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Cronache

Salutata dalle sirene dei traghetti e' entrata nel porto di Palermo la prima delle due "navi della legalita'" che per iniziativa della Fondazione Falcone e del Miur hanno trasportato 2.600 studenti di tutta Italia nel giorno del ventunesimo anniversario della strage di Capace. E' quella battezzata "Giovanni", in memoria di Falcone, del quale espone a poppa una gigantografia. E' salpata da Civitavecchia e a bordo con i giovani c'e', tra gli altri, il presidente del Senato Pietro Grasso. La "Paolo", in memoria di Borsellino, e' partita da Napoli.

"Nonostante il mare mosso siamo riusciti ad arrivare. E' la prima volta come presidente del Senato ma l'emozione e' sempre la stessa, vedere tanti giovani qua e' veramente una grande emozione". Lo ha detto il presidente dela Senato Pietro Grasso sbarcando da una delle due "navi della legalita'", giunte a Palermo con 1.600 studenti nel giorno del ventunesimo anniversario della strage di Capaci. Al suo fianco il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza. "Per me' e' la prima volta ed e' una grande emozione. E' bellissimo", ha affermato il ministro.

"Le indagini sono in corso, i processi si devono fare, alcuni sono gia' stati fatti. Dobbiamo continuare sempre nella ricerca della verita'". Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso al suo arrivo a Palermo nel ventunesimo anniversario della strage di Capaci, rispondendo ai giornalisti sulla presunta trattativa Stato-mafia, in vista del processo che si aprira' lunedi' in Corte di assise. "Verita' e giustizia sono valori fondamentali a cui ci hanno educato Giovanni e Paolo", ha aggiunto Grasso.

 "Oggi delle idee di Falcone restano non chiacchiere, non parole ma norme, leggi e atti dello Stato pubblicati in Gazzetta ufficiale che hanno dato straordinari risultati". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, intervistato a "Unomattina" su Raiuno. Il magistrato, ha spiegato il ministro, "ebbe l'intuizione fondamentale che per aggredire realmente i mafiosi devi aggredire i loro soldi, devi seguire la scia dei loro soldi. Il mafioso e' un imprenditore criminale che ama il potere e nel rischio di impresa mette in conto il rischio di perdere la liberta' ma non quello di perdere i soldi, il 'cuore' del suo affare, da lasciare ai figli e ai nipoti. Il potere si sostanzia nel denaro, nelle ville, nelle aziende: aggredendo i patrimoni mafiosi togliamo la linfa vitale all'impresa criminale".

Dopo le strgai di mafia "le indagini e gli interventi della Magistratura e delle Forze dell'ordine consentirono di contrastare con ancora maggiore efficacia vecchie e nuove forme di penetrazione e aggressione criminale. L'impegno prosegue instancabilmente con rinnovati successi e vede unite le forze politiche e sociali". Lo ribadisce il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un passaggio del messaggio inviato alla professoressa Maria Falcone, presidente della Fondazione 'Giovanni e Francesca Falcone', in occasione del 21esimo anniversario della strage di Capaci. "Le immagini dello spietato agguato restano indelebili nella memoria degli italiani, rinnovando l'angoscia di quel giorno e il ricordo commosso del sacrificio di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e degli agenti Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, addetti alla loro tutela. L'attentato, replicato a distanza di poco piu' di un mese da quello in cui persero la vita Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, rappresento' uno dei momenti di massima violenza eversiva dell'attacco della mafia allo Stato", ricorda ancora il Capo dello Stato.

Napolitano sottolinea che all'epoca "l'Italia fu ferocemente colpita nelle persone di suoi servitori eccezionali, di grandi magistrati, di autentici eroi che sacrificarono la loro vita a difesa della legalita' e della democrazia. La battaglia e l'esempio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino diedero i loro frutti". Altrettanto, aggiunge, "e l'ho ricordato un anno fa a Palermo, prosegue l'impegno di perpetuare nel ricordo riconoscente i percorsi umani e professionali di coloro che sono caduti vittima del brutale attacco delle mafie. In questo contesto la mobilitazione di coscienze e di energie, promossa dalla Fondazione nel nome di Giovanni e Francesca Falcone e testimoniata dagli studenti che arrivano a Palermo a bordo delle navi della legalita', costituisce un contributo prezioso, divenuto ormai insostituibile, per la diffusione della cultura della legalita' tra le generazioni piu' giovani". "Ai partecipanti al convegno e ai ragazzi, il cui entusiasmo suscita speranza e fiducia, vanno - conclude il Capo dello Stato - il mio affettuoso saluto e il piu' fervido augurio di buon lavoro. A lei, cara presidente e a tutti i famigliari, i sentimenti di gratitudine e di solidarieta' del Paese".

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