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Siti sessiti e foto intime rubate, l'amministratore è un italiano. L'appello del Garante della privacy: "Segnalateci i casi"
Svolta nelle indagini: i server sono all’estero, ma l’amministratore del portale pornografico "Phica" è italiano, così come il suo entourage

Siti sessisti e foto intimi rubate, nel caso sono coinvolte anche diverse figure istituzionali
I server sono all’estero, ma l’amministratore del portale pornografico "Phica" è italiano, così come il suo entourage. È questa una delle prime rilevanti scoperte delle indagini in corso sulle foto di donne, tra cui anche personalità delle istituzioni, sottratte illegalmente dalla rete e pubblicate senza consenso su siti come Phica.eu, Phica.net, Comeup e altri ancora. Lo scrive il Corriere della Sera.
Secondo il quotidiano, la polizia postale è in procinto di trasmettere una prima informativa alla Procura di Roma. Si tratta di una svolta importante nelle indagini, che potrebbe portare all’apertura di un fascicolo d’inchiesta nella Capitale, dove, anche in virtù del coinvolgimento di figure istituzionali, potrebbero confluire tutte le denunce. Intanto, altri uffici giudiziari sul territorio nazionale si sono già attivati sulla base delle prime denunce presentate da donne vittime della pubblicazione abusiva delle loro immagini, spesso accompagnate da insulti e commenti degradanti da parte degli utenti.
Sul caso è intervenuto anche il Garante della privacy, con un appello diretto alle vittime e ai cittadini: “L'Autorità è da tempo in prima linea su questo fronte: possiamo muoverci sia d'ufficio, come avevamo fatto avviando una prima istruttoria su ‘Mia Moglie’ e ‘Phica.eu’, poi di fatto superata dalla chiusura dei portali, sia su segnalazione delle persone coinvolte”, ha dichiarato all'Ansa la vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni. “Suggerisco di fare sempre il reclamo al Garante Privacy, che ha poteri di intervento immediati, e di segnalare i casi. Siamo di fronte a fatti gravissimi, che mettono in gioco la dignità, la corretta rappresentazione e la reputazione delle persone, coinvolgendo dati sensibili come quelli relativi alla sfera intima”, ha concluso Cerrina Feroni.