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Cronache
staminale

La commissione Affari sociali della Camera ha dato il via libera alla sperimentazione di terapie avanzate a base di cellule staminali mesenchimali, quelle usate con il metodo Stamina, promossa dal ministero della Salute avvalendosi di Aifa, Iss e Cnt. L'unico paletto posto dall'emendamento è la sicurezza dei pazienti.

Il testo, che arriverà in aula venerdì, non sembra destinato a placare le polemiche tra istituzioni e comunità scientifica da un lato e Stamina foundation con le famiglie dei malati dall'altro. Anche perché, tra le altre cose, assegna all'Istituto superiore di sanità ed all'Aifa la valutazione finale sulle sperimentazioni. Nell'emendamento si legge che "il ministero della Salute avvalendosi dell'Aifa e del Cnt, promuove lo svolgimento di una sperimentazione clinica, coordinata dall'Iss, condotta anche in deroga alla normativa vigente", ma "a condizione che i medicinali, per quanto attiene la sicurezza del paziente, siano preparati in conformità alle linee guida" del regolamento europeo 1394 del 2007.

Il testo votato stanzia tre milioni di euro, vincolati nel Fondo sanitario nazionale, per la sperimentazione delle terapie avanzate con cellule staminali mesenchimali e istituisce un osservatorio per il monitoraggio con esperti e associazioni dei pazienti. La sperimentazione è autorizzata a partire dal 1 luglio per 18 mesi, mentre per garantire "la ripetibilità delle terapie, le modalità di preparazione" dovranno essere rese disponibili ad Aifa e Iss. "Abbiamo voluto consentire la possibilità di fare una sperimentazione clinica con le staminali, e in questo caso a Stamina Foundation - ha detto Pierpaolo Vargiu, presidente della commissione - , ma con un unico paletto: ciò che somministrano non deve essere nocivo ai pazienti. Dal mio punto di vista è andata bene perché avevamo di fronte un tema delicato, complesso, che colpisce tutte le sensibilità. Bisognava da un lato stare attenti a ciò che ci ha detto il mondo scientifico e dall'altra avere un'attenzione ancora più alta per l'esigenza di fare sperimentazione".

LA POLEMICA - "Il protocollo terapeutico a base di cellule staminali inventato da Davide Vannoni e' "un metodo 'mediatico', non scientifico. Non c'e' un razionale, non ci sono prove, non ci sono verifiche". E' quanto sottolineato dal direttore del laboratorio sulle cellule staminali dell'Universita' di Milano, Elena Cattaneo che, intervenuta a 'Il Maratoneta' su Radio Radicale spiega: "sul portale dell'Ufficio Brevetti americano si trova la richiesta presentata da Stamina. Il testo e' grossolano e superficiale e contiene una serie di frasi copiate da wikypedia. L'Ufficio brevetti americano ha esaminato il testo e la sua risposta e' stata un rifiuto preliminare in quanto non e' stato individuato nulla che potesse essere qualificato come metodo".

Dietro al protocollo Stamina, il metodo terapeutico a base di cellule staminali inventato da Davide Vannoni, ci sono "gli interessi delle multinazionali e delle aziende". L'allerta arriva da Paolo Bianco, ordinario di Anatomia Patologica nell'Universita' di Roma La Sapienza e ospite a 'Il marotoneta', su radio Radicale. "La pressione per deregolamentare il mercato dei farmaci e' potentissima nell'ambito dei farmaci convenzionali e lo e' ancora di piu' nell'ambito di quelli a base cellulare - sottolinea l'esperto - Perfino nel caso Stamina ci sono state pressioni indirette di natura lobbistica su governi di mezzo mondo per indurli a facilitare la commercializzazione saltando la fase II e III".

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