

In Italia, tra il 2003 e il 2012, il numero degli studenti immigrati e' aumentato di 5 punti percentuali: sono il 7,5 per cento del totale contro una media Ocse del 12 per cento. Ma le loro competenze restano inferiori ai colleghi non immigrati: il loro punteggio medio e' inferiore di 48 punti rispetto a quello degli altri, una differenza - si legge nella relazione - ben superiore alla media Ocse di 34 punti. Alla stregua di molti altri Paesi, questa differenza riflette le disparita' di status socioeconomico tra diversi gruppi di studenti. Tuttavia, anche quando si e' tenuto dello status socioeconomico, il divario nei risultati associato al background d'immigrazione e' comunque di 32 punti, ben piu' ampio rispetto al gap medio dell'Ocse di 21. Non solo. Mentre i risultati in matematica degli studenti immigrati in Italia non sono cambiati tra il 2003 e il 2012, quelli degli alunni non immigrati sono migliorati di 23 punti.

Se la matematica resta un ostacolo per gli studenti italiani, nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, per gli studenti di Trento, del Friuli Venezia Giulia e del Veneto e' la materia preferita, tanto che ottengono un punteggio ben superiore alla media Ocse, rispettivamente di 524, 523 e 523 punti. Al contrario nel Mezzogiorno di registrano risultati in generale al di sotto della media italiana. L'Italia risulta quindi spaccata in due, e i dati Ocse presentati oggi a Roma evidenziano questo divario regionale.

I nuovi immigrati in Italia, si legge ancora nel dossier, sono generalmente molto piu' svantaggiati rispetto agli immigrati gia' stabiliti nel Paese. La barriera linguistica e' altresi' un ostacolo all'apprendimento. Tra gli studenti migranti, quelli che parlano l'italiano a casa ottengono 19 punti in piu' rispetto a quelli che non lo fanno. Tuttavia, nella comparazione tra studenti di status socioeconomico simile, non si rileva un divario di risultati tra quelli che parlano italiano a casa e quelli che non lo fanno.

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"Non possiamo trascurare il fatto che l'Italia registri risultati inferiori alla media Ocse, tuttavia l'indagine rivela che siamo uno dei Paesi

che ha registrato i maggiori progressi in matematica e scienze e questo deve essere da stimolo per continuare a lavorare per migliorare le performance dei nostri studenti". Cosi' il ministro dell'Istruzione, dell'universita' e della ricerca, Maria Chiara Carrozza, ha commentato i dati Ocse Pisa 2012 che vedono l'Italia tra i Paesi che a livello scolastico ha registrato i piu' importanti progressi in matematica e scienze.

"Nell'indagine - ha aggiunto il ministro in un video messaggio - mi hanno colpito la disparita' dei risultati delle ragazze in matematica rispetto a quelli dei loro compagni maschi, che fanno registrare un divario piu' ampio della media Ocse. Questa - ha sottolineato Carrozza - e' per me la spia di una questione culturale, di un gap di genere che attraversa ancora in maniera profonda il nostro Paese e che va contrastato". Ma per il ministro questo nodo non e' l'unico da risolvere: c'e' anche il nodo delle differenze esistenti fra il sud e il nord del Paese: "l'altro dato significativo - ha proseguito il ministro - e' rappresentato dalla diversita' di performance in molte aree del Mezzogiorno, dove si registrano risultati in generale al di sotto della media italiana, anche se alcune regioni mostrano un trend positivo. A queste aree del nostro Paese occorre guardare con piu' attenzione, come abbiamo gia' iniziato a fare nel decreto Istruzione, con maggiori investimenti per la lotta alla dispersione scolastica nelle aree piu' a rischio". Carrozza ha infine assicurato che il governo continuera' a investire in istruzione, come ha gia' fatto con il decreto Istruzione. "Questo provvedimento - ha detto Carrozza - e' stato un segnale forte e continueremo su questa strada con la massima attenzione al futuro delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi".

In Italia, tra il 2003 e il 2012, il numero degli studenti immigrati e' aumentato di 5 punti percentuali: sono il 7,5 per cento del totale contro una media Ocse del 12 per cento. Ma le loro competenze restano inferiori ai colleghi non immigrati: il loro punteggio medio e' inferiore di 48 punti rispetto a quello degli altri, una differenza - si legge nella relazione - ben superiore alla media Ocse di 34 punti. Alla stregua di molti altri Paesi, questa differenza riflette le disparita' di status socioeconomico tra diversi gruppi di studenti. Tuttavia, anche quando si e' tenuto dello status socioeconomico, il divario nei risultati associato al background d'immigrazione e' comunque di 32 punti, ben piu' ampio rispetto al gap medio dell'Ocse di 21. Non solo. Mentre i risultati in matematica degli studenti immigrati in Italia non sono cambiati tra il 2003 e il 2012, quelli degli alunni non immigrati sono migliorati di 23 punti.

Se la matematica resta un ostacolo per gli studenti italiani, nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, per gli studenti di Trento, del Friuli Venezia Giulia e del Veneto e' la materia preferita, tanto che ottengono un punteggio ben superiore alla media Ocse, rispettivamente di 524, 523 e 523 punti. Al contrario nel Mezzogiorno di registrano risultati in generale al di sotto della media italiana. L'Italia risulta quindi spaccata in due, e i dati Ocse presentati oggi a Roma evidenziano questo divario regionale.

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