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Cronache
Stay Behind Gladio, presidente Vittone:“Basta bugie su di noi, ecco la verità”

Su codesta ingarbugliata faccenda si espresse (a suo tempo) il COPACO (comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti), il Tribunale dei Ministri e l’avvocatura generale dello stato. Dopo il primo NASCO di Ausirina e l’autobomba di Peteano indagarono diverse procure della Penisola, Trieste, Venezia e quella militare di Padova, per tredici anni ci si dedicò la “Commissioni parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi”, meglio nota come “Commissione Stragi” presieduta prima da Libero Gualtieri e poi da Giovanni Pellegrino, Giulio Andreotti – invece - presentò un’accurata relazione governativa definendola “Una struttura di informazione risposta e salvaguardia”.

Se ne occuparono a vario titolo i magistrati Felice Casson, Carlo Mastelloni e Guido Salvini, ma anche l’ “Antimafia” di Violante e la “Moro” di Fioroni, nonché giornalisti, storici e importanti tabloid nazionali. In sede giudiziaria, i principali vertici militari che la guidarono vennero portati a processo per oltre tre lustri: l’ammiraglio Fulvio Martini (già Capo del Sismi), Il Generale Paolo Inzerilli (comandante della 7^ divisione e Gladio dal 1974 al 1986) e il Capitano di Vascello Gianantonio Invernizzi, successore di Inzerilli. La miriade di udienze presso l’aula bunker di Rebibbia si concluse in II^ Corte d’Assise di Roma con l’assoluzione di tutti, il 3 luglio 2001, dalle imputazioni ascrittegli “perché il fatto non sussiste” e “per non aver commesso il fatto”. Da menzionare inoltre che, tra gli appartenenti “civili” nessuno è stato mai coinvolto in fatti penalmente rilevanti. Nel corso dei decenni molti esponenti del panorama politico e/o saggistico si sino espressi talvolta con vedute discordanti.

Per Indro Montanelli (ad esempio) “Gladio divenne un’arma preziosa per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dallo sfascio della ideologia e dei partiti comunisti, e per avvalorare la tesi che l’Italia fosse vissuta in una falsa democrazia”, e Cossiga gli fece eco con “E mi sono immediatamente sbracciato per garantire che era una cosa perfettamente lecita, anzi doverosa, e senza doppi fondi, esponendomi in prima persona”. L’autorevole scrittore Giovanni Fasanella e l’ex presidente della “Stragi” Giovanni Pellegrino hanno ribadito (in prefazione su “La Vittoria del Gladiatori”) che “alla luce de­gli avvenimenti successivi, in molti è rimasta la sensazione che la rivelazione della Gladio fosse il classico “osso gettato in pasto al cane”, un diversivo, per non parlare di un vero e proprio depistaggio, per distrarre l’attenzione da qualcos’al­tro. La magistratura e la sinistra lo azzannarono fameliche, per poi accorgersi che intorno all’osso non c’era neppure un grammo di polpa”. Ed ancora: “La storia della Gladio, insomma, è la storia di una poten­zialità che non è mai diventata attuale. Perché la rete era stata concepita e organizzata in funzione del pericolo di un’invasione da Est. E si sarebbe attivata soltan­to in quel caso”.

Alla luce di ciò, oggi tenteremo di fare un pochino di chiarezza con il neo Presidente eletto, il 12 maggio 2021, dell’associazione, il Dott. Omar Vittone, esperto di sicurezza e geopolitica, consulente di diverse società all’estero, già Console Onorario in Qatar e Delegato per gli Affari Internazionali dell'Agenzia per lo Sviluppo Economico - Camera di Commercio, collaboratore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Presidente/CEO della SITRASB S.p.A., società concessionaria del Traforo del Gran San Bernardo.  

Dott. Vittone, si aspettava questa nomina? Quale è stata la prima reazione?                                                    

Assolutamente non me laspettavo, mi ha stupito nonché onorato. Anche qui gli ex appartenenti alla Stay Behind hanno dimostrato la tenacia che li caratterizza nel perseverare lungo la retta via della verità e dello spirito democratico. Giustizia e coraggio sono endiadi del nostro valore che noi ritroviamo appieno nelle parole di Giovanni Falcone quando diceva che gli uomini passano ma le idee restano ….. restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.

