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Tupac Shakur, chi è Duane “Keffe D” Davis e perché è stato condannato dopo 30 anni per l’omicidio del rapper

Duane “Keffe D” Davis riconosciuto colpevole dell’omicidio di Tupac Shakur. La sentenza attesa il 13 ottobre

Tupac Shakur, chi è Duane “Keffe D” Davis e perché è stato condannato dopo 30 anni per l’omicidio del rapper

Duane “Keffe D” Davis è stato riconosciuto colpevole dell’omicidio di Tupac Shakur quasi trent’anni dopo la sparatoria di Las Vegas. Per l’accusa organizzò l’agguato e procurò l’arma, anche se non fu lui a premere il grilletto.

La giuria della contea di Clark, in Nevada, ha emesso il verdetto il 31 agosto dopo circa tre ore di camera di consiglio. Davis rischia l’ergastolo. La sentenza è prevista per il 13 ottobre e l’imputato ha già annunciato l’intenzione di presentare ricorso.

Tupac morte: chi è Duane “Keffe D” Davis

Davis è stato per anni una figura conosciuta negli ambienti delle gang di Compton, nell’area di Los Angeles. Secondo l’accusa era un esponente di vertice dei South Side Compton Crips.

Il suo nome circolava da tempo nelle indagini sulla morte di Tupac Shakur, ma per decenni non erano emersi elementi sufficienti per portarlo a processo.

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La svolta è arrivata anche attraverso le stesse parole di Davis. Negli anni ha parlato più volte della notte dell’omicidio durante interviste, conversazioni con investigatori e documentari. Nel 2019 ha pubblicato il libro di memorie “Compton Street Legend“, nel quale aveva raccontato il proprio coinvolgimento negli eventi che precedettero la sparatoria.

Quelle dichiarazioni sono diventate una parte rilevante della ricostruzione dell’accusa. Reuters riferisce che i pubblici ministeri hanno utilizzato le parole pronunciate da Davis negli anni per sostenere che fosse stato lui a organizzare l’azione.

La difesa ha contestato questa lettura, sostenendo che i racconti fossero stati gonfiati o inventati per attirare attenzione e ottenere guadagni economici.

Tupac morte: perché è stato dichiarato colpevole senza aver sparato

Tupac Shakur venne colpito la sera del 7 settembre 1996 mentre viaggiava su una BMW guidata da Marion “Suge” Knight dopo aver assistito a un incontro di Mike Tyson all’MGM Grand di Las Vegas.

Poche ore prima Shakur e alcuni uomini del suo entourage avevano aggredito Orlando Anderson, nipote di Davis e affiliato ai South Side Compton Crips.

Secondo i procuratori, Davis reagì organizzando una spedizione di vendetta. L’accusa ha sostenuto che procurò una pistola calibro 40 e contribuì a coordinare il gruppo che raggiunse l’auto di Shakur a bordo di una Cadillac bianca.

Davis non è stato indicato come l’uomo che materialmente sparò. La legge del Nevada consente però di contestare l’omicidio anche a chi partecipa alla pianificazione e all’esecuzione dell’azione criminale. Shakur morì il 13 settembre 1996, sei giorni dopo essere stato colpito.

La giuria ha ritenuto sufficienti gli elementi presentati dall’accusa e ha dichiarato Davis colpevole di omicidio di primo grado con arma letale. Davis rischia ora una pena che può arrivare all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale.

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