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Culture

Shitz racconta la storia di una famiglia ebrea di epoca contemporanea; Shitz, il padre, e Setcha, la madre, non desiderano altro, per la propria realizzazione, che far sposare la figlia Shpratzi. Finalmente, ad una festa, l'emarginata Spratzi incontra Tcharkés, un giovane arrivista dalle velleità imprenditoriali. I due subiscono uno strano e poco credibile colpo di fulmine e decidono, la sera stessa, di sposarsi.

Rielaborando il testo di Hanock Levin, il maggiore, anche se controverso, drammaturgo israeliano, noto per le sue lucide e irridenti indagini sui grandi personaggi biblici, Filippo Renda tenta di cogliere i lati più grotteschi ed estremi della vicenda familiare volendo esaltare l’umorismo della cultura Yiddish e la profondità della riflessione sociale che esce dalla narrazione di una realtà apparentemente limitata, ma capace di rompere i suoi confini per farsi universale.

Una satira che condanna l'inanità di ogni voracità umana: la sete del palato, quella di potere, quella di affermazione del proprio Io (non insieme agli altri, ma attraverso gli altri). Un cabaret spietato, recitato senza vittimismo: ciò che fa tanta pena è la grande convinzione di poter realizzare i propri intenti/istinti, riempirsi di desideri fino a scoppiarne.

Gli attori aderiscono persino fisicamente ai personaggi e manifestano attitudini canore nei tanti siparietti  dal contenuto assai prosastico, nei quali si possono declamare la passione per le patatine o il triste destino dei testicoli, dai venti anni all’età senile. Tra rancori, vecchi e nuovi, che sconfinano nell’odio senza ombra di tensione, l’esibizione gratuita del più rancido cinismo scava nell’ossessione della carne – da offrire in pasto al proprio stomaco o da offrire agli appetiti sessuali del marito – e in quella del tempo che passa, troppo in fretta o troppo lentamente a seconda degli scopi da raggiungere.

Tutto avviene sotto lo sguardo sconcertato e poi indifferente del musicista (Simone Tangolo, autore delle musiche con il regista), parte integrante di una storia in cui il marito stritolatore viene a sua volta stritolato dal sistema che ha contribuito a sostenere.

Idiot Savant  - La compagnia nasce nel 2010 dall’incontro di alcuni allievi della scuola del Piccolo Teatro di Milano e dall’esigenza di mettere in rete idee, necessità e risorse legate alla messa in scena. Nel 2010 lavora attorno alla drammaturgia di Filippo Renda, Rat boo – Esorcismo di uno Stabat Mater e nel 2011 alla creazione del primo spettacolo: Shitz – pane, amore e... salame. Per questo lavoro viene coinvolta l’attrice Valentina Picello, che entra a far parte della compagnia. Lo spettacolo viene presentato all’interno di numerosi Festival, rassegne e stagioni. Altri riconoscimenti individuali della compagnia sono i premi Hystrio alla vocazione 2012 a Matthieu Pastore e Mauro Lamantia.

Filippo Renda è tra i fondatori di Idiot Savant. Nel 2009 dirige per il teatro Gebel Hamed di Trapani, Il Grigio di G. Gaber. Lavora come assistente alla regia al fianco di Luca Ronconi (La Modestia, Santa Giovanna dei Macelli), Renzo Martinelli, Roberto Rustioni, Bruno Fornasari (Push-up 1-3) e più di recente Ferdinando Bruni (Romeo e Giulietta) e Francesco Frongia (Alice Underground). Conosce il regista Benedetto Sicca, con cui avvia una collaborazione stabile. Entra a far parte della associazione culturale Ludwig – officina di linguaggi contemporanei, di cui Sicca è presidente.

 

SHITZ – PANE, AMORE E... SALAME
liberamente tratto da Hanock Levin
regia e drammaturgia Filippo Renda
con Mauro Lamantia, Valentina Picello, Matthieu Pastore, Mattia Sartoni, Simone Tangolo
musiche originali Filippo Renda, Simone Tangolo
traduzione Matthieu Pastore
Idiot Savant/Ludwig
Premio speciale della giuria critica al Festival Scintille di Asti
Premio per il miglior spettacolo di prosa al Festival Spoletopen

Elfo Puccini, sala Bausch, corso Buenos Aires 33, Milano - Da martedì 7 a domenica 12 gennaio, ore 19.30  - Posto unico € 15 - Informazioni e prenotazioni 02.0066.06.06

 

Tags:
shitzteatro elfo milano
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