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Culture
Mostre/ A Mantova l'energia magnetica di Joan Mirò

di Simonetta M. Rodinò

La grafia, fin dall'inizio, è l'elemento costante che contraddistingue l'evoluzione artistica di Joan Mirò. Il tratto e la macchia sono le componenti fondamentali delle tele: intrecci di linee le cui forme, biomorfiche come in Arp e in Klee, sono silhouette caricate di colore e contornate di nero. Al grande maestro catalano è dedicata la mostra "Miró. L'impulso creativo", fino al prossimo 6 aprile alle Fruttiere di Palazzo Te a Mantova.

La rassegna è incentrata su una selezione di lavori - una cinquantina - realizzati nella decade degli anni Settanta: una scelta, condivisibile o meno, della curatrice Elvira Cámara López, direttore della Fundació Pilar i Joan Miró a Mallorca, da cui provengono le opere. L'ottica è rivendicare una parte dell'iter dell'artista, mancato novantenne a Mallorca nel 1983. Certo, non mancano tele di grande suggestione e di notevole dimensione che vivono nel totale rispetto alle pareti degli ampi spazi delle Fruttiere, ma focalizzare su una parte specifica una rassegna di un'artista, dalle immense inclinazioni e dalla curiosità giocosa, appare un po' limitativo. Si perdono i tanti passaggi della sua vita che hanno determinato un suo preciso timbro stilistico: dopo alcune oscillazioni fra un linguaggio di tipo "fauve" e una stilizzazione realistica, in seguito a un leggero assorbimento di suggerimenti cubisti, una breve adesione allo spirito dadaista e il successivo distacco dai surrealisti, la sua energia immaginativa si sprigiona con maggiore autonomia.

Ricostruiti per la prima volta i due atelier in cui, a Maiorca, Miró realizzò le sue creazioni: il primo, lo studio Sert, l'ampio salone illuminato di luce naturale in cui il maestro catalano lavorava, circondato da cavalletti, tele di tutte le dimensioni, oggetti di uso quotidiano, terrecotte, piccoli ninnoli, ritagli di giornale appesi alle pareti; il secondo, è lo studio Son Boter, spazio più spartano e raccolto, voluto fortemente da Miró per continuare la propria ricerca creativa e la sperimentazione di materiali.

La fortuna di Mirò è proprio nella realtà mantenuta verso se stesso e le figure che gli nascevano dentro: "Non esiste nulla di banale. Tutto si può trasformare", recita il maestro in un'interessante video intervista, in una saletta delle mostra.

"Miró. L'impulso creativo"
Fruttiere di Palazzo Te - Viale Te, 19 - Mantova
Durata: fino al 6 aprile 2015
Orari: lun 13-19; mar, mer, gio, sab, dom 9-19; ven 9-23
Ingressi: € 12,00 intero (audioguida inclusa) - € 10,00 ridotto (audioguida inclusa)
Infoline: tel. 0376 288208 (attivo 7 giorni su 7 dalle 9 alle 18)
Catalogo: 24 ORE Cultura
www.miromantova.it

 

Tags:
mostremantova
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