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Francesco Vaiasuso, gestore della galleria d'arte di famiglia, racconta così una delle terrificanti esperienze di possessione di cui è stato protagonista: “Davanti a me c’è un crocifisso appeso ad una parete. Inizio ad indietreggiare spaventato. Cosa sta succedendo ? Non riesco a controllare la situazione: sento infatti che sto prendendo fuoco. “Brucio, brucio!” grido, mentre intorno a me si forma un cerchio di luce che m’imprigiona. Non posso uscire. Sono chiuso lì dentro e brucio soffrendo terribilmente. Cosa mi sta capitando?”.

Nato ad Alcamo nel 1971, fino a 31 anni Francesco non immaginava neppure lontanamente quale realtà ha preso possesso del suo corpo. “C’è una presenza in me e non posso fare nulla per scacciarla – diceva - Qualcuno o qualcosa dentro di me. E’ una sensazione strana. Non sono sempre io a parlare: a volte sono io, altre volte non sono io. Sono dissociato da me stesso ma nello stesso tempo sono cosciente della mia dissociazione. La mia mente subisce grandi tormenti. Mi sento in continuazione strappato da me, dal mio corpo e dalla mia mente, lacerato al mio interno, e la sofferenza che sento non è soltanto spirituale ma anche fisica. I dolori che per questo continua “dentro e fuori di me” deve subire lla mia mente sono tremendi, unici indescrivibili. Ho sempre pensato che, se esiste l’inferno, chi lo abita è queste sofferenze che deve patire dalle quali chiunque fuggirebbe a gambe levate”.

Poi l'incontro con un sacerdote esorcista, padre Matteo La Grua, che che con le sue preghiere è riuscito a far venire allo scoperto satana e le ventisette legioni di demoni che tormentano da tempo il suo fisico, la sua mente, la sua anima. Francesco Vaiuso racconta in un libro intitolato "La mia possessione" come  ha iniziato da quel momento la sua  quotidiana lotta con le forze delle tenebre per riuscire a scacciare gli spiriti demoniaci che hanno condizionato segretamente la sua esistenza rendendola invivibile e come se ne è liberato.

Nel libro si dice che possessione ha avuto un’origine misteriosa quando Francesco era un bambino di appena quattro anni,  ma soltanto dopo anni di esorcismi, risulterà chiara. Francesco mentre era posseduto rimaneva lucido, presente a se stesso, incredibilmente spettatore di quei demoni che gli straziavano mente e corpo. Ma in questo inferno avrebbe anche vissuto esperienze uniche, come sono state le visioni dei santi che, racconta, sono scesi dal cielo per confortarlo, e per dirgli: "Coragggio, manca poco, ce la farai". Due santi, o quasi santi, in particolare, egli dice l'hanno aiutato: padre Pio da Pietrelcina e Karol Wojtyla.

La liberazione definitiva è avventa dopo sedute interminabili di esorcismi. E dopo che, esorcismo dopo esorcismo, Francesco ha scoperto insieme a sua moglie Daniela l'origine di tutto, e cioè come sia stato possibile che 27 plotoni dell'esercito di Satana abbiano fatto proprio un bambino innocente, un bambino di soli quattro anni.

 

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