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Culture
L'acqua sommergerà Milano? Dai sotterranei la minaccia per la metro e non solo
Piazza Cordusio

di Vincenzo Caccioppoli

 

In Europa ognuno di noi utilizza dai 3.000 ai 5.000 litri di acqua al giorno: una quantità imponente, sorprendente, ben nascosta nei nostri alimenti. La stragrande parte di questa cascata d'acqua è infatti usata per la produzione di cibo, dall'agricoltura all'allevamento all'industria dell'alimentazione: un immenso consumo d'acqua che avviene lontano dai nostri occhi. Nel contempo, le risorse idriche limitate diventano sempre più un problema preoccupante considerando anche la crescita della popolazione mondiale e i cambiamenti climatici - che causano siccità durature a nord e a sud del pianeta. A livello globale, almeno 1,8 miliardi di persone utilizzano una fonte di acqua potabile contaminata che causa circa 502.000 morti per conseguenze intestinali. Inoltre, i rischi legati alla disponibilità di acqua, in termini di impatto a livello globale, si posizionano al terzo posto, secondo il Rapporto del World Economic Forum del 2017. Un recente studio della Nasa, pubblicato sulla rivista Nature, rileva che le zone umide della Terra si stanno facendo sempre più umide e quelle aride invece si stanno ancora più inaridendo a causa di diversi fattori, tra cui la gestione delle risorse umane, i cambiamenti climatici e i cicli naturali. L’acqua occupa tre quarti della superficie del nostro pianeta, il 97 % costituita dagli oceani e soltanto il 2,5% è acqua dolce. Il 68,9% dell’acqua dolce disponibile è contenuta nei ghiacciai e nelle nevi perenni, il 30,8% si trova nelle falde sotterranee e solo il rimanente 0,3% è costituita dai laghi e dai fiumi. Secondo l’organizzazione delle Nazioni Unite(ONU), l’acqua potrebbe trasformarsi  nel movente che farà scoppiare le guerre in questo secolo. Sono 51 i paesi del mondo al rischio di conflitti per l’accesso alle risorse idriche nei prossimi dieci anni. Nel 2050 la domanda di acqua per coprire le necessità di nove miliardi di abitanti della Terra sarà di circa 4900 chilometri cubi di acqua invece dei 3350 km cubi che coprono le esigenze degli attuali abitanti. Questo perchè entro la metà del secolo, passeremo da 7 a 9,3 miliardi, ma ciò che è peggio è che nello stesso periodo la domanda di prodotti alimentari raddoppierà. Non berremo di più, ma occorrerà più acqua per le colture e per gli animali degli allevamenti. Detto questo a Milano esiste un problema legato non strettamente alla mancanza di acqua, anzi paradossalmente al suo contrario, che forse non tutti conoscono o forse sarebbe meglio dire che viene tenuto volontariamente sottotraccia e sul quale Michele Serra ha scritto un breve testo, edito da Aboca, che dovrebbe farci molto riflettere. L’approvvigionamento potabile della città di Milano, infatti, avviene esclusivamente da acqua di falda, quindi da acque sommerse, su tre livelli di profondità: 0-40 metri, 40-100 metri, 100-200 metri. Questo ovviamente comporta una grande cura e attenzione verso un bene primario, come visto, ma che va assolutamente tenuto sotto controllo e preservato. Jakarta, una delle metropoli più importanti del pianeta, sta letteralmente affondando, a causa delle sue scellerate politiche edilizie e della trascuratezza con cui ha gestito la propria falda, alla quale gli abitanti attingono tramite pozzi illegali e non armonizzati, né fra di loro, né tra loro e la falda. Questo appunto perchè non state fatte politiche adatte a controllare questo flusso di acqua sotto terra. Milano in questi ultimi anni, come scrive Serra, sta registrando un notevole innalzamento delle acque sotterranea, a causa sopratutto della chiusura delle grandi aziende, in particolare vengono citate le Acciaierie e Ferriere Lombarde Falck a Sesto San Giovanni sopra la falda acquifera della Pianura Padana,  che da sempre sono grandi idrovore di acqua per le loro esigenze produttive. “ L'acqua è salita quanto basta per allagare almeno un paio di stazioni della metropolitana milanese:che senza le idrovore che la pompano via non potrebbe più funzionare” scrive Serra nel suo cameo. Dal  1990 la falda si alza con una velocità fino a mezzo metro all’anno e, prima o poi, ritornerà ai livelli di fine ‘800. Quando era profonda meno di tre metri nella zona sud e affiorava lungo la linea delle risorgive, dove sorgevano le abbazie medioevali. “Se i popoli antichi temevano che il cielo potesse precipitare ho immaginato per noi moderni l’evenienza che l’acqua risalga dalle profondità per richiamarci alla nostra debolezza così come ai nostri doveri.. Inutile sottolineare che non si tratta solo di una suggestione poetica. Sono i mutamenti climatici a indicare nel livello delle acque... uno dei grandi problemi futuri dell’umanità, e nella gestione delle acque un’emergenza evidente” continua il noto giornalista satirico. Il problema perciò è serio e secondo alcuni molto sottovalutato dalla “sordità” di chi amministra la città.  L'acqua come si è visto non dovrebbe preoccupare solo per la sua scarsità, ma in certi casi dovrebbe spaventare anche per la sua abbondanza non controllata ed assecondata“ L’idea di una presenza risalente non è meno affascinante, mi pare, di quella di una presenza che incombe dall’alto: se i popoli antichi temevano che il cielo potesse precipitare, ho immaginato per noi moderni l’evenienza che l’acqua risalga dalle profondità per richiamarci alla nostra debolezza così come ai nostri doveri. E alle nostre potenzialità” dichiara Michele Serra. Insomma secondo Serra bisogna fare si che l'acqua questo misterioso e preziosissimo elemento chiaramente non ci manchi mai. Ma anche che mantenga il suo livello all’altezza della nostra sopravvivenza, non sopra né sotto.

 

vcaccioppoli@gmail.com

 

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