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Culture
Il rettore Università Politecnica Marche: "L'arte ci rende uomini completi"

Intervista al Rettore dell’Università Politecnica delle Marche: “L’arte ci rende uomini completi”

Ancona – Si chiama FORM-OFF ed è la rassegna promossa dalla FORM – Fondazione Orchestra Regionale delle Marche in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche e gli Amici della Musica “G. Michelli”: quattro appuntamenti di musica sinfonica che vedono come sede eccezionale l’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria, ad Ancona.

Eroica, Progetto Mahler, Pianomania e Musicauna: tributo a Jobim sono i concerti scelti dal Direttore artistico della FORM Fabio Tiberi insieme al Presidente Carlo Pesaresi e al Rettore Sauro Longhi per avvicinare gli studenti a una musica che affondi sì le sue radici nella tradizione, ma sappia anche rinnovarsi e sperimentare, guardando a suoni di altre culture. I primi tre eventi si sono già svolti con grande successo di pubblico, mentre l’ultimo avrà luogo il 13 maggio e coinciderà con l’inaugurazione dello Your Future Festival, una manifestazione fortemente voluta dal Rettore e organizzata dall’Università Politecnica delle Marche.

Un modo creativo e complesso di concepire l’Accademia, capace di recuperare il senso che questo termine aveva in passato e pertanto meritevole di essere approfondito. Abbiamo quindi intervistato il professor Sauro Longhi, primo laureato presso la UNIVPM a divenirne Rettore e a festeggiarne nel 2019 i cinquant’anni dalla nascita.

La musica sinfonica entra nelle aule dell’università. Un’idea bellissima, ci può raccontare come nasce?

“La mia volontà era quella di portare in accademia una musica diversa, poiché questo è un luogo di sperimentazione e innovazione: da una parte desideravo rendere omaggio ai grandi maestri raccontandoli al pubblico, oltre che interpretandoli; dall’altra mi piaceva aprire le porte alle contaminazioni di Paesi lontani, come accadrà nel concerto del 13 maggio. Musicauna è infatti un tributo al grande cantautore-compositore brasiliano Antônio Carlos Jobim, autore eclettico dagli interessi musicali che oltrepassano i limiti della bossanova tradizionale; l’evento vedrà la straordinaria partecipazione del più “brasiliano” tra i musicisti italiani: il clarinettista Gabriele Mirabassi. Gli arrangiamenti originali e la direzione saranno di Massimo Morganti”.

Quale l’intento ultimo che vuole perseguire attraverso queste iniziative lodevoli?

“La strada è duplice. Da un lato si tratta di riportare l’università ad assumere un ruolo centrale per la città e per la comunità, facendo uscire la musica dai luoghi istituzionali e accogliendola nel nostro polo, in modo da aumentare il legame con i cittadini. Il secondo obiettivo è quello di avvicinare l’arte, in tutte le sue forme, agli studenti, perché senza di essa è inutile apprendere le materie scientifiche o matematiche: l’arte ci rende completi ed è indispensabile per l’evoluzione della società”.

Quali altre forme d’arte ha fatto entrare nelle aule, oltre ai concerti della FORM?

“Innanzitutto ho provato ad ospitare musica di vario genere, compresa quella pop/rock, e talvolta importanti personaggi di talento, come lo scorso anno Ezio Bosso. Abbiamo dato spazio a iniziative di teatro e recitazione, tra cui ricordo con piacere uno spettacolo di Stefano Accorsi, ma anche di letteratura e filosofia (ad esempio, un paio di volte ha tenuto interessanti conferenze Massimo Cacciari).

In occasione del cinquantenario dalla nascita dell’università allestiremo nei nostri tre plessi un’esposizione di arte contemporanea, invitando la cittadinanza a partecipare. Il 22 maggio, inoltre, verrà inaugurata la mostra fotografica a cura di Medici Senza Frontiere “L’ospedale di tutte le guerre” presso la Facoltà di Medicina, poiché ci fa piacere unire l’utile al dilettevole e darci da fare nell’ambito del sociale”.

Può raccontarci qualche progetto proprio in questa direzione?

“Partendo dal presupposto che si dovrebbero aiutare le persone che più ne hanno bisogno, cerchiamo di agevolare lo scambio tra la nostra università e i Paesi del terzo mondo. Volendo scegliere un progetto tra i tanti, alcuni architetti hanno vinto un bando per costruire una scuola in Ghana con le materie prime del posto: non si è trattato solo di progettare la struttura, ma anche di andare in loco e realizzarla concretamente”.

Un grande entusiasmo e molta voglia di fare. Ma qual è la sua idea in merito alla situazione italiana della formazione, con particolare riferimento all’università?

“È un dato di fatto storico che l’Italia non abbia mai investito molto nella cultura e nella formazione, tanto che risultiamo agli ultimi posti in Europa per quanto riguarda non soltanto la spesa pubblica, ma anche il numero di laureati. A mio parere ciò che manca davvero è un progetto in grado di partire dalle elementari e accompagnare i ragazzi fino all’università, curando tutte le fasi del sistema formativo.

Non dimentichiamoci che, valutando il rapporto tra il numero di pubblicazioni accademiche e le risorse destinate ad esse, ci troviamo invece ai primi posti, a testimonianza di quanta efficienza e voglia di fare hanno i nostri studenti, ricercatori e professori. Occorre quindi dare valore allo studio nella sua interezza, trasmettendo il concetto che senza la conoscenza e senza la cultura non si va da nessuna parte”.

Un’ultima domanda: che cos’è lo Your Future Festival, da lei fortemente voluto?

“Una manifestazione giunta al suo sesto anno consecutivo che ha lo scopo di portare l’UNIVPM a contatto con la città. La considero una Festa dell’Università ricca di incontri, attività e conferenze, proprio come la Notte dei Ricercatori, durante la quale abbiamo fatto toccare con mano ciò che avviene all’interno dei nostri laboratori e delle nostre aule. Due iniziative di successo che ogni anno replichiamo con piacere”.

Per maggiori informazioni: www.filarmonicamarchigiana.com; www.univpm.it.

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