Una supercella temporalesca è un temporale organizzato e di lunga durata, alimentato da una corrente ascensionale rotante chiamata mesociclone. Può generare grandine di grandi dimensioni, raffiche molto forti, piogge torrenziali e, in alcuni casi, tornado.
Come nasce una supercella temporalesca
Ogni temporale ha bisogno di tre elementi. Servono umidità, aria instabile e un meccanismo capace di sollevare l’aria calda dal suolo. Il sollevamento può essere prodotto da un fronte, dalle montagne o dalla convergenza tra masse d’aria differenti. Quando il vapore condensa, libera calore e alimenta ulteriormente la salita della nube.
La supercella richiede anche un marcato cambiamento del vento tra i bassi strati e le quote più elevate. Questo fenomeno, chiamato wind shear, può riguardare sia la velocità sia la direzione delle correnti.
Il vento trasforma inizialmente la rotazione orizzontale dell’aria in un movimento verticale. La corrente ascensionale del temporale inclina e rafforza questa rotazione, fino alla formazione del mesociclone.
La supercella temporalesca non è un tornado. È una vasta area rotante all’interno della nube, con dimensioni che possono raggiungere diversi chilometri. La rotazione viene individuata soprattutto attraverso il radar Doppler.
La corrente ascensionale inclinata permette alla pioggia e alla grandine di cadere lontano dalla zona in cui l’aria calda continua a salire. Un temporale ordinario spesso si indebolisce quando le precipitazioni trascinano verso il basso aria fredda e interrompono l’alimentazione. Nella supercella, le due correnti restano più separate e la struttura può sopravvivere per ore. Da qui nascono quindi temporali estivi sempre più volenti.
Supercella temporalesca: perché può produrre grandine molto grande
La corrente ascensionale di una supercella può mantenere in quota chicchi di ghiaccio già formati. Durante la permanenza nella nube, questi raccolgono goccioline sopraffuse, cioè acqua liquida presente a temperature inferiori a zero.
Il ghiaccio aumenta di volume attraverso successivi passaggi nelle aree della nube ricche di acqua. Il chicco cade quando diventa troppo pesante per essere sostenuto dalla corrente ascensionale.
Le supercelle possono quindi produrre grandine più grande rispetto ai temporali meno organizzati. I chicchi, spinti dal vento, possono rompere vetri, tegole e pannelli solari, ammaccare automobili e ferire chi si trova all’aperto. Qui le informazioni su quando è possibile ottenere un rimborso per i danni.
Le raffiche discendenti rappresentano un altro pericolo. L’aria raffreddata dalle precipitazioni precipita verso il terreno e si espande in orizzontale. Gli alberi possono essere abbattuti e le coperture leggere sollevate anche in assenza di un tornado.
Quando una supercella temporalesca può generare un tornado
Non tutte le supercelle producono tornado. Il rischio aumenta quando la rotazione viene concentrata vicino al suolo e interagisce con le correnti fredde in uscita dal temporale.
Una base nuvolosa abbassata e rotante, chiamata wall cloud, può comparire sotto la zona principale della corrente ascensionale. La sua presenza non dimostra che un tornado si sia formato, ma viene osservata con attenzione perché può precederne lo sviluppo.
La supercella resta pericolosa anche senza tornado. La combinazione di grandine, pioggia intensa e vento (con fenomeni come il downburst) può colpire aree diverse lungo il percorso della nube.
Durante un’allerta per temporali forti conviene raggiungere un edificio chiuso, stare lontani dalle finestre e non ripararsi sotto alberi isolati. Sottopassi, cantine e strade depresse possono allagarsi in pochi minuti se la cella resta ferma o passa ripetutamente sulla stessa zona.

