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Culture
Livia Pomodoro nella redazione di Affari : "Anche i magistrati hanno umanità"
 

Prosegue il format in diretta streaming "Coffee break in diretta con..." su Affaritaliani.it. L'ospite di mercoledì 11 febbraio è stata Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano.

Livia Pomodoro ha ripercorso con Affaritaliani.it la sua carriera da magistrato, del suo impegno come "direttore di teatro" al No'hma, delle iniziative per Expo e ha affrontato tematiche legate all'attualità della giustizia e della cultura. Livia Pomodoro ha ricordato l'inizio della sua carriera a Bari, i due periodi romani dove ha ricoperto il ruolo vicecapo di gabinetto per i ministri Vassalli e Rognoni e capo di gabinetto per i ministri Martelli e Conso, per arrivare poi alle importanti cariche ricoperte a Milano, a cominciare da quella di presidente del Tribunale per i Minorenni. "Quando sono arrivata ho trovato un tribunale senza storia e identità ma nel corso degli anni abbiamo fatto scuola e siamo diventati un punto di riferimento primario per la giurisprudenza sui minorenni".

diretta pomodoroLivia Pomodoro nella redazione di Affaritaliani.it
 

Livia Pomodoro è stata la prima donna a diventare presidente di un tribunale importante come quello di Milano (carica ricoperta per 8 anni): "E' stata un'esperienza affascinante di management. Ho gestito 2500 persone in quella che è a tutti gli effetti un'azienda. Ho riorganizzato un tribunale che era in condizioni deplorevoli da tutti i punti di vista. La riorganizzazione c'è stata e non solo con i sistemi telematici. Negli ultimi giorni abbiamo aperto anche un ufficio di relazione col pubblico. Un segnale importante di vicinanza ai cittadini. Quando si entra in questo tribunale, dove c'è molta oscurità, ci si sente tutti colpevoli. Era importnate restituire il tribunale ai cittadini e renderlo un luogo aperto dove vengano garantiti i diritti di tutti". Ad aprile arriverà Livia Pomodoro lascerà il suo incarico: "Ho sempre agito con grande imparzialità, è l'unico grande merito che mi riconosco. Lascio un tribunale che funziona sia in campo civile sia in campo penale non abbiamo arretrati".

Livia Pomodoro interviene anche sui temi più caldi legati alla giustizia: "Le riforme che servono dal governo? Ci sono tante cose da fare, prima tra tutte la riforma della prescrizione, ma posso dire che personalmente abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto con il ministro Orlando". Sulle polemiche Renzi-Anm e sulla percezione spesso "sbagliata" e "lontana" che si ha dei magistrati: "Tutti hanno responsabilità quando avviene questo, l'importante è che tutti lavorino per far funzionare la macchina giustizia". Sullo scontro Bruti-Robledo: "Disagio? Posso dire che in questo ultimo anno il tribunale ha lavorato benissimo con la Procura".

Livia Pomodoro ha poi illustrato i progetti legati a Expo: "L'accesso al cibo deve essere un diritto inalienabile dell'uomo in tutto il mondo. Servono regole certe e condivise. Milano deve diventare il riferimento mondiale sul tema dell'alimentazione non solo per il 2015 ma anche per il futuro, legandosi anche a Dubai 2020 e al tema della tecnologia e innovazione, che se applicata al cibo e all'alimentazione potrebbe portare a risultati straordinari come la desalinizzazione dell'acqua".

La presidente del tribunale di Milano ha risposto anche alle domande sul teatro: "E' la settima stagione teatrale a cui prendo parte dopo la scomparsa di Teresa. Siamo l'unico teatro al mondo completamente gratuito, questo perché credo che la cultura debba essere accessibile a tutti. Il programma di quest'anno è legato a doppio filo con Expo ed è più lungo e continuerà anche a luglio e agosto. Come stiamo in piedi? Grazie a donazioni e contributi dei privati. La cosa che più mi ha colpita è che i mecenati veri non vogliono mai essere citati".

Il direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino ricorda che oltre a lei ci sono anche altri magistrati che si occupano di teatro, a vario titolo, come Giuliano Turone e Gherardo Colombo. Una fuga da una magistratura che non dà più soddisfazioni? "Ogni tanto è difficile trovare soddisfazione in un lavoro spesso frustrante. Quando si continuano a vivere le proprie passioni e i propri interessi è normale a un certo punto sentire il bisogno di altro. Anche i magistrati hanno umanità. Io personalmente, anche per la mia storia, mi sono sempre sentita un'intellettuale prestata alla giustizia".

Il nome di Livia Pomodoro era circolato anche per il Quirinale: "Ma da Roma non ho ricevuto nessuna telefonata". Sui legami con la politica: "Mi hanno collocata dappertutto, non solo nell'area socialista. La realtà è che io mi sono sempre colllocata dalla parte dell'umanità". Accanimento giudiziario su Craxi? "Non lo so. Posso solo dire che quando ero capo di gabinetto di Martelli non ho mai avuto una singola interlocuzione con lui, che era il presidente del Consiglio. La cosa mi colpì molto". Mani Pulite somma giustizia o somma ingiustizia? "Questa domanda la si farà su tanti altri periodi storici. Quando ci sono reati ritengo sia giusto che ognuno faccia la sua parte con coscienza". L'assoluzione di Berlusconi nel processo Ruby dimostra che c'è un giudice a Milano? "Dimostra che c'è un giudice a Milano, magari in Appello". Sul futuro e il prossimo addio alla magistratura: "Non ho nessun rimpianto, ho tante altre cose da fare nella mia vita".

LA SCHEDA DI LIVIA POMODORO

Mercoledì 11 febbraio alle ore 16, nuova puntata. Dopo aver avuto ospiti Antonio Cabrini e la settimana successiva gli chef pluristellati Fabio Pisani e Alessandro Negrini, mercoledì 11 è la volta di una figura istituzionale di grande rilievo, la presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro.

Entrata in magistratura nel 1970, ha ricoperto gli incarichi di sostituto procuratore generale presso la Corte d'appello di Milano e magistrato di Cassazione: è stata, inoltre, vicecapo di gabinetto di Virginio Rognoni e capo di gabinetto del ministro di Grazia e Giustizia Claudio Martelli.

Dal 1993 al 2007 ha presieduto il Tribunale per i minorenni di Milano, dal 2007 è presidente del Tribunale di Milano.

Esperta di diritto familiare e dei minori, è docente presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore: è presidente dell'associazione di studi giuridici e costituzionali "Emilio Alessandrini", componente del Comitato Nazionale per la Bioetica e membro della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO.

È autrice di numerosi saggi relativi alle problematiche familiari e sociali, tra cui A quattordici smetto (Melampo, 2004).

Ogni giorno tra le sei e le sette di pomeriggio smette la toga e diventa “direttore di teatro”, al No’hma, lo spazio che vent’anni fa la sorella gemella Teresa, scomparsa nel 2008, aveva ricavato da una ex-palazzina dell’acqua potabile e che oggi rappresenta una delle iniziative culturali più particolari della città, con un ricco cartellone teatrale, musicale e culturale e con la caratteristica unica di essere gratuitamente aperto al pubblico.

Gli scultori Giò e Arnaldo Pomodoro sono suoi cugini e l'arte è caratteristica anch'essa della personalità della Presidente.

Mercoledì 11 febbraio in diretta dalle 16 alle 16,30 per conoscerla meglio.

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