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Per i profani, ci spiega esattamente cos’è la vostra Associazione e di cosa si occupa?

La nostra Associazione esiste perché nel 1994 degli uomini liberi e onesti, abbandonati dallo Stato, hanno seguito la via più democratica possibile, e ciò costituire in maniera trasparente e chiara un soggetto che potesse rappresentarli affinché la verità venisse a galla. Sono passati 30 anni e ancora non abbiamo ottenuto il rispetto dovuto da uno Stato serio e che si comporti in maniera onorevole …. Ma non demordiamo, crediamo nelle istituzioni e negli uomini e donne di buona volontà, in una Repubblica che abbia il coraggio di avere delle radici solide nel passato e proiettata verso il futuro.

Negli ultimi 30 anni non pensa ci sia stata (dal vostro punto di vista)  un po’ di disinformazione sull’argomento? Eppure in merito a Gladio due illustri esperti quali Aldo Giannulli e il Giudice Guido Salvini sono stati molto eloquenti. Per Giannulli e Salvini Gladio non ha mai avuto nulla a che fare con quanto detto, scritto e riscritto da molti accusatori. Quindi stragi, Via Fani, Omicidio Mattarella, Loggia P2, Mafia e quant'altro. Ci dica la sua.

Aldo Giannulli, Guido Salvini e molte altri come loro di rilievo nel panorama internazionale hanno dimostrato di essere persone serie, democratiche e orientate alla ricerca della verità e della giustizia. Le valutazioni vanno fatte studiando documenti, fonti qualificate, analizzando il tutto con tanta onestà intellettuale.

Se si vuole creare scandalo, inventare teoremi e supposizioni che deviano dalla verità e dalla giustizia, non si fa un servizio al paese e alla democrazia.

Purtroppo vi sono state molte persone in mala fede che per autopromuoversi e crearsi un piedistallo sociale dal quale emergere e farsi notare, hanno lanciato idee e supposizioni fantasiose e non aderenti alla realtà dei fatti.

Gladio = 622 civili e i comandanti militari del Sismi. Che rapporti ci sono stati con i vostri superiori con le stellette? Faccio alcuni nomi; Martini, Inzerilli, Invernizzi. Ci vuole menzionare qualcuno di essi a cui la lega un ricordo e/o un aneddoto particolare?

I rapporti con i superiori sono sempre stati improntati alla massima lealtà e nel rispetto dei ruoli.

L'ammiraglio Martini credo sia stato uno tra i migliori Direttori della nostra Intelligence. Lo dimostra la lettera inviata nel gennaio del 1991 nella sua qualità di Direttore del SISMI ove ringrazia per il servizio prestato. Chiaro esempio di onestà intellettuale, possedeva autorevolezza, carisma, ed era un leader ed un trascinatore.

Il Generale Paolo Inzerilli insieme al Presidente Cossiga è stato al fianco dell'Associazione lottando come un leone e soffrendo per tutte le maldicenze calunniose e le falsità dette in decenni di attacchi vergognosi e scellerati a chi aveva servito con spirito democratico e leale lItalia.

L'Ammiraglio Gian Antonio Invernizzi non da meno ha subito le stesse pressioni e le stesse calunnie mantenendo sempre un profilo coerente e onorabile che si addice ad un Ufficiale di Marina.

Dott. Vittone. Ora lei ha un impegno importante da affrontare. Riformare lassociazione (pressoché sconosciuta – o quasi - fin qui) e dedicarsi anima e corpo alla VERITAdei fatti. Dare un senso alla storia, ma quella reale e non distorta dai media. Compito arduo? 

