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Crosetto presidente della Repubblica. Il piano di Meloni per eleggere il suo ministro della Difesa al Quirinale
Trampolino di lancio la vittoria al referendum sulla giustizia

Carlo Nordio troppo avanti con l'età e su Ignazio La Russa pesa il passato (fieramente e mai rinnegato)
Il piano di Giorgia Meloni è chiaro. Una legge elettorale sul modello delle Regionali, che incarni dunque lo spirito del premierato che non riuscirà a essere approvato definitivamente con tanto di referendum confermativo prima delle elezioni politiche del 2027, per blindarsi a Palazzo Chigi per altri cinque anni. Proporzionale con sbarramento per eleggere deputati e senatori basso (2-3%) e soprattutto premio di maggioranza alla prima coalizione in caso di superamento del 42% con il 55% dei seggi in Parlamento (con l'abolizione dei collegi uninominali che favoriscono Pd e alleati nelle grandi città). E ovviamente, sondaggi alla mano, che ci sia o meno l'indicazione del presidente del Consiglio sulla scheda elettorale, non c'è partita nel Centrodestra (dato nei sondaggi intorno al 47-48%) nei confronti di Forza Italia e Lega.
Ma l'obiettivo della premier non è solo quello di assicurarsi altri cinque anni di governo ma anche quello di eleggere il primo presidente della Repubblica di Centrodestra nella storia del nostro Paese. Sergio Mattarella è stato rieletto il 29 gennaio 2022 e quindi il suo mandato - salvo improbabili dimissioni al momento assolutamente fuori discussione - scade tra poco più di tre anni. Il percorso politico, la road map, è scritta. Vincere con il 55-60% il referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia che si terrà certamente entro fine marzo (la data non è stata ancora decisa dal governo) per utilizzare questo successo come trampolino di lancio verso il trionfo alle Politiche 2027, assestando una sonora sconfitta al campo largo schierato per il NO.
Nel 2022 il candidato ideale per Meloni al Quirinale era l'attuale ministro della Giustizia Carlo Nordio, ex magistrato, ma l'età conta e il Guardasigilli è nato a Treviso il 6 febbraio 1947. Ciò significa che nel 2029 compirebbe 82 anni e, durando il mandato sette anni, terminerebbe a 89. Ambienti di Fratelli d'Italia e di tutta la maggioranza considerano ormai superata questa ipotesi vista l'importanza del Capo dello Stato e della sua presenza capillare in Italia e spesso all'estero con viaggi istituzionali. Chi ha allora in mente Meloni per il Colle? La logica farebbe pensare alla seconda carica dello Stato ovvero il presidente del Senato Ignazio La Russa.
Ma l'ex ministro della Difesa viene considerato, specie in Forza Italia, troppo di destra e soprattutto ha un passato fieramente missino e infatti ha sempre difeso il mantenimento della fiamma nel simbolo di Fratelli d'Italia. I ragionamenti, ancora preliminari, che si fanno nel partito di maggioranza relativa e in tutto il Centrodestra portano al nome di Guido Crosetto, attuale titolare della Difesa nato a Cuneo il 19 settembre 1963. Nel 2012 Crosetto è stato co-fondatore, insieme alla premier e al presidente del Senato, di FdI ma non ha un passato missino o di destra. Anzi è un uomo liberale, un imprenditore, entrato in politica con Silvio Berlusconi ed è stato eletto sia con le liste di Forza Italia sia con quelle del Popolo della Libertà.
E soprattutto ha ottimi contatti con Bruxelles, con le principali cancellerie europee e anche con Washington, sia con i repubblicani sia con i democratici. A Forza Italia andrebbe benissimo, un po' meno alla Lega viste le differenze (e anche le liti) sull'invio di armi all'Ucraina e sugli investimenti in difesa. Ma in politica contano i numeri e se davvero Meloni prendesse il 30% alle Politiche 2027 e la Lega meno del 10% è chiaro che sarebbe la premier a dettare le carte. Anche per il successore di Mattarella. Con Crosetto attualmente in pole position.
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