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Culture
Architettura/ Renzo Piano "rammenda" le periferie d'Italia
Dichiara, in Francia, 99.288 euro l'archistar Renzo Piano, anche senatore a vita

"Le periferie? Rappresentano la bellezza dell'Italia che ancora non c'è". E' questo il principio ispiratore che sta guidando l'attività di Renzo Piano da senatore a vita, dopo che nell'agosto 2013 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto il famoso architetto genovese, il primo italiano inserito ad essere inserito nel 2006 dal Time nella classifica delle 100 personalità più influenti del mondo, a Palazzo Madama, insieme al direttore d'orchestra Claudio Abbado, al fisico Carlo Rubbia e alla ricercatrice Elena Cattaneo.

Questo principio lo ha spinto ad imbarcarsi in un progetto di lungo periodo, com'è quello che può e deve "caratterizzare la carica di senatore a vita" dice, di riqualificazione delle periferie urbane d'Italia. Progetto in cui l'architetto che tutto il mondo ci invidia per la realizzazione (fra le tante) del Centre Pompidou di Parigi, la ricostruzione dell'area di Potzdamer Platz a Berlino e la costruzione dello Shard London Bridge a Londra, è accompagnato da Banca Generali, società leader nella gestione del risparmio, non nuova ad iniziative nel mondo della cultura e del sociale che già affianca il Fai nelle "giornate di primavera" e sostiene diversi progetti. Dall'arte contemporanea al cinema italiano sempre col leit-motive del sostegno al talento nazionale e a percorsi originali di riflessione.

renzo piano 800
 

E proprio di sei giovani talenti che si sono distinti nella professione di architetto, ("motore di questa grande opera", commenta) Piano si è voluto circondare in quella che lui chiama la sua "bottega" per "accompagnare l'implosività della crescita moderna delle città italiane". Come? Cercando di rendere migliori, quasi "rattoppando" il tessuto urbano, le periferie. "Bisogna completare le ex aree aree abbandonate dalle fabbriche, dalle ferrovie e dalle caserme, sanando le ferite aperte e fertilizzandole con strutture pubbliche", mettendo uno stop alla crescita a macchia d'olio delle città, spiega a questo proposito Piano. "Costruire sul costruito", insomma anche perché allargare ancora la superficie dei centri urbani costerebbe troppo. E l'Italia, fra debito pubblico e Patto di Stabilità interno, non può permetterselo.

L'archistar ha devoluto il suo stipendo da senatore a vita per "mettere a bottega i sei giovani a architetti" nel gruppo G124, architetti che si sono occupati così nell'ultimo anno di rendere più vivibili lembi di città a Roma, Torino e Catania e che, dopo aver incontrato più volte le amministrazioni comunali guidate da Ignazio Marino, Piero Fassino ed Enzo Bianco, hanno "partorito" a fine settembre di quest'anno il progetto baL (buone azioni per Librino). Un piano presentato a Catania sul come "rammendare" il campo di San Teodoro che trasforma la struttura siciliana in un grande centro sportivo, ricevendo anche il plauso del Quirinale e del presidente del Senato Pietro Grasso.

A metà ottobre il G124 ha "regalato" a Roma lo spazio pubblico "sotto il Viadotto" nel quartiere Nuovo Salario, "riattivando" una parte della della stazione Serpentaria con l'inaugurazione di una piazza ecologica, un laboratorio di quartiere, un deposito attrezzi e un parco giochi per bambini. E' soltanto l'inizio dell'attività di questa fucina di talenti sapientemente orchestrata dal maestro Piano, perché la mission dell'architetto genovese è quella di "restituire" all'Italia un'Italia migliore di come gli è stata consegnata, per far si che questi "piccoli interventi di rammendo" possano alla fine stimolare l'orgoglio di chi ci vive e di chi ci vivrà. Come i giovani, generando anche nuovi mestieri, microimprese, start-up e creando così nuova occupazione. Che non guasta.

Tags:
periferiepianobanca generali
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