Molto arduo. Purtroppo in questi anni ho visto una progressiva riduzione degli spazi democratici in Italia. In un vero sistema democratico i giornalisti dovrebbero controllare quello che fanno i politici, i magistrati, le forze di polizia. Il giornalista dovrebbe essere una sentinella dotata di onestà intellettuale, equilibrio ed obiettività. Ma se alcuni giornalisti si trasformano da agenti di controllo in comunicatori, allora abbiamo un problema serio. Il rischio è di trovarsi in una propaganda martellante di un pensiero unico che segue gli interessi di pochi a scapito della collettività.

Nel panorama politico confido molto in Enrico Letta e Giorgia Meloni, due persone molto attente agli interessi nazionali e oneste intellettualmente. Sono certo che sapranno ascoltare ed agire con senso dello stato e libertà di pensiero. Io di natura sono onesto e sincero, propendo più per costruire ponti che muri e questo ci accomuna.

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Ci dettaglia con dovizia di particolari il ruolo dei Gladiatori in epoca di Guerra Fredda? In poche parole, chi eravate?

Innanzi tutto gli appartenenti alla Stay Behind italiana sono tutti uomini normali dotati di valori sani e dediti all'amore incondizionato per il Nostro Paese e per la Democrazia. Per descrivere in maniera esaustiva il ruolo degli appartenenti alla struttura militare speciale denominata STAY BEHIND (e non come chi vuole traviare la realtà e cerca di fare disinformazione chiamando STAY BEHIND PARAMILITARE”), occorre inquadrare storicamente la posizione dell'Italia nel panorama internazionale. Il nostro paese era appena uscito dalla seconda guerra mondiale e il nuovo governo che si formò dopo le elezioni democratiche del 1948 dovette prendere atto che l'Europa era ormai divisa in due sfere di influenza contrapposte e che la sicurezza di un paese dipendeva dallappartenenza alluno a allaltro schieramento. Infatti il 4 aprile 1949 Italia sottoscrisse il Trattato del Nord Atlantico, che affrontò la sua prima crisi a seguito dell'invasione della Corea meridionale e di una possibile analoga iniziativa in Europa da parte sovietica. La conseguente "strategia avanzata" adottata dall'Alleanza, che esigeva il potenziamento militare di ciascun membro, portò alla conseguente creazione in armonia con quanto richiesto a tutti gli altri paesi democratici, della Struttura Militare Speciale STAY BEHIND. Ritengo inutile dover riportare tutti i compiti assegnati e le funzioni che sono state ampiamente riportate da libri specifici e articoli di giornali e riviste ben documentate, ma una cosa ci tengo a rimarcarla e cioè che tutti questi uomini valorosi avrebbero dovuto ingaggiare una guerra asimmetrica per liberare l'Italia da un invasore antidemocratico e totalitario che avrebbe privato tutti noi della libertà propagandando unideologia di stato.

Presidente. Perché quell'attacco degli anni Novanta e perché si è voluto dare in pasto lorganizzazione Gladio ai media? A suo avviso c’è stato un disegno? Cossiga ha tentato in tutti i modi di difendervi ma la bufera non ha lasciato scampo. Ci può dire a chi davate fastidio e perché?

Mi lasci inquadrare il momento storico. Era il 24 ottobre 1990 quando l'allora presidente del consiglio Giulio Andreotti parlando alla camera dei deputati ammise l'esistenza in Italia di una struttura militare segreta denominata Gladio. Eravamo a ridosso del semestre bianco e delle conseguenti elezioni Presidenziali.

Andreotti puntava ad essere eletto Presidente delle Repubblica e aveva già iniziato le grandi manovre al fine di avere nel parlamento in seduta comune il minimo di 508 voti per poter raggiungere il suo obiettivo. Ma per farlo necessitava di una convergenza delle forze dell'arco parlamentare e sicuramente dare in pasto pubblicamente una struttura come la rete Stay Behind e i 622 nomi degli appartamenti esterni gli avrebbe permesso di raccogliere simpatie allinterno dell'ex Partito Comunista Italiano che si stava dividendo tra Partito Democratico della Sinistra e Rifondazione Comunista.

