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“Siamo sotto attacco, chiediamo aiuto allo Stato”: l’appello delle Associazioni di categoria

La terza parte del nostro dossier prosegue con il punto di vista di Federpreziosi, Federazione Italiana Tabaccai e Unione Consumatori Italiani

“Siamo sotto attacco, chiediamo aiuto allo Stato”: l’appello delle Associazioni di categoria

L’aumento delle rapine nei negozi è vertiginoso, soprattutto dopo il Covid

Le statistiche parlano chiaro, nel 2024 le rapine negli esercizi commerciali sono state 4.151, con un aumento dell’8,7% rispetto al 2023, anno in cui le rapine in Italia sono aumentate solo del 2,3%, mentre quelle nei negozi sono cresciute quasi quattro volte più rapidamente del totale. Gli esercizi commerciali, infatti, rappresentano il 14,5% di tutte le rapine commesse in Italia. I territori in cui l’aumento è stato più forte sono, nel 2024, Toscana-+40,7%-Veneto-+24,4%-Lombardia-851 rapine, + 6,8%. Tra le province, poi, in testa c’è Bologna con 211 rapine, + 49,6%-dove il rischio ha raggiunto 3,3 rapine ogni cento esercizi-Milano con 486, + 17,7%, Napoli con 195, + 5,4%, Roma con 450, +0,2%.

Altro dato significativo è quello dei furti: nel 2024 sono stati denunciati 74.506 furti negli esercizi commerciali, in aumento del 4,4% sul 2023.Sommando, quindi, furti e rapine, si parla di quasi 79 mila episodi predatori in un solo anno.

L’esasperazione delle varie categorie è evidente; si parla di carcere, di eccesso di legittima difesa, ma anche di una sensazione di assenza delle istituzioni. E, allora, quale è la risposta da dare ai commercianti e a tutti gli Italiani, in un clima di violenza che colpisce tutti ?

“Credo siano sotto gli occhi di tutti le difficoltà della nostra categoria”-“-dice Giovanni Catelli, Vicepresidente Vicario Federazione Italiana Tabaccai-“nelle tabaccherie gira molto contante ed è difficile la gestione della liquidità. In tabaccheria si fanno diverse tipologie di operazioni che richiedono contante, come i pagamenti delle vincite, il prelievo dai vari Istituti di Credito e tante persone lo usano- il 50% usa i contanti, il 50%, invece, le carte. In tabaccheria è necessaria la liquidità e siamo molto esposti.

Per quanto riguarda il caso Roggero, Catelli ci è passato, gli hanno sparato nel parcheggio di casa seguendolo dal negozio. Pur avendo il porto d’armi e un’arma regolarmente registrata, non l’ha usata

“Diventa quasi eroico, in quei momenti, mantenere la calma. Durante quel brutto episodio che ho subito, non mi hanno preso, pur sparandomi, ma c”è stata una colluttazione violenta e una situazione difficile per me e la mia famiglia”-continua Catelli-“il fattore caratteriale ha fatto la sua parte e sono rimasto lucido; quei ragazzi sono stati condannati a 8 anni e dopo 4 erano fuori -troppo facilmente-quindi ci deve essere una giusta pena. Credo che tutto possa essere risolto con leggi che vanno, ripeto, modificate; sono state create dal Parlamento, i giudici le applicano. Alcune sono troppo tolleranti, sono state fatte per una civiltà e una società del passato che, oggi, non esiste più. Andavano bene per quel momento storico, ma oggi il problema non riguarda i giudici che non fanno il loro mestiere, ma quelle leggi che non rappresentano più la nostra realtà.

Noi siamo a grande rischio; il tabaccaio non è milionario e non tutti possono mettere servizi sicurezza- siamo 50.000-siamo concessionari diretti dello Stato e abbiamo bisogno di una norma che agevoli anche la spesa da parte nostra di adeguati servizi di tutela. Un Ufficio Postale può funzionare ancora meglio; io dò una mano a rendere più fruibili alcuni servizi per i cittadini e lo Stato, per il quale sono come un figlio, dovrebbe agevolarmi per esempio sull’acquisto di telecamere o altro, come porte blindate per la nostra sicurezza e non solo per l’incasso”.

