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Culture

 

L'INTERVISTA IN ANTEPRIMA ALL'AUTRICE

Alice Di Stefano ad Affaritaliani.it: "Vi svelo la biografia comica che ho dedicato a mio marito (l'editore Elido Fazi, ndr

 

 

 

 

LO SPECIALE

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In occasione dell'uscita di "Publisher", il romanzo d'esordio di Alice Di Stefano in libreria a metà ottobre, la Fazi Editore lancia il blog www.ilpublisher.it, dove i lettori possono trovare informazioni sul libro, sull'autrice e una galleria di foto relative ai protagonisti delle storie raccontate dal romanzo. Il cuore del sito è rappresentato dai post tratti dal libro e dagli approfondimenti redatti dall'autrice.

 

publisher

LEGGI SU AFFARITALIANI.IT UN ESTRATTO DA "PUBLISHER" (IN LIBRERIA A META' OTTOBRE) DEDICATO ALLA FIERA DEL LIBRO DI FRANCOFORTE...

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È di nuovo autunno e il Publisher è di nuovo di buonumore alla vigilia di Francoforte 14, Francoforte 2 per Alice.
È appena la seconda volta che ci va, eppure lei ha già capito che aria tira nella città dei würstel e delle megafiere.
In più, grazie al lavoro di editor che svolge ormai da mesi, Alice ha imparato a conoscere i termini e le espressioni tipicamente editoriali che circolano a più non posso nell’ambiente della fiera. Espressioni quali «Bisogna crederci», «Questo romanzo (ha un grosso potenziale e) va spinto», tal altro «è partito» e soprattutto «Quel libro è in classifica perché l’hanno saputo lanciare» echeggiano nei corridoi del padiglione dedicato all’Italia così come in tutti gli altri, indistintamente: in editoria, infatti, la cosa più importante sembra sia «azzeccare» un titolo, fargli prendere il volo, cioè, a forza di X copie vendute a settimana, specie in conseguenza di un “lancio” sui media fatto a regola d’arte.
Tra tutte le definizioni più tipiche, però, la preferita di Alice, forse per quell’aura da film del terrore che ispira, è «bagno di sangue», detto sinteticamente «bagno» tra gli iniziati più consumati del commerciale (costretti a usarlo più spesso), colorita metafora che si riferisce in genere al mancato successo di un libro «prenotato alto».
Proprio a Francoforte, d’altronde, dovrebbe esserci la riprova delle scelte fatte l’anno prima ma sia agenti che editori hanno la memoria corta e preferiscono puntare ottimisticamente sul futuro piuttosto che guardare con obiettività ai risultati del passato.
Anche nell’edizione 2008, fra i cosiddetti addetti ai lavori girano a più non posso pettegolezzi e novità riguardanti il privato. Un giornalista di fama si aggira per i party più in voga della città cercando alleati per un puntata nel bordello – pare – più grande del mondo. La chiacchiera più accreditata, infatti, spergiura che un giovane editore nostrano, dopo una positiva prima visita di esplorazione, abbia deciso di passarci ogni ora libera del suo soggiorno. In realtà, in classifica da mesi in patria, il bell’italiano subisce così l’invidia dei colleghi gelosi visto che alle ventuno è già a letto, solo, per presentarsi riposato all’appuntamento delle nove l’indomani mattina.

ElidoFaziUNA DELLE FOTO TRATTE DAL BLOG/ Il piccolo Elido (è il bimbo dietro a tutti) con i compagni delle elementari e il maestro Collina


La fiera del resto è di chi lavora: è sfiancante, stancante e fra neon, trame ripetute all’infinito, cene e feste dal martedì alla domenica, chi riesce a sopravvivere è già un vincente.
La resistenza, insomma, premia anche qui, pure se i lavativi, i gaudenti, i pigri, da quest’orecchio non ci vogliono sentire e li incontri puntualmente a ciarlare nei corridoi della Buchmesse mentre passano le loro giornate con lo sguardo spento e le occhiaie da sonno.
Senza eccezioni, però, un salto al Frankfurter Hof se lo fanno tutti, almeno per vedere che succede. E succede sempre che: le voci sono alte, lo champagne abbonda, le noccioline scarseggiano; editori e agenti flirtano a più non posso con altri editori e agenti, qualcuno più famoso, qualcuno meno, a seconda dei successi mietuti durante l’anno.
L’ambiente è internazionale fin nel dettaglio: c’è l’americana che beve a più non posso cercando di incamerare tutte le note spese incamerabili del suo editore di punta; c’è l’olandese, già ubriaco al primo drink, che neanche accenna a salutare l’odiato collega belga, rivale in tutto; c’è l’inglese snob che discetta di figli quando tutti vorrebbero sentirgli dire almeno una parola sul gigaseller indovinato mesi prima; c’è la francese svampita che non ricorda il proprio nome né quello della casa editrice per cui lavora (se ci lavora ancora); c’è lo spagnolo che si fa le canne davanti a tutti tanto nessuno gli bada né gli ha mai badato. L’erede di un grande gruppo, invece, è tutto concentrato su numeri e fatturati e, se scambia una frase con qualcuno, lo fa unicamente per verificare
le proprie congetture sull’analisi incrociata delle classifiche nella spasmodica ricerca del SANTO GRAAL per l’editoria: la famigerata “regola del bestseller”. Tutti, nessuno escluso, a dissimulare l’interesse per il nuovo, scenografico look dell’amica di Calasso.
Il culmine del divertimento, però, lo si raggiunge alla festa di Bertelsmann il giovedì. Nei saloni dell’hotel prenotato per l’occasione, ognuno dedicato a un paese diverso, sono ospitate centinaia di persone gravitanti attorno al mondo dell’editoria. La fila dei taxi fuori dall’edificio dimostra il numero esorbitante di addetti ai lavori nonché l’aspettativa che ognuno di loro ripone nell’appuntamento di Francoforte: fila infinita, variegata, che rivela l’entità e l’importanza dell’ambito invito. Il guardaroba all’interno, gonfio all’inverosimile di giacche, pellicce, cappotti e soprabiti, fa da preambolo all’affollata scalinata che introduce alle sale, tra fontane di cioccolato fin nei corridoi e la zona adibita al sushi con il cuoco orientale che prepara i piatti all’impronta.
L’apoteosi tuttavia ha luogo nel salone delle feste con le luci soffuse, le immense specchiere alle pareti e lo champagne servito a fiumi, in cui i decibel delle varie voci nei vari idiomi raggiungono spesso livelli di guardia e la stessa guardia è costretta a intervenire quando l’ambiente si surriscalda.
Un giorno, non sapendo bene come comportarsi di fronte alle avance di una ex fiamma simpatica (lei sì publisher a tutti gli effetti nel paese di provenienza), Elido decide di invitarla a cena dove però porta anche Alice.
Dopo l’iniziale imbarazzo per la situazione, la sorpresa per una mossa tanto guascona e alcuni drink, Erika, una donna indubbiamente di spirito, si sbellica dalle risate una volta scoperto che quella ragazza apparentemente sprovveduta e un po’ timida sta scrivendo Publisher, una biografia comica romanzata sulla vita dell’amico.
Insomma, tra appuntamenti di lavoro e altri meno costruttivi, le giornate a Francoforte passano veloci e non si fa neanche a tempo ad ambientarsi che già si deve ripartire.

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Tags:
fiera di francofortepublisheralice di stefanoelido fazifazi
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