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Cronache
Renzi contro Travaglio: il giornalista condannato a risarcire 95mila euro

"Una notizia personale" scrive Matteo Renzi sulla sua pagina facebook. "Oggi è arrivata la prima decisione su una (lunga) serie di azioni civili intentate da mio padre, Tiziano Renzi, nei confronti di Marco Travaglio e del Fatto Quotidiano. La prima di oggi vede la condanna del direttore Travaglio, di una sua giornalista e della società editoriale per una cifra di 95.000€ (Novantacinquemila). Niente potrà ripagare l'enorme mole di fango buttata addosso alla mia famiglia, a mio padre, alla sua salute. Una campagna di odio senza precedenti. Ma qualcuno inizia a pagare almeno i danni. Volevo condividerlo con voi. Buona giornata, amici".

Questo il messaggio diffuso dall'ex segretario del Pd ed ex Presidente del Consiglio, che si riferisce alla vicenda Chil Post e Mail Service Srl, e all'accusa di bancarotta fraudolenta (accusa poi decaduta per via dell'archiviazione dell'indagine da parte del Gip di Genova Roberta Bossi) che pesava sul capo di Tiziano Renzi e della moglie Laura Bovoli (genitori del senatore dem), alle quali il FQ dedicò diversi articoli e approfondimenti. 

Da segnalare che i Renzi hanno fatto causa a Marco Travaglio anche per le sue dichiarazioni inerenti al caso Consip, ancora in piedi, mentre il direttore del Fatto Quotidiano ha querelato l'ex segretario Pd per aver definito, quale ospite a Otto e mezzo da Lilli Gruber, il suo giornale "Falso Quotidiano". 

Il FQ, si apprende dalla sentenza, è stato assolto per i quattro articoli d'inchiesta, ma condannato per il titolo e due commenti. Leggiamo sul Fatto Quotidiano: "Il padre dell’ex premier, a leggere la sentenza del giudice Lucia Schiaretti, è stato diffamato da due commenti del direttore Marco Travaglio (60mila euro) e da un titolo di un articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano e da ilfattoquotidiano.it agli inizi di gennaio 2016".

E ancora: "Nell’annunciare la notizia via social, l’ex segretario del Pd ha parlato di “enorme mole di fango buttata addosso alla mia famiglia, a mio padre, alla sua salute. Una campagna di odio senza precedenti”. Ciò che Matteo Renzi omette è che sul contenuto dei quattro articoli contestati, il giudice ha assolto il Fatto Quotidiano. Nella richiesta di risarcimento danni per 300mila euro, infatti, Tiziano Renzi aveva definito le nostre inchieste giornalistiche una campagna di stampa contro di lui. Secondo la sentenza, però, i fatti riportati sono veri e di interesse pubblico, quindi non diffamatori. Gli interessi, i legami imprenditoriali e i movimenti di Tiziano Renzi nel mondo degli outlet del lusso erano e restano un fatto conclamato".

Il FQ aggiunge anche un punto chiave nella sentenza del giudice Schiaretti, ovvero: “In linea generale può senz’altro ritenersi che le attività economiche e politiche (quale esponente locale del Pd) del padre del Presidente del Consiglio in carica possano rivestire un pubblico interesse”.

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