La corsa al Quirinale del 1992 è stata influenzata pesantemente dalla candidatura sotterranea di Giulio Andreotti, infatti la sua corrente non si è mai esposta a votarlo direttamente, preferendo l'esercizio di un lavoro d'interdizione, in particolare sulla candidatura Forlani, membro del suo stesso partito. Ma il 23 maggio, arrivò la notizia della strage di Capaci con l'assassinio di Giovanni Falcone e della sua scorta, per cui divenne impraticabile l'emersione della sua candidatura che era stata costruita a tavolino dopo l'affossamento di tutte le altre, per i fatti ad oggi conclamati palesemente in sede giudiziaria.

Tuttavia sulla base centro Scorpione di Trapani non c’è ancora molta chiarezza. Ci può dire qualcosa in proposito?

Su questa domanda solo il Presidente del Consiglio dei Ministri in carica è titolato a dare la risposta più esauriente e completa attingendo a quanto gli verrà comunicato dai nostri Servizi di Intelligence.

Se non vi sono atti, documenti, notizie, attività, cose e luoghi la cui conoscenza non autorizzata può danneggiare gravemente gli interessi fondamentali dello Stato, credo che il Presidente Draghi non abbia difficoltà ad argomentare in tal senso.

Covid-19, come ha vissuto questultimo tragico anno? E quale è il suo personale punto di vista?

Ricordo benissimo l'inizio di questo flagello. Ero in Medio Oriente e mi apprestavo a ritornare in Italia. Ho vissuto con sgomento l'evolversi della situazione e ho perso dei cari amici. Mi ha impressionato come siamo stati impreparati a reagire e come nel mondo ogni nazione si sia mossa in maniera improvvisata e approssimativa.

Io sono nato e cresciuto all'interno di un Dispensario in Valle d'Aosta che è stato dismesso decenni fa. Nell'Europa continentale i dispensari avevano il compito di preservare l'igiene pubblica, soprattutto in senso preventivo e vennero istituiti col finanziamento di istituzioni pubbliche con la diffusione delle idee della rivoluzione francese avvenuta attraverso gli eserciti di Bonaparte. Peccato aver perso questi presidi che credo debbano essere ripristinati. La mia filosofia di vita è “Always hope for the best, but prepare for the worst”.

Moro. Parliamo un attimo di Moro. Siete stati tirati in ballo praticamente sempre. O per un verso o per laltro. Vogliamo scrivere finalmente la parola fine su questa storia, oppure – secondo lei – continueranno allinfinito? 

Qui rientriamo in quello che le ho già rappresentato precedentemente. Purtroppo persone in cerca di visibilità che enunciano strambe teorie e falsi complotti ce ne sono molte. Se poi aggiungiamo la mala fede di qualche pseudo giornalista che alimenta le notizia false e tendenziose solo per vendere più copie di un giornale o aumentare le visualizzazioni dei suoi articoli online, non vi è rimedio. Viviamo in un sistema squilibrato dove per esempio un parlamentare, nascondendosi dietro ad un atto di sindacato ispettivo e alla relativa immunità, enuncia teoremi complottisti che vengono ripresi e amplificati dai mezzi di comunicazione di massa. Questa sequenza riesce a mettere in moto una macchina del fango devastante difficile da disinnescare.

Siamo in conclusione. Vuole ringraziare qualcuno? Non so, qualche suo ex collega, qualche ex comandante, qualche amico con cui collabora tuttora, lex Presidente della Repubblica Cossiga, etc. etc. etc… 

Il mio pensiero va al primo Presidente della Nostra Associazione, partigiano e appartenente alla Stay Behind Giorgio Brusin Sandro” che dalla lettura del suo libro di memorie Nella bufera” e le lunghe chiacchierate, mi ha fatto capire profondamente i sacrifici fatti per vivere in un paese libero e democratico.

Non posso dimenticare la Medaglia dOro al Valore Militare Paola Del Din che con il suo esempio ha testimoniato cosa vuole dire assolvere i compiti affidati dimostrando concretamente cosa sia lo spirito di sacrificio e la dedizione alla causa della LIBERTÀ.

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