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Culture
"Il segreto della coppia? Il pessimismo". De Botton e l'amore post romantico
L'amore non va in vacanza

L'intervista di Affaritaliani.it allo scrittore e filosofo Alain de Botton: esce in libreria in questi giorni il suo nuovo libro "Il corso dell'amore" (Guanda editore)

Di Maria Carla Rota
@MariaCarlaRota


"Per i romantici è brevissima la distanza che passa tra lo sguardo di un estraneo e la conclusione maestosa e sostanziale che lui o lei possano rappresentare una risposta esaustiva alle domande inespresse dell’esistenza". Proprio questa è la "fregatura”. La ricerca dell’anima gemella - che, a proposito, non esiste - non passa da un’intuizione o da un colpo di fulmine, anche se oggi tutto sembra ruotare intorno a un sentimento spontaneo, che aggira i normali processi della ragione. Sbagliato. Al contrario, se vogliamo trovare una persona con cui stare tutta la vita, o quasi, dobbiamo vivere l'amore in modo post romantico.

Questa la tesi di Alain de Botton, scrittore e filosofo, nel suo nuovo libro, “Il corso dell’amore” (ed. Guanda).  Rabih e Kirsten, lui architetto di origini libanesi, lei funzionaria comunale scozzese, si incontrano a Edimburgo, si innamorano, si sposano e hanno figli. E così vissero felici e contenti? Non proprio. Il percorso è accidentato, tra litigi per “niente” e tradimenti, aspettative deluse e fatica quotidiana. Ma la coppia decide, nonostante tutto, di provarci ancora, alla ricerca di un amore più razionale, profondo, solido.

De Botton okAlain de Botton
 

Amore post romantico: è questa la nuova fase delle relazioni di coppia? 
“Sì, la terza fase per essere precisi. Prima c'è stato il 'matrimonio della ragione'. Era la comunità a decidere in base a motivazioni dinastiche ed economiche ed è stato così fino alla fine del 18º secolo. Poi è iniziato il periodo dell'amore romantico col 'matrimonio del sentimento’. Un disastro. Non ha portato a relazioni stabili né all’happy ending che ci si aspettava. Ora è iniziata una nuova fase, quella dell'amore psicologico, basato sulla comprensione e accettazione del carattere dell'altra persona. Oggi l'amore è competenza più che sentimento, abilità più che entusiasmo”.

Stiamo diventando più consapevoli delle nostre relazioni dunque?
"Lo spero. Romanzi come il mio, così come gli altri libri, i film e i mass media in generale, possono aiutare. Al momento vedo ancora molta confusione: non capiamo perché le cose non funzionano. Ci mancano proprio gli strumenti: la scuola e gli altri sistemi formativi sotto questo aspetto sono stati totalmente carenti. Perché la relazione sentimentale non è una scienza avveniristica. È assolutamente comprensibile, ma va studiata e compresa. Serve una rivoluzione come quella che c'è stata per quanto riguarda l'educazione dei figli: fino a 100 anni fa non si sapeva molto, oggi siamo tutti più preparati”.

Il pessimismo, come scrive nel suo libro, è il miglior amico dell’amore: in che senso?
"È un paradosso visto che di solito il pessimismo viene associato al fallimento. Eppure se conosci una persona e ti aspetti che tutto sarà bellissimo, puoi essere sicuro che non funzionerà. Meglio entrare con modestia in una relazione. Bisogna ammettere le proprie difficoltà per riconoscere la sfida. Pensiamo a come ci sentiremmo se dovessimo inventare la macchina che guida da sola. Lo stesso vale per un rapporto di coppia: dobbiamo renderci conto che c'è tanto lavoro da fare e armarci di altrettanta pazienza e preparazione. L'impazienza è il pericolo più grosso per una coppia”.

Perché oggi non ci si sposa più?
“Non ci si sposa perché non ci sono più motivazioni per farlo. Si pensa che il matrimonio sia costoso e il rito ormai antiquato, essendo anche meno forte l'influenza della Chiesa”.

E perché bisognerebbe sposarsi allora?
"Lo si dovrebbe fare per motivazioni psicologiche. Spesso nelle relazioni si vuole fuggire, l'essere sposato o sposata ti ferma e ti impedisce di scappare subito. Il matrimonio è un gigante inibitore degli istinti, come una prigione. Ma siamo noi ad averla scelta e ad aver buttato la chiave, perché razionalmente sappiamo quanto sia utile ritardare l'effetto dell’istinto. Pensiamola come un'intelligente restrizione”.

de botton libro
 

Che ruolo hanno le nuove tecnologie?
"Seguono ancora il modello dell'amore romantico. Siti internet e app di dating spingono a cercare la persona giusta, come se ce ne fosse una sola e come se l'unico problema di una relazione fosse quello. Invece chiunque sarà un po' sbagliato per noi, abbiamo tutti difficoltà e siamo tutti un po’ ‘crazy inside’. L'obiettivo allora non è trovare Mister Perfect o continuare a cambiare partner, ma capire come vivere con il partner che ci siamo scelti. A questo le app non sono ancora arrivate, ma sono fiducioso che ci potranno dare una mano”.

Come affrontare il tradimento?
”Si passa subito agli insulti verso il traditore, invece va preso in modo più complicato. Spesso si tradisce  non perché è venuto meno l’interesse, ma perché prendersi cura dell’altro è difficile e facciamo fatica a sentirci amati. Non sappiamo esternare quello che proviamo, se non con rabbia e aggressività. Magari diciamo ‘sei grassa’, ma vorremmo dire ‘non facciamo più sesso’ o ‘non ti amo più’. Un tradimento va approfondito, senza dare subito la colpa al traditore”.

Supponiamo di voler cominciare a cambiare la nostra relazione: che cosa fare?
“Sfatiamo innanzitutto uno dei miti del romanticismo: se due persone si amano, si capiscono per intuizione, senza bisogno di parole. Questo è assolutamente sbagliato e pericoloso. Al primo ostacolo si finisce col mettere il broncio, pensando: se tu mi amassi, mi capiresti. I risultati spesso sono tragicomici. Invece, dobbiamo parlare col partner e spiegarci il più possibile, facendolo nel modo giusto, con gentilezza e pazienza. Non facciamoci prendere dal panico pensando di ‘aver sposato un idiota’. Al contrario, lasciamoci guidare dalla consapevolezza, anche un po’ umoristica, che siamo tutti un po’ pazzi e andiamoci piano gli uni con gli altri”.

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