Almeno 45 morti nei raid russi in Siria, nella regione di Latakia. Lo denuncia l’Osservatorio siriano per i diritti umani che sottolinea come negli attacchi siano rimasti uccisi, oltre ai ribelli, numerosi civili. Piu’ di una dozzina i feriti.
Un’offerta alla Russia da 300 miliardi di dollari, 264 miliardi di euro, per scaricare Bashar al-Assad e favorire la caduta del suo regime in Siria: a presentarla sarebbe stata l’Arabia Saudita, quando una delegazione di Riad e’ stata ricevuta a Sochi dal presidente, Vladimir Putin, l’11 ottobre. Stando a quanto riportato da alcuni media russi, durante i colloqui, a cui aveva partecipato il ministro della Difesa di Riad, si era parlato tra le altre cose della crisi in Siria, dove Mosca a fine settembre ha lanciato una campagna di raid a sostegno del regime di Damasco. Il Cremlino ha pero’ smentito di aver mai ricevuto una simile offerta e il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, citato dalle agenzie russe, ha definito la notizia una “bufala”. L’Arabia Saudita, che fa parte della coalizione internazionale guidata dagli Usa contro l’Isis, e’ in prima linea nell’osteggiare il regime di Assad e spinge per la sua uscita di scena anche per sottrarre un alleato alla grande potenza rivale nella regione, l’Iran.

