A- A+
Culture
Valorizzare le differenze di genere: culture contro la norma

Si è concluso da poco il Festival delle donne e dei saperi di genere, organizzato tra il 12 marzo e il 3 aprile dal Centro Interdipartimentale di Studi sulla Cultura di Genere, giusto un attimo prima del fischio d'inizio della campagna elettorale e delle conseguenti retoriche che la accompagnano. La città è Bari, l'esperienza è alla sua terza edizione anche se con un avvicendamento del soggetto attuatore. In locandina molte sigle di sostegno e di partecipazione, ma nessun contributo certo al momento, se non quello piccolo ma significativo dell'Università degli Studi di Bari e quello ipotetico della Regione Puglia, che ancora non ha reso pubblica l'attribuzione delle risorse per le attività culturali del 2014. L'ideazione e la progettazione è di Francesca R. Recchia Luciani, filosofa ricercatrice e da anni impegnata negli studi sul biopotere, inteso come controllo dei corpi e delle soggettività tra memoria storica e osservazioni sul presente. Ma cos'è un Festival dei saperi di genere? Intanto un intero mese di incontri seminariali e performativi sui temi delle differenze sessuali, di genere, identità e orientamento, per dare spazio a un dibattito che ha visto la partecipazione di filosofe/i, scrittori e scrittrici, studiose/i, arte, teatro e molto, molto cinema. Insomma saperi e vissuti, oltre che punti di vista, messi a confronto, chiamati a discutere, a mettersi in relazione. E proprio la relazione è stata uno dei temi centrali. E già, perché proprio di quella non riusciamo a fare a meno, che sia una relazione sociale o intima, che sia eterosessuale o omosessuale, che sia vissuta o solo immaginata, la relazione tra sé e gli altri informa non solo le nostre vite, ma tutto l'immaginario che attualizziamo, la grammatica del nostro sociale. E dunque i saperi di genere sparigliano le carte, chiamano a una pluralità di contesti, a una moltitudine, che tiene conto della sessualità per arrivare addirittura a superarla; si interrogano sull'esercizio del potere che appartiene a tutte le forme di normatività, guarda alle donne per parlare anche degli uomini, nomina la violenza per analizzare la fragilità identitaria e culturale che la origina, parla di gay, di queer, di transgender per liberare il corpo dalla necessità di identificarsi in un unicum riconoscibile e accettabile.

Questo "saperi di genere" libera il femminismo storico e contemporaneo dalla necessità di parlare una sola lingua, ma libera anche tutti dalla presunta marcia in più sui temi dei diritti che oggi identifica i movimenti culturali omosessuali. E allora si ascolta, solo per citare alcuni, un'intensa relazione di Cristiano Bellei sulla violenza degli uomini e tra gli uomini che smette finalmente di parlare di femminicidio e comincia a parlare di ruoli e di storia culturale agìta e subita; Simona Marino che parla d'amore, perché in nome dell'amore, da Platone in poi, si è costruita l'idea della mancanza e dell'insufficienza che tutte le colpe giustifica; si vede il bellissimo documentario di Zanele Muholi, Difficult Love, sul diritto alla vita e alla relazione delle lesbiche in Sudafrica; si ascoltano la voce e le ragioni di intellettuali e operatori/trici culturali baresi che affiancano ospiti di ogni parte d'Italia, come Maria Luisa Boccia, Natascia Mattucci e Paola Guazzo, Lea Melandri e Franco Rella, Christian Raimo e Stefano Ciccone, Mary Nicotra e Anna Vanzan. Dodici appuntamenti in tutto, seguiti da studenti e studentesse dell'Università, da appassionate/i di cinema, da persone di differenti età e provenienze. Nessuna parrocchia o comunità e, diciamolo pure, nessuna lobby, molto da ascoltare e molto da vedere in una dimensione che, pur contemplando numerosi ospiti accademici, non prevedeva cattedre se non talvolta per la forma d'arredo dei luoghi che ospitanti. E su questa forma d'arredo, mentale e costituzionale, voglio soffermarmi. Sarà la prima aria di primavera che rimette tutto a bollire, saranno i troppi manifesti che ci informano su cosa vogliamo veramente, sarà tutta questa Bellezza che dall'Oscar in poi viene continuamente citata e pluriaccompagnata da aggettivi di ogni sorta, che fa dire che c'è tanta vita altra. Che se ancora il teatro e la fotografia e il cinema documentario rinato e la filosofia e la narrativa e la medicina e il diritto ritornano a parlare di relazione, a qualsiasi duale o coppia appartenga, forse è proprio lì che si deposita una polvere sottile, pericolosa e corrosiva, capace magari di spazzar via, finalmente, quella norma sociale che l'ha resa regola e forma, status di appartenenza e di identificazione eretto a reprimere e soffocare ogni possibile sapere plurale.  

Clarissa Veronico

TRILOGIA DELLA NORMA
Punti Cospicui con Christian di Domenico, Saba Salvemini, Roberto Corradino
tre pezzi, tre estratti letterari, per tre attori. Un viaggio nel tempo: era il 1860, poi il 1910, poi il 2013 e Herculin Barbin, Carlo Michelstaedter, Beatriz Preciado scrivevano della costrizione normativa operata sui bambini, attraverso l'educazione, la scuola, la sessualità. Lingue, stili e contesti diversi contro l'omologazione, la soppressione della libera identità, l'eteronormatività. Tre pensieri in arte, in voce, in video, per il festival delle donne e dei saperi di genere.

 

Tags:
donnefestival
in evidenza
Wanda Nara, perizoma e bikini Lady Icardi è la regina dell'estate

Foto mozzafiato della soubrette

Wanda Nara, perizoma e bikini
Lady Icardi è la regina dell'estate

i più visti
in vetrina
Meteo agosto: fresco al Nord, Africa al Sud. E a Ferragosto colpo di scena

Meteo agosto: fresco al Nord, Africa al Sud. E a Ferragosto colpo di scena


casa, immobiliare
motori
BMW 320e Touring, la piccola ibrida plug-in della Serie 3

BMW 320e Touring, la piccola ibrida plug-in della Serie 3


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.