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Una bomba a mano in salotto a Reggio Emilia. Calabrese armato arrestato

Muratore calabrese incensurato arrestato a Reggio Emilia per un arsenale da guerra e una bomba. Quando si parla di calabresi a Reggio Emilia…

Una bomba a mano in salotto a Reggio Emilia. Calabrese armato arrestato
bomba a mano in salotto

C’era un cinese in coma? A Roma. Ve la ricordate la barzelletta!? E quella del calabrese con un arsenale da guerra in soggiorno a Reggio Emilia? Quella la conoscete? Beh non è proprio una barzelletta oppure lo è se pensiamo a quanto conosciamo l’Italia e a come è cambiata sotto i nostri occhi senza che venisse raccontata dai grandi media, gli unici mezzi di informazione che arrivano alla grande massa.

Sabato scorso, gli agenti della Questura di Reggio Emilia hanno tratto in arresto un muratore calabrese incensurato di 55 anni per detenzione abusiva di armi, detenzione di armi da guerra e detenzione di armi clandestine, oltre ad essere stato denunciato per ricettazione di una pistola rubata (a Modena) e per il possesso di segni distintivi contraffatti (una paletta dei vigili urbani di Sassuolo). 

 

L’uomo deteneva in salotto una bomba a mano con ben 71 grammi di tritolo funzionanti. Un’arma da guerra in salotto non è male e non è da tutti. La bomba era priva del detonatore, tenuto a parte, all’interno di un marsupio nero con altri pezzi, ma sarebbe bastato togliere la spoletta e inserire il detonatore sul fondo per farla scoppiare (di fabbricazione inglese datata 1942). Gli agenti hanno poi trovato una pistola Beretta con il colpo in canna e 3 proiettili calibro 6,35; un fucile da caccia modificato e clandestino, considerato anche questo arma da guerra, con inseriti dei pezzi di altre armi, tra i quali un avvitatore senza matricola e 24 munizioni calibro 8,57. Le armi sono state descritte dagli esperti della Questura come perfettamente funzionanti, ben oliate, oggetto di costante manutenzione e perfettamente funzionanti, come se il proprietario o altri le tenessero pronte all’uso e se ne prendessero cura. L’intero materiale sequestrato sarà oggetto ora delle analisi balistiche della Polizia Scientifica, che potrà fornire elementi preziosi e in particolare chiarire se qualcuno le abbia usate di recente per sparare.

 

Il caso è venuto alla luce solo perché il figlio del muratore, un 29enne, durante una lite familiare ha cominciato a temere per la propria incolumità ed ha chiamato la Questura. Il padre, avrebbe riferito il figlio, dopo una lite domestica legata al fatto che il giovane non andava d’accordo con la seconda moglie gli avrebbe detto: “Ti faccio assaggiare le mie armi”. L’uomo risulta incensurato nato a Melbourne in Australia e residente a Reggio Emilia fin da tenera età, con la famiglia mai implicata in reati. A suo carico risultano solo due episodi, del 1994 e del 2004, per questioni legate allo spaccio di droga. Inizialmente il caso pareva una semplice lite poi la rivelazione.

 

La pistola Beretta calibro 6,35 risulterebbe rubata durante un furto in un’abitazione a Modena nel 2018 ma quel calabro così piccolo e raro è ritenuto dagli esperti in grado di perforare i giubbotti antiproiettile. 

 

Dopo l’inchiesta Aemilia, la scoperta della ‘ndrangheta a Reggio Emilia dove in realtà è presente da più di 40 anni, i fari in zona sono sempre accesi quando si parla di calabresi e di armi.Gli agenti hanno setacciato l’abitazione trovando anche due fondine, incompatibili con le armi da fuoco rinvenute ma compatibili con altri tipi di armi: una marrone appartenente a una Beretta 88 e una nera per un revolver a tamburo. Un arsenale da guerra in casa a Reggio Emilia non è da tutti e il fatto che sia capitato ad un uomo di origini calabresi potrebbe essere solo una coincidenza. L’inchiesta in mano pm Isabella Chiesi è indirizzata verso l’approfondimento per capire la portata della vicenda scavando nelle relazioni dell’uomo.

 

* L’immagine utilizzata non ha nessuna attinenza con quella dell’abitazione in oggetto. Viene utlizzata solo a titolo esemplificativo