“Il nostro settore è sempre stato attenzionato dal fenomeno dei furti e in questi ultimi 2 anni si è, purtroppo, con il valore del mercato dell’oro”-dice Stefano Andreis, Presidente Federpreziosi-“avere in mano un kg di oro equivale a 120000 euro e un lingotto è più piccolo di un cellulare, facilmente trasportabile e trasformabile. La refurtiva viene fusa facilmente-dai compro oro abbiamo voluto alcune normative sul database di coloro che portano questi oggetti in modo che tutto sia tracciato e che ci sia documentazione fotografica a questo riguardo

Di base c’è un problema di sicurezza; abbiamo formalizzato richieste al Governo, chiedendo che ci sia una detassazione. Investiamo in assicurazioni per tutelarci e su questo premio paghiamo un’imposta non detraibile di oltre il 21%; sembra una cosa assurda e abbiamo chiesto che ci sia un credito di imposta per reinvestire in sicurezza attiva e passiva.

Il gioielliere, anche su firma di un protocollo con il Ministero, deve avere sicurezza, con video sorveglianza, per esempio, perchè sia subito usata premendo un pulsante collegato alle Forze dell’Ordine per velocizzare l’intervento, xon telecamere integrate che rilevino targhe delle automobili. Lo abbiamo firmato nel 2018 e rinnovato alcune settimane fa con il Ministro Piantedosi ; il Protocollo prevede ci siano rapporti con le Forze dell’Ordine Territoriali, istituendo anche tavoli di lavoro, con incontri preliminari, scambio dati, verifiche della pattuglia che passa davanti al gioielliere ed entra per sapere se è tutto ok, segnalazioni.

Diamo massima solidarietà alla famiglia del gioielliere, che è stato più volte esasperato; il Giudice ha fatto il suo lavoro, ma il nostro problema è che da noi si trovano oggetti facilmente monetizzabili subito e veniamo presi di mira.

Abbiamo fatto un’indagine e ne è uscito un dato significativo: solo il 54,5% dei gioiellieri ha una assicurazione per il furto, imponiamola per tutti quindi, cercando di arrivare a un compromesso tra spesa e ricavo per quello che ci portano via per tutelare i nostri patrimoni in un mondo che sviluppa più di 7 miliardi di fatturato.

65 gioiellieri al mese chiudono e tutti questi fattori non favoriscono l’ingresso dei giovani sui quali investiamo per salvare il settore; 20 anni fa eravamo 28.000, oggi, invece, siamo poco meno di 13.000 e se non interveniamo per favorire le nuove generazioni in un contesto simbolo del made in Italy, perderemo un valore aggiunto dal punto di vista culturale e storico”

“Il caso Roggero interpella profondamente la coscienza del Paese. Nessun cittadino dovrebbe mai trovarsi nella condizione di dover difendere da solo il proprio patrimonio o addirittura la propria vita e quella dei suoi cari: stabilire quali siano i limiti più consoni della legittima difesa è una questione complessa e divisiva ma, in ogni caso, in uno Stato di diritto il rispetto delle sentenze rappresenta un principio imprescindibile”-dichiara Massimiliano Albanese, Segretario Federale di UCI – Unione Consumatori Italiani-“tuttavia noi dell’Unione Consumatori Italiani riteniamo che il vero tema sia un altro: garantire ai cittadini, ai commercianti e alle famiglie il diritto di sentirsi sicuri, affinché nessuno sia costretto a trasformarsi nel difensore di sé stesso.

La sicurezza è un diritto dei consumatori e degli operatori economici, perché senza sicurezza non esiste libertà di lavorare, investire e vivere serenamente. È necessario aprire una riflessione seria sulle misure di prevenzione, sul sostegno alle vittime di rapine e violenze e sulla capacità dello Stato di proteggere in modo effettivo ed efficace chi ogni giorno tiene aperta un’attività commerciale. Le istituzioni devono rafforzare la fiducia dei cittadini, facendo in modo che episodi come questo non si ripetano mai più. La giustizia segue il suo corso, ma la politica e le istituzioni hanno il dovere di interrogarsi sulle cause che portano a tragedie di questa portata.”