di Alessandra Peluso

Parlare di filosofia mi entusiasma sempre, ma “Di cosa parliamo quando parliamo di filosofia?”. È il titolo del testo di Stefano Cazzato che dopo anni di insegnamento nei licei tenta di dare forma ad una disciplina totalizzante, estremamente complessa, dal momento che ha a che fare con l'esistenza, con il tutto. Si legge: «la filosofia riguarda l'identificazione e l'affinamento delle armi logiche e dialettiche che sono la base di tutto ciò che è conoscibile».

L'autore utilizza un modo originale ed esaustivo di parlare di filosofia attraverso il punto di vista di cinquanta pensatori. Scinde il pensiero del filosofo dal testo e in successione dal momento analitico. Nulla è superfluo e intentato, ogni punto di vista è spiegato in modo esauriente e abbondantemente adeguato per raggiungere lo scopo prefisso da Cazzato.

È bellissima l'espressione di Hannah Arendt sulla filosofia: «La filosofia nasce dallo stupore, dalla meraviglia. La scintilla che fa scattare la filosofia è il desiderio, l'amore, la curiosità per quanto sovrasta l'uomo, cioè per l'eterno e l'ignoto». Ed ancora secondo Norberto Bobbio il filosofo è sempre in cammino, è sempre aperto al dubbio, “il porto cui arriva è soltanto una tappa di un viaggio senza fine, e occorre sempre tenersi per salpare di nuovo”. (p. 61). In fondo la metafora del viaggio coincide con l'esistenza di ogni essere umano che animato da spirito di ricerca dovrebbe quotidianamente esplorare, ricercare, conoscere più verità condividendo i valori dell'integrazione, del pluralismo, della libertà.

Pertanto la filosofia ha bisogno di libertà per espandersi e crescere. Ha bisogno di cercare un abito che sia degno della vita. (H. Bergson)    

Di cosa parliamo quando parliamo di filosofia?”: forse amplierà i dubbi, forse ne chiarirà qualcuno, ma ciò che importa è che ci sia la spinta evolutiva in ogni individuo di muoversi, di cercare, di essere animato di entusiasmo per dare un senso alla vita e interrogandosi sul tutto sperare almeno di comprenderne una parte.

Dewey ad esempio è convinto che la scuola invece di trasmettere sterili conoscenze, abbia il compito di insegnare a pensare, di formare nell'individuo capacità riflessive, critiche e operative.  A ben vedere la democrazia, per sopravvivere, ha urgente bisogno di individui competenti e consapevoli che siano in grado di capire i cambiamenti, di partecipare alla vita pubblica e di contribuire al progresso sociale. E allora sorge spontaneo domandarsi se sarà per questo motivo che si fa poco o nulla per la scuola, la cultura, per istruire? Si preferisce un popolo ignorante piuttosto che colto, attento, critico, propositivo, chissà, destituirebbe molti politici inchiodati alle loro poltrone. Meglio regredire che progredire?

Martha Nussbaum evidenzia come la filosofia e il sapere umanistico siano necessari per promuovere una democrazia umana, sensibile verso l’altro, intesa a garantire ad ognuno le giuste opportunità di «vita, libertà e ricerca della felicità». Quando il ragionamento non prevale le persone sono facilmente ingannate e a tal proposito l'atteggiamento socratico umile, disponibile, e autenticamente democratico è quantomai necessario nella società attuale affinché si educhi al ragionamento e non ai numeri.

Quanti dubbi, ma anche tanto coraggio, impegno, ricerca di un dialogo aperto, costruttivo come dimostra ampiamente lo studio di Stefano Cazzato.

Leggere, comprendere che la filosofia non deve e non può congelare i pensieri, non può perdersi in questioni teoriche che non hanno un'efficacia positiva sulla vita, che sono ideali, astratte (K. Popper), è fondamentale così come assumere il ruolo che le compete ossia “euristico”, di ricerca continua del tutto in modo tale che uomini e donne allo stesso modo siano guidati verso una conoscenza libera e pura al servizio dell'evoluzione morale e spirituale della comunità.

Ecco cosa si intende parlare di filosofia e questo e molto altro lo si legge in  “Di cosa parliamo quando parliamo di filosofia?” di Stefano Cazzato, spinto da un amore impellente per la filosofia che ha voglia di trasmettere e condividere con chiunque avverta liberamente l'esigenza di conoscere e amare la filosofia.

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di Alessandra Peluso

Parlare di filosofia mi entusiasma sempre, ma “Di cosa parliamo quando parliamo di filosofia?”. È il titolo del testo di Stefano Cazzato che dopo anni di insegnamento nei licei tenta di dare forma ad una disciplina totalizzante, estremamente complessa, dal momento che ha a che fare con l'esistenza, con il tutto. Si legge: «la filosofia riguarda l'identificazione e l'affinamento delle armi logiche e dialettiche che sono la base di tutto ciò che è conoscibile».

L'autore utilizza un modo originale ed esaustivo di parlare di filosofia attraverso il punto di vista di cinquanta pensatori. Scinde il pensiero del filosofo dal testo e in successione dal momento analitico. Nulla è superfluo e intentato, ogni punto di vista è spiegato in modo esauriente e abbondantemente adeguato per raggiungere lo scopo prefisso da Cazzato.

È bellissima l'espressione di Hannah Arendt sulla filosofia: «La filosofia nasce dallo stupore, dalla meraviglia. La scintilla che fa scattare la filosofia è il desiderio, l'amore, la curiosità per quanto sovrasta l'uomo, cioè per l'eterno e l'ignoto». Ed ancora secondo Norberto Bobbio il filosofo è sempre in cammino, è sempre aperto al dubbio, “il porto cui arriva è soltanto una tappa di un viaggio senza fine, e occorre sempre tenersi per salpare di nuovo”. (p. 61). In fondo la metafora del viaggio coincide con l'esistenza di ogni essere umano che animato da spirito di ricerca dovrebbe quotidianamente esplorare, ricercare, conoscere più verità condividendo i valori dell'integrazione, del pluralismo, della libertà.

Pertanto la filosofia ha bisogno di libertà per espandersi e crescere. Ha bisogno di cercare un abito che sia degno della vita. (H. Bergson)    

Di cosa parliamo quando parliamo di filosofia?”: forse amplierà i dubbi, forse ne chiarirà qualcuno, ma ciò che importa è che ci sia la spinta evolutiva in ogni individuo di muoversi, di cercare, di essere animato di entusiasmo per dare un senso alla vita e interrogandosi sul tutto sperare almeno di comprenderne una parte.

Dewey ad esempio è convinto che la scuola invece di trasmettere sterili conoscenze, abbia il compito di insegnare a pensare, di formare nell'individuo capacità riflessive, critiche e operative.  A ben vedere la democrazia, per sopravvivere, ha urgente bisogno di individui competenti e consapevoli che siano in grado di capire i cambiamenti, di partecipare alla vita pubblica e di contribuire al progresso sociale. E allora sorge spontaneo domandarsi se sarà per questo motivo che si fa poco o nulla per la scuola, la cultura, per istruire? Si preferisce un popolo ignorante piuttosto che colto, attento, critico, propositivo, chissà, destituirebbe molti politici inchiodati alle loro poltrone. Meglio regredire che progredire?

Martha Nussbaum evidenzia come la filosofia e il sapere umanistico siano necessari per promuovere una democrazia umana, sensibile verso l’altro, intesa a garantire ad ognuno le giuste opportunità di «vita, libertà e ricerca della felicità». Quando il ragionamento non prevale le persone sono facilmente ingannate e a tal proposito l'atteggiamento socratico umile, disponibile, e autenticamente democratico è quantomai necessario nella società attuale affinché si educhi al ragionamento e non ai numeri.

Quanti dubbi, ma anche tanto coraggio, impegno, ricerca di un dialogo aperto, costruttivo come dimostra ampiamente lo studio di Stefano Cazzato.

Leggere, comprendere che la filosofia non deve e non può congelare i pensieri, non può perdersi in questioni teoriche che non hanno un'efficacia positiva sulla vita, che sono ideali, astratte (K. Popper), è fondamentale così come assumere il ruolo che le compete ossia “euristico”, di ricerca continua del tutto in modo tale che uomini e donne allo stesso modo siano guidati verso una conoscenza libera e pura al servizio dell'evoluzione morale e spirituale della comunità.

Ecco cosa si intende parlare di filosofia e questo e molto altro lo si legge in  “Di cosa parliamo quando parliamo di filosofia?” di Stefano Cazzato, spinto da un amore impellente per la filosofia che ha voglia di trasmettere e condividere con chiunque avverta liberamente l'esigenza di conoscere e amare la filosofia.

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