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Culture
Per Cristo e Venezia, di Sibyl von der Schulenberg

di Alessandra Peluso

 

Per Cristo e Venezia” è stato nominato il libro vincitore del Premio Internazionale Mario Luzi 2014/2015, Sezione Narrativa edita “Premio Italia, Primo Premio Assoluto” - Premio Speciale Lupicaia Vini del Terriccio. Si tratta del nuovo romanzo storico di Sibyl von der Schulenburg, tratto liberamente dal bestseller del padre Werner, che lascia al lettore la libertà di rispondere a una domanda sempre più attuale: che cosa siamo disposti a fare per preservare la nostra civiltà occidentale?

Una domanda spiazzante, quella posta dalla casa editrice veneta “il prato”,  alla quale vale la pena soffermarsi e riflettere, leggendo la storia scritta da  Sibyl von der Schulenburg, già autrice di numerosissimi romanzi storici e noir psicologici.

Sibyl è l’ultima figlia di Werner von der Schulenburg. Cresciuta bilingue in Ticino, ha poi il privilegio di studiare per alcuni anni della sua adolescenza in Italia, a Firenze e a Como, dove accoglie la cultura italiana. Nell’archivio privato lasciato dal padre, scomparso quando lei aveva solo quattro anni, scopre tracce delle laboriose ricerche fatte dal genitore settant’anni prima per documentare la vita del feldmaresciallo e trova anche dei documenti storici di valore, sulla base dei quali scrive un romanzo biografico sulla figura paterna, come accade con “per Cristo e Venezia”, traducendo e riprendendo Sibyl von der Schulenburg, con la propria verve, dalla quale ne scaturisce giustappunto una magica storia da un’atmosfera che lascia sognare.

Il lettore infatti, assiste all’amore per l’Italia, per la Germania e vive il grande desiderio del feldmaresciallo di costruire un ponte culturale tra le due nazioni.

Per Cristo e Venezia
 

Si avvertono i profumi e le bellezze del Sud, parlando del re di Corfù, e di un Nord attraverso il periodo storico della Serenissima Repubblica di Venezia.  Si percepisce l’attaccamento alla patria, e risalgono alla mente  quei valori attualmente nebulosi. È una scrittura limpida e ammaliante quella di Sibyl von der Schulenburg, e del padre, del quale lei avrà ereditato numerose qualità. Sobbalzano anche le gesta eroiche dei protagonisti, raccontate in modo epico e coinvolgente; converge, inoltre, l’arte oratoria come ad esempio nella descrizione del discorso di Dolfin (p. 151). Come è solito dirsi: la storia è memoria e la memoria è necessaria per crearsi un’identità. E tal romanzo è una notevole lezione del passato, vantaggiosa per comprendere e riprendere dei valori oramai ritenuti desueti. Nel frattempo, si legge: «L’uomo al quale si doveva questo dispendio di energie, salì la mattina stessa, in uniforme sassone, la scalinata dei giganti nel palazzo principesco che per l’occasione era affollato di visitatori di ogni ceto sociale. Tutti volevano presentare gli auguri di Buon Anno al principe Eugenio… » (p. 82).

E “Per Cristo e Venezia”,  un buon anno abbia inizio!   

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"per cristo e venezia"il prato editore
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