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Culture
Su Audible il nuovo podcast di Saviano su Falcone

In occasione del trentunesimo anniversario della strage di Capaci è uscito su Audible il nuovo podcast scritto da Roberto Saviano in collaborazione con Stefano Piedimonte: Chi chiamerò a difendermi. Giovanni Falcone – La vita.

Al Salone del Libro di Torino 2023 Roberto Saviano era tra gli ospiti più attesi: ore di fila per assistere alla presentazione del suo nuovo podcast Chi chiamerò a difendermi. Giovanni Falcone – La vita. Un evento organizzato da Audible Original - la piattaforma in cui il podcast è ascoltabile dal 23 maggio scorso - con centinaia di persone in sala incuriosite e interessate; un pubblico da cui si è sentita forte la stima nei confronti tanto di Roberto Saviano – il narratore – quanto di Giovanni Falcone – il narrato. A dire il vero questo terzo podcast, che è uscito in concomitanza con il trentusimo anniversario della strage di Capaci, ha due autori, in quanto è stato scritto da Saviano con la collaborazione di Stefano Piedimonte, avvalendosi peraltro per la copertina del contributo artistico del fumettista e illustratore Manuele Fior.

Chi chiamerò a difendermi
 

Dieci episodi da 40 minuti ciascuno che non sono stati soltanto scritti e pensati da Roberto Saviano, ma che lo vedono anche in veste di voce narrante, sebbene sia arricchito dalle testimonianze e dai racconti di chi fu vicino a Falcone. Tra questi ricordiamo Antonio Vassallo, Giuseppe Costanza, Giuseppe Di Lello, Leonardo Guarnotta, Leoluca Orlando, Giuseppe Ayala, Valeria Almerighi, Caterina Chinnici, Attilio Bolzoni, Claudio Martelli e Pietro Grasso. Dunque un racconto corale che si pone come l’ultimo capitolo di una trilogia ideale, composta da Le mani sul mondo, Maxi e infine Chi chiamerò a difendermi. Giovanni Falcone – La vita. “Dopo aver raccontato la mafia come fenomeno ramificato e poi il grande processo voluto da Falcone per dare credibilità e concretezza a qualcosa fino ad allora sfuggente, qui mi concentro sulla vita e sulla personalità di Giovanni Falcone, tracciandone un ritratto il più possibile inedito e privato – ha spiegato Roberto Saviano al Salone del Libro di Torino – Ho provato ad entrare dentro le storie di potere, perché è proprio ciò che da sempre mi interessa maggiormente: raccontare come i corpi vengono dominati e gestiti dal potere, al pari di pupi o marionette. Ma c’è anche un potere diverso che consiste nel resistere a tutto ciò e che è rappresentato alla perfezione da Giovanni Falcone”.

Secondo Saviano il magistrato ucciso dalla mafia, poi divenuto simbolo della battaglia che ha portato avanti, ebbe anche il merito di dare per primo una forma e un’esistenza comprovata, documentata, a un’entità ritenuta da molti leggenda, diceria, falsità. D’altronde, lo scetticismo delle persone nei confronti di alcune realtà è, a suo dire, comprensibile, in quanto viviamo in un mondo dove non ci è ben chiaro chi detiene davvero il potere e compie le scelte che determinano le nostre vite. Da qui, è facile cadere nelle tesi del complottismo o non credere più a niente. Ecco, allora, l’esigenza di realizzare un podcast – forte delle prime due esperienze di successo sempre in esclusiva per Audible Original – che si incentrasse proprio nella figura di Giovanni Falcone, in grado di ripercorrere la vita non solo del magistrato, ma anche dell’uomo, del marito, dell’amico, andando nel profondo della sua quotidianità e svelandone i dubbi, le difficoltà, i tormenti di un uomo minacciato e messo all’angolo.

Roberto Saviano al Salone del Libro 2023
Roberto Saviano al Salone del Libro 2023

“Le prime volte che mi cimentai con il genere del podcast davo per scontato che fosse una scrittura come altre, invece la preziosa collaborazione di Stefano Piedimonte mi ha ricordato in ogni momento che lo stile narrativo è completamente diverso rispetto a quello di un romanzo, o di un racconto, o di una sceneggiatura – ha detto ancora Saviano durante l’evento al Salone del Libro di Torino, a cui Affaritaliani.it ha partecipato – Chi ascolta si confonde più facilmente di chi legge, quindi bisogna essere diretti e semplici nella narrazione, senza però mai perdere emotività e caratura della storia. Non si possono dare troppi dettagli o usare subordinate composte con molti personaggi e passaggi logici, ma non si deve neppure scadere nella banalità del linguaggio parlato. Se poi valutiamo anche il tono di voce, c’è un grande studio al riguardo, poiché di fatto si sussurra all’orecchio dell’ascoltatore, quindi non si può mai eccedere con il volume e al contempo occorre trovare l’empatia giusta. Amo molto questo tipo di narrazione perché è la più vicina al modo in cui sono nate le storie, ovvero come racconti ascoltati attorno al fuoco”.

Fondamentale il supporto di un sound di contesto in grado di ricreare l’atmosfera di quell’epoca, con testimonianze, telegiornali, telefonate, interviste, tutto quanto sia utile ad arricchire e a rendere più vera questa storia. In conclusione all’incontro del Salone del Libro, Saviano ha sorpreso tutti rispondendo alla domanda in merito a che cosa sogna ancora di fare: “Mi piacerebbe scrivere un videogame”. Chissà che non possa accadere presto. Nel frattempo consigliamo questo podcast di valore non solo letterario, ma anche storico/sociale, reso possibile grazie a una produzione Audible Original per la regia di Niccolò Martin.

Evento Saviano Salone del Libro 2023
La presentazione del podcast di Roberto Saviano al Salone del Libro 